Week end al cinema: Shazam! nuovo supereroe sfida la favola senegalese di Omar Sy ma anche Jane Fonda, Diane Keaton e le altre nel Book Club over 70. Il cinema italiano con Dolceroma e con Francesco Mandelli il coraggio di schierarsi contro il bullismo.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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Ha già vinto sulla carta, nei pronostici, il primo posto al botteghino del week end Shazam!, l’eroe bambino dei DC Comics che ci racconta come forse un po’ tutti abbiamo nel cuore i nostri superpoteri, magari affidati a un genietto speciale capace di uscire come quello della lampada al momento giusto. Come?

A Billy basta pronunciare ‘shazam!!’ per trasformarsi e diventare proprio lui, testa e cuore da ragazzino nel corpo di un adulto che dovrà imparare al più presto a usare, dominare e controllare rapidamente i suoi superpoteri, ovviamente per combattere la malvagità di un nemico che gli fa la guerra.

Shazam, in un fumetto degli anni Quaranta si chiamava Captain Marvel. Pubblicato dalla Fawcett aveva talmente successo da battere nelle vendite perfino Superman così la guerra dei supereroi finì in tribunale e alla fine proprio la Fawcett fu costretta a vendere il suo Captain Marvel.

Tornando al film Shazam può fare più o meno quello che riesce perfettamente a Superman, ma come accadde un tempo in edicola deve fare la sua escalation… Usando come dice il suo nome che è un acronimo S come la saggezza di Salomone, H proprio come la forza di Hercules, A come la resistenza di Atlante, Z, la potenza di Zeus, ancora A come il coraggio di Achille. Infine M: ovviamente la velocità di Mercurio.

Niente eroismi quotidiani ma un piccolo gruppo di ragazze decisamente over in Book Club – Tutto può succedere dove i problemi sentimentali finiscono per diventare il leitmotiv dei pomeriggi passati a leggere e commentare insieme – udite udite – ‘50 sfumature di grigio’. Le protagoniste sono Vivian (Jane Fonda), Diane (Diane Keaton), Carol (Mary Steenburgen) e Sharon (Candice Bergen), quattro donne alle prese con gli eterni problemi sentimentali. È un po’ come se Carrie, Miranda, Charlotte e Samantha (proprio quelle di Sex and the City) fossero invecchiate lasciando la California per New York ma l’ispirazione del regista, Bill Holderman, non è dichiarata anche se nel club c’è molta autoironia. Non è Jane Fonda del resto ad aver dichiarato a proposito dei suoi 80 che il terzo atto della sua vita è il migliore?

Alla ricerca di nuovi amori comunque le ‘girls’ del club s’imbattono in Andy Garcia, Richard Dreyfuss e Wallace Shawn, reduci di un cinema romantico che fu e un po’ sciocchi nel tentativo di affrontare gli acciacchi e gli anni che passano con qualche piccola vanità in eccesso ma comunque almeno buoni amici.

Il Viaggio di Yao, protagonista Omar Sy diretto da Philippe Godeau, racconta la storia di Yao che vive nel nord del Senegal, ha tredici anni e vuole incontrare a tutti i costi il suo idolo: Seydou Tall (Omar Sy), un celebre attore francese invitato a Dakar per presentare il suo nuovo libro.

Per realizzare il suo sogno Yao organizza così la sua fuga ma Seydou decide di riaccompagnarlo a casa attraversando il paese in un viaggio che sarà per lui anche un ritorno alle radici. Il Senegal è il cuore di un film decisamente diverso dagli altri per Omar Sy, che ne è anche produttore, per la prima volta in Africa, ma anche per il regista, che ha vissuto lì molti anni della sua vita.

Passando al cinema italiano Dolceroma, commedia action di Fabio Resinaro dominata – non solo produttivamente – da Luca Barbareschi fa pensare sulla carta a Notti magiche di Paolo Virzì, visto che racconta proprio la Roma dei ‘cinematografari’, un must per chi fa cinema, pur con qualche eccesso di cialtroneria, soprattutto nel mondo dei produttori che, appunto Barbareschi, incarna.

E Fabio Resinaro (stavolta senza il suo co-regista abituale Fabio Guaglione ma con Fausto Brizzi cosceneggiatore e alla seconda unità), dal romanzo di Pino Corrias Dormiremo da vecchi lo racconta attraverso il ritratto estremo di un imprenditore squalo che a tratti vuol essere però anche un improbabile sognatore. Barbareschi che sta producendo tra l’altro il J’accuse di Polanski e ha prodotto quest’anno non solo il film di Brizzi Io sono Mia su Mia Martini, qui torna a fare anche l’attore: è Oscar Martello, imprenditore aggressivo e spietato, che decide di portare sullo schermo il romanzo di uno scrittore alle prime armi, una storia di camorra perfetta per l’amante di Martello che un po’ lo ama e molto lo ricatta…

Con Bene ma non benissimo, il cinema racconta una storia contro il bullismo: nel film diretto da Francesco Mandelli, Candida (Francesca Giordano) è un’adolescente che ha perso la mamma e da un piccolo paese del sud, costretta a trasferirsi a Torino con il padre, deve affrontare la sfida dell’integrazione in una nuova città e in una nuova scuola a metà dell’anno scolastico. Qui diventa subito vittima di un bullo, ricco e introverso. Ma ce la farà.

Con Butterfly un documentario racconta Irma Testa, classe 1997, prima atleta donna italiana ad essersi qualificata alle Olimpiadi per il pugilato. Da Torre Annunziata a Rio, sotto la guida del maestro Lucio Zurlo ha perso ai quarti di finale, contro la francese Estelle Mossely. Ma ai registi Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman, che hanno tramutato la sua storia nel bel documentario che ha esordito quest’anno a Roma con Alice nella Città (e ora viene distribuito nelle sale da Istituto Luce Cinecittà,) interessa soprattutto la storia di una ragazzina che affronta allo stesso tempo la più grande sfida nella sua vita e il passaggio all’età adulta.

Segnaliamo anche L’educazione di Rey, storia di un ragazzo che viene introdotto dal fratello nella Mala di Mendoza, l’horror della settimana (di Jordan Peele è Noi) e infine L’uomo che comprò la luna, su un agente segreto che deve risolvere un mistero: chi in Sardegna ha comprato la luna? Per questo i servizi segreti americani e italiani inviano nell’isola un agente segreto. Ma prima deve essere addestrato a diventare un vero sardo. Regia di Paolo Zucca (L’arbitro) con Angela Molina, Stefano Fresi, Francesco Pannofino, Benito Urgu e Lazar Ristovski, attore di Underground di Kusturica. “Una commedia dissacrante che vira verso una favola consacrante”, come dice in maniera divertente, proprio il regista.