BERLINALE 69: Anteprime mondiali, star, cinema d’autore, al via domani con una regia al femminile il Festival più atteso d’inverno. L’Italia in concorso con La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi, dal libro di Roberto Saviano.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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The Kindness of Strangers scritto e diretto della regista danese Lone Scherfig, coprodotto da ben cinque Paesi, fra cui Francia e Germania è, domani sera, il film di apertura della 69.ma Berlinale. Un racconto firmato da una donna (la regista conosciuta tra l’altro in Italia per Italiano per principianti) che annuncia – nel Festival più atteso d’inverno – una maratona cinematografica particolarmente attenta, quest’anno, proprio al femminile.

Per il suo anno di addio alla guida della Berlinale il Direttore Dieter Kosslick ha voluto dare, infatti, come sempre e più di sempre, grande rilievo al femminile, che la sua direzione ha orgogliosamente valorizzato negli anni con particolare attenzione nel panorama dei grandi festival internazionali: un segno in quest’edizione che precede il 70.mo, la presidenza di giuria per Juliette Binoche e la scelta delle retrospettive con un omaggio a Charlotte Rampling e Autogestione. La prospettiva delle registe che comprende appunto 28 film di autrici tedesche negli anni tra il 1968 e il 1999.

Lo sguardo sulle donne e delle donne, non solo dopo la bufera mondiale del #MeToo è insomma, il segno forte di una selezione forse, ancora una volta particolarmente attenta con rigore, non solo in concorso, ad un cinema d’autore per dirci che un cinema diverso è ancora possibile. Per il direttore Dieter Kosslick una scelta che è, sulle donne, anche un punto d’onore: il 9 firmerà il protocollo per la parità di genere (nell’ambito del convegno promosso dall’associazione Women in Film and Television Germany e dall’International Women’s Film Festival di Dortmund in collaborazione con il movimento 50/50 by 2020).

La Berlinale è stata del resto in prima linea nella battaglia della parità anche da prima che esplodesse il movimento internazionale. Anche nei numeri che supportano le scelte di qualità: quest’anno su 17 film in concorso, ben sette sono firmati da registe con un ‘ventaglio’ generazionale che va dall’opera prima di Nora Fingscheidt (classe 1983, è la più giovane), alla grande Agnieszka Holland che ha più o meno l’età del Festival.

Ma alla Berlinale oltre le donne contano l’impegno, il cinema d’autore, la qualità, dalle sezioni fuori concorso ai titoli in corsa per l’Orso d’Oro, tra i quali l’italiano La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi, il regista di Alì ha gli occhi azzurri e Fiore, con un film tratto dal romanzo omonimo di Roberto Saviano, molto atteso, al quale il 14 seguirà una masterclass dello scrittore.

Dovrà vedersela con titoli importanti e competitor come, tra gli altri, François Ozon, Fatih Akin, il grande Zhang Yimou, solo per citarne alcuni, difendendo comunque la qualità di un cinema italiano coraggioso e diverso.

Non scontato, del resto, come i titoli italiani selezionati in Panorama, ben quattro: Dafne di Federico Bondi, storia del rapporto tra una ragazza down e suo padre dopo la morte improvvisa della madre con la quale ha vissuto in simbiosi, l’opera prima di Michela Occhipinti Il corpo della sposa – Flesh Out, su una ragazza della Mauritania che viene messa ‘all’ingrasso’, come tradizione, in attesa del matrimonio e, ancora, i documentari Selfie di Agostino Ferrente girato tra i ragazzi del rione Traiano di Napoli (molto in sintonia casualmente proprio con i temi del film di Giovannesi) sull’adolescenza 2.0 nei giorni della camorra, e Normal di Adele Tulli: viaggio singolare e assolutamente non convenzionale tra gli stereotipi di genere nell’Italia di oggi.

Presidente della Giuria Internazionale che assegnerà i premi, Juliette Binoche, mentre l’Orso d’oro d’onore va quest’anno a Charlotte Rampling, alla quale verrà anche dedicato, come già detto, l’omaggio di dieci film, tra i quali Il portiere di notte di Liliana Cavani.

Grandi protagoniste della 69.ma Berlinale sono comunque Germania e Francia; 6 dei 17 film in concorso sono finanziati dalla Germania e 5 dai francesi. Tre i film cinesi (uno dei quali mongolo però), molte le coproduzioni e scarsa la presenza hollywoodiana: niente concorso.

Fuori concorso invece gli Stati Uniti propongono un documentario su Aretha Franklin e Vice esce per l’occasione nelle sale tedesche. Tra i temi affrontati nei titoli più attesi Grâce à Dieu di Francois Ozon, affronta gli scandali sessuali nella Chiesa in un racconto verità ispirato al caso del parroco di Lione di abusi sessuali su minori.

Il turco-tedesco Fatih Akin – Orso d’Oro nel 2004 – propone un thriller ispirato alla storia di un serial killer che ha terrorizzato Amburgo durante i primi anni ’70.

Ancora: potrebbe essere una sorpresa l’israeliano Nadav Lapid, con Synonymes su un giovane israeliano emigrato a Parigi. Fra gli europei, infine, due autrici molto amate a Berlino sono Isabelle Coixet (con Elisa y Marcela una storia di amore proibito nella Spagna di fine Ottocento, firmata Netflix) e Agnieszka Holland, (Mr. Jones ambientato nell’Ucraina degli anni ’30).

Tra le prime mondiali i tre film cinesi con una superstar come l’autore più amato dai Festival d’Europa, Zhang Jimou ma anche un film come So Long, my son, saga familiare che racconta la Cina di trent’anni, dalla Rivoluzione Culturale.

Un’edizione ricca, non a caso forse per niente hollywoodiana, quest’ultima diretta da Dieter Kosslick: a 19 anni dal debutto berlinese consegnerà il Festival a partire dal 70.mo, il prossimo anno a Carlo Chatrian.

A scegliere l’Orso d’Oro nella giuria, di sei eccellenze del cinema internazionale, presieduta da Juliette Binoche, ci sono tra gli altri due nomi cari alla Berlinale, ma non solo: Sebastián Lelio, il regista cileno di Gloria e Una donna fantastica e l’attrice tedesca Sandra Hüller, attrice protagonista di Vi presento Toni Erdmann.

 

Ecco i film della selezione ufficiale

 

In concorso

-The Kindness of Strangers di Lone Scherfig

(film d’apertura)

The ground beneath my feet di Marie Kreutzer

So long, my son di Wang Xiaoshuai

– Elisa & Marcela di Isabel Coixet

– The golden glove di Fatih Akin

– God exists, her name is Petrunija di Teona Strugar Mitevska

– Grâce à dieu di François Ozon

I was at home, but di Angela Schanelec

– A tale of three sisters di Emin Alper

– Mr. Jones di Agnieszka Holland

– Mongolia di Wang Quan’an

– La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi

– Répertoire des villes disparues di Denis Côté

– Synonymes di Nadav Lapid

– Systemsprenger di Nora Fingscheidt

– Out stealing horses di Hans Petter Moland

– One second di Zhang Yimou

 

Fuori concorso

– L’adieu à la nuit di André Téchiné

– Amazing Grace – Documentario di Alan Elliott

da footage originale Warner 1972

– Brazil di Wagner Moura

– The operative di Yuval Adler

– Varda par Agnès di Agnès Varda

– Vice di Adam McKay