Gli Oscar®: Green Book miglior film outsider tra Roma e Bohemian Rhapsody ma con Black Panther e BlacKkKlansman di Spike Lee, Hollywood quest’anno è black. Vince il cinema che parla di integrazione e il film d’autore messicano più lontano dall’America di Trump.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Tempo di lettura: 4 minuti

Sbaragliando tutti i pronostici – proprio come avevamo previsto solo qualche giorno fa – alla fine ha vinto l’outsider: sì, l’Oscar® 2019 per il miglior film è andato a sorpresa proprio a Green Book di Peter Farrelly, un film coraggioso e decisamente antirazzista, premiato anche per la sceneggiatura e, con Mahershala Ali, per il miglior attore non protagonista. “Abbiamo fatto questo film con amore, tenerezza e rispetto” ha detto il suo produttore ritirando il premio. E il regista: “Questo è un film sull’amore che supera le differenze”.

Green Book ha conquistato la giuria dell’Academy – dopo il Premio del pubblico a Toronto e il successo in Italia, con il lancio alla Festa del Cinema di Roma – con la storia di un’amicizia fra un italoamericano decisamente proletario che, nell’America razzista degli anni Sessanta, diventa l’autista di un raffinato musicista afroamericano. Un viaggio che vorresti continuasse oltre la parola fine, una storia che è insieme intrattenimento, denuncia. E militanza antirazzista come altre scelte di un palmarès, alla fine fin troppo equilibrato, ma segnato da storie e racconti di coraggio e ribellione.

Non a caso tre Oscar® sono andati anche a Black Panther e tre, come si dice, ‘pesanti’, visto che è stato giustamente decretato il miglior film straniero e ha avuto anche le statuette per la migliore regia e la fotografia (firmata dallo stesso regista), i premi per Roma, il film messicano di Alfonso Cuaròn che ha vinto il meritatissimo Leone d’Oro a Venezia non solo perché alla Presidenza della Giuria c’era un altro grande del cinema messicano amato anche a Hollywood come Guillermo Del Toro ma perché è una bellissima storia, personale, che parla di umanità, di affetti, di ingiustizie e di solidarietà soprattutto femminile. Un film importante, ricco di poesia e insieme di realismo, che il regista ha dedicato “ai 70 milioni di collaboratori domestici che lavorano nelle nostre case e che di solito sono relegati nello sfondo dei nostri film: immigrati che come le donne proiettano il mondo in avanti”.

Orgoglio e voglia di riscatto anche nelle dichiarazioni di Spike Lee, al primo Oscar® competitivo, dopo ben quarant’anni di cinema, per la sceneggiatura di BlacKkKlansman, tre anni dopo quello onorario. E Spike Lee, presentato da Barbra Streisand, ha letteralmente incendiato la platea degli Oscar – lui che è nipote di una bisnonna che è stata una schiava come i tanti che con il loro lavoro hanno costruito l’America – con il discorso più politico della lunga notte dell’orgoglio black ricordando schiavitù e genocidio degli afroamericani: “Le elezioni 2020 sono dietro l’angolo, ricordiamocelo, possiamo fare una scelta di amore e non di odio”.

Anche Rami Malek, che ha vinto come migliore attore protagonista con Bohemian Rhapsody, ha raccontato la sua storia di integrazione non facile: “Sono il figlio di immigrati egiziani, americano di seconda generazione, non ero la scelta più ovvia tra i protagonisti (e infatti ha battuto anche il superfavorito Christian Bale) ma a quanto pare ha funzionato”: Bohemian Rhapsody è il film che ha vinto di più: quattro statuette, le altre però tutte tecniche: montaggio, sound editing e sound mixing.

Sorpresa anche per l’attrice protagonista, Olivia Colman, per La favorita, ha surclassato perfino Glenn Close, che ancora una volta, alla settima nomination (questa volta per The Wife), non ha vinto. Colman ha battuto anche Lady Gaga che ha avuto però il premio per la migliore canzone, Shallow, da A Star is Born, il film che, del resto come La favorita, con ben dieci candidature, è uscito tra i più sconfitti, battuto perfino per la scenografia e gli splendidi costumi (del Premio Oscar Sandy Powell) da un Oscar andato invece  a Black Panther, primo film tratto da fumetti arrivato agli Oscar® nella categoria più importante (che ha vinto anche per la migliore colonna sonora e la scenografia).

A proposito di fumetti, per l’animazione con Spider-Man: Un Nuovo Universo ha vinto anche un po’ di Italia: Sara Pichelli, disegnatrice di fumetti di Porto Sant’Elpidio, nelle Marche, classe 1983, ha disegnato il protagonista, fra gli animatori impegnati in un progetto che ha aggiunto creatività alla tecnologia. ‘Black’ anche l’Oscar® alla Migliore attrice non protagonista: Regina King, per Se la strada potesse parlare, ancora una volta un film contro il razzismo e l’ingiustizia.

L’altro tema forte di quest’edizione, che ha celebrato tra i grandi scomparsi il grande cinema di tre protagonisti come Ermanno Olmi, Bernardo Bertolucci e Vittorio Taviani, è stata la musica. Con l’emozione del duetto live di Lady Gaga e Bradley Cooper (lei si è commossa e ringraziando Cooper ha voluto incoraggiare a non mollare chiunque lavori per realizzare il proprio sogno) ma anche con l’ouverture super –rock di Adam Lambert che con i Queen ha lanciato la serata con We are the champions, uno dei brani più celebri del gruppo di Freddie Mercury che al Dolby Theater ha consegnato un inizio folgorante, “non ero la scelta ovvia ma ha funzionato”. Il musicista ha voluto ringraziare i Queen e Malek ha poi ricordato con Freddie Mercury la lotta per la sua identità: “abbiamo fatto un film su un gay, immigrato e lo abbiamo celebrato. Questa è la prova che amiamo questa storia” ha concluso Rami Malek. Ringraziando la famiglia e l’America.

Resta, tra le dichiarazioni, il discorso di Cuaròn, che è il modo migliore per chiudere questa carrellata: “Sono cresciuto vedendo film stranieri come Quarto potere, Il padrino, Lo squalo. Facciamo tutti parte dello stesso oceano, della stessa emozione.  Voglio ringraziare il Messico e la mia famiglia“. Accanto a lui Angela Bassett e Javier Bardem che in spagnolo ha siglato il suo momento dicendo testualmente così: “Non ci sono muri che possono contenere il talento”. Stanotte a Hollywood è andata proprio così.

 

TUTTI I PREMI 2019

Miglior Film

Green Book

Migliore regia

Roma di Alfonso Cuarón

Miglior Attore protagonista

Rami Malek in Bohemian Rhapsody

Miglior Attore non protagonista

Mahershala Ali in Green Book

Migliore Attrice protagonista

Olivia Colman in The Favourite

Migliore Attrice non protagonista

Regina King in Se la strada potesse parlare

Miglior Film Straniero

Roma (Messico)

Miglior adattamento

BlacKkKlansman

Migliore Sceneggiatura originale

Green Book

Miglior film di animazione

Spider-Man: Into the Spider-Verse

Fotografia

Roma

Costumi

Black Panther di Ruth Carter

Miglior Documentario

Free Solo

Miglior Cortometraggio documentario

Period. End of Sentence

Montaggio

Bohemian Rhapsody

Makeup e hairstyling

Vice

Colonna sonora

Black Panther

Canzone originale

“Shallow” da A Star Is Born,

Scenografia

Black Panther

Miglior Cortometraggio animato

Bao

Miglior Cortometraggio

Skin

Miglior Montaggio sonoro

Bohemian Rhapsody

Miglior missaggio Sonoro

Bohemian Rhapsody

Effetti speciali

First Man