Week end al cinema: con The Avengers tornano gli eroi più potenti della Terra. Li sfida, ancora in sala, Paola Cortellesi mentre il lungo ponte di Pasqua lancia il disegno animato di Michel Ocelot e La caduta dell’impero americano di Denis Arcand

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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Quasi 20 miliardi di incassi e un successo che li ha da sempre resi supereroi al box office e gioca sul sicuro, anche in Italia, la megaproduzione Disney-Marvel in sala con l’ultimo capitolo della saga più popolare degli ultimi anni. È ovviamente il quarto attesissimo film degli Avengers, un grande ritorno che porta con sé merchandising, giochi, magliette e gadget ma soprattutto grande cinema, action e spettacolo in un mix clamorosamente popolare in tutto il mondo.

Hollywood lo sa talmente bene che non ha fermato il superpotere della saga dopo la scomparsa di Stan Lee che ha portato in vetta il fantasy e gli incassi dei supereroi Marvel in versione cinematografica affidando a Anthony e Joe Russo (con Robert Downey Jr. e Chris Evans) questa quarta missione assolutamente possibile per i protagonisti della grande avventura amata dal pubblico di tutto il mondo.

Avengers Endgame segue ovviamente le vicende di Avengers: Infinity War, il capitolo della disfatta dove tutte le specie viventi nelle galassie dell’universo sono state vittime della follia di Thanos. Ma anche se il Guanto dell’Infinito ha polverizzato con un semplice folle gesto la metà delle popolazioni di tutti i pianeti, gli Avengers ancora in vita, insieme agli ultimi alleati rimasti, sono sopravvissuti e devono fare squadra di nuovo per sconfiggere il Male e riportare l’ordine nell’universo.

Se, insomma, Avengers: Infinity War era stato una grande tragedia finale, Avengers: Endgame è il film del nuovo inizio, tre ore e un minuto di emozione pura, in cui ricordi e memoria si alternano all’umorismo ma anche al protagonismo assoluto di grandi interpreti come la Vedova Nera di Scarlett Johansson in un hairstyle davvero top o Chris Hemsworth, il Thor più ironico di sempre in questa versione, senza dimenticare Ragnarok, Occhio di Falco, Jeremy Renner super punk, più spietato che mai. Ma il senso di questo ritorno, celebrando la grandezza della saga, guarda avanti, per conquistare ovviamente nuovi adepti.

Non solo superfantasy e action ma anche poesia, e un cinema di animazione diversa da quella delle major, con Dilili a Parigi, opera super raffinata di Michel Ocelot (ricordate i suoi Kirikou o Azul e Asmar?) con Prunelle Charles-Ambron, è la storia di una piccola kanak meticcia, che arriva a Parigi, a fine Ottocento, imbarcandosi di nascosto sulla nave che riporta in Francia, dalla Nuova Caledonia, l’insegnante anarchica Louise Michel, di cui sarà poi un’adepta. A Parigi farà amicizia con Orel, un facchino affascinante e gentile, che conosce tutto il mondo culturale e artistico della Belle Époque. In un clima disturbato però dai Maschi Maestri, veri e propri malfattori che terrorizzano la città, svaligiando le gioiellerie e rapendo le bambine.

Ed è un film di animazione decisamente particolare anche Ancora un giorno diretto dal documentarista Raúl de la Fuente con il regista di animazione Damian Nenow. Dal libro del giornalista Ryszard Kapuściński, scritto all’indomani del suo viaggio in Angola nel 1975, nel pieno della Guerra Civile. Tra graphic novel e biopic il reporter polacco accompagna l’animazione con interviste scrivendo di nuovo, in questo caso, per il cinema il resoconto coraggioso di una grande storia drammaticamente vera: il processo di indipendenza dell’Angola, dopo che gli ultimi portoghesi stanno lasciando l’ex-colonia. Rischiando la vita in prima persona, “Ricardo”, come lo chiamano gli amici, decide di coprire la resistenza del fronte socialista, sostenuto dall’URSS e più avanti da Cuba, contro il fronte imperialista che usa il Sud Africa come forza d’invasione. La pellicola ha ottenuto il premio come miglior film di animazione agli European Film Awards.

Dall’animazione alla fiction di particolare impegno anche ideologico, Sarah & Saleem è un film diretto da Muayad Alayan, con Silvane Kretchner e Adeeb Safadi. È la storia di un amore e di un tradimento, di cui sono protagonisti la proprietaria di un caffè ebraico e Saleem, il suo fattorino arabo, coinvolti in una passione segreta che metterà in crisi i loro matrimoni. Il film è ambientato in una Gerusalemme in cui anche una storia privata tra due persone scatena conseguenze politiche e sociali di portata inimmaginabile.

È in sala infine La caduta dell’impero americano ultimo titolo  della trilogia di Denys Arcand, dopo Le invasioni barbariche Oscar® 2004 al miglior film straniero e Il declino dell’impero americano, 1986. Qui il problema della caduta dei valori in un mondo diviso tra l’ansia del successo e il tentativo di un riscatto quasi impossibile è il cuore del racconto di cui è protagonista Pierre-Paul, 36 anni e nonostante un dottorato in filosofia, costretto a fare il fattorino per sopravvivere. Un giorno, durante una consegna, si ritrova suo malgrado sulla scena di una rapina finita male, che lascia sull’asfalto due morti e altrettanti borsoni pieni di soldi. Cederà all’impulso più forte giustificando il suo gesto con Aristotele (nell’ ‘Etica’ non dice forse che la fortuna è collegata alla felicità?) ma quella fuga gli porterà solo guai (Heidegger non dice forse che “il destino si può cambiare ma non si può sfidare”?) verso un’avventura e un finale che ci convincerà, se mai avessimo avuto dubbi che non sempre i soldi danno la felicità…

Buon cinema e non dimentichiamo che è ancora in sala Ma cosa ci dice il cervello, la nuova commedia di Riccardo Milani, con Paola Cortellesi, per la cronaca il film più visto nel weekend di Pasqua miglior incasso italiano nel periodo pasquale dal 2010.