Week end al cinema: Profumo di Oscar® con La Favorita e Se la strada potesse parlare, tra Creed II con Sylvester Stallone e l’Italia di Salemme e Abatantuono in Compromessi sposi.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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Settimana da Oscar® nelle sale dopo le nomination annunciate a Los Angeles, candidature attese, con non poche sorprese a cominciare dalle dieci conquistate da La favorita di Yorgos Lanthimos con un ‘triangolo’ al femminile sotto ogni punto di vista speciale interpretato da attrici fantastiche (Coppa Volpi a Venezia per la migliore interpretazione femminile a Olivia Colman, ora candidata all’Oscar® insieme alle altre due interpreti Emma Stone e Rachel Weisz).

La scena è quella, sontuosa ma guardata forse per la prima volta in maniera tanto realistica (e non senza qualche eccesso di crudeltà) della corte della Regina Anna – all’inizio del ‘700. Un mondo apparentemente molto grande e sontuoso ma in realtà decisamente piccolo dove gli intrighi di corte sono offuscati dal controllo del ‘vero’ potere totalmente in mano alle donne e proprio due di esse si contendono con ogni mezzo i favori della sovrana. Un triangolo al femminile che, oltre le nomination, già comanda anche nella corsa agli Oscar® con ben dieci candidature che sfidano, per quantità di segnalazioni, solo Roma di Alfonso Cuaron.

Il regista greco, Yorgos Lanthimos, già candidato all’Oscar® nel 2017 per la miglior sceneggiatura con The Lobster, era segnalato nella scena internazionale dei festival per quel film, poi con il più recente Il sacrificio del cervo sacro. La regina Anna è stata l’ultima degli Stuart: come nel ritratto tramandato dalla Storia era bulimica, ammalata di gotta, timida, infelice (e lesbica) nonostante le sue molte debolezze in una Corte difficile da tenere sotto controllo, fu capace di affermare la grandezza dell’Inghilterra anche nel confronto (bellico) contro la Francia. Il tema dominante del film è comunque quello attualissimo della gestione del potere.

Film decisamente ‘maschile’, torna sugli schermi la saga di Rocky con Creed II di Steven Caple Jr. con Sylvester Stallone e Michael B. Jordan, ottavo appuntamento della serie, con Stallone, ormai nel ruolo del ‘consigliere’ del campione Apollo. È il seguito di Creed – Nato per combattere, che quattro anni fa superò nel mondo i 170 milioni di dollari d’incasso. E vede il grande ritorno di Ivan Drago, vecchio nemico di Rocky. Il regista Steven Caple Jr, piccola curiosità, ha lavorato su una sceneggiatura scritta dallo stesso Sylvester Stallone.

Altro film fresco di candidature agli Oscar® è Se la strada potesse parlare di Barry Jenkins, lanciato in Italia dall’ultima Festa di Roma, dove il regista scoperto, in Italia – sempre a Roma – con Moonlight ispirato alle pagine di un mito afro-americano come James Baldwin, racconta nella Harlem degli anni ’70 l’avventura e il dramma di Tish, incinta del suo fidanzato Alonzo che non si rassegna di vederlo dietro le sbarre per un crimine mai commesso.
I ragazzi all’inizio del film sognano un futuro insieme ma quando lui viene ingiustamente arrestato per un crimine che non ha commesso, Tish, che ha da poco scoperto di aspettare un figlio, fa di tutto per scagionarlo, con il sostegno incondizionato di parenti e genitori. Un bel film, coraggioso e emozionante.

Tra le uscite anche una commedia ed è Ricomincio da me di Peter Segal con Jennifer Lopez, e tra gli altri Treat Williams.

È la storia di Maya, insoddisfatta del proprio lavoro ma molto amata dagli amici che, per aiutarla, le costruiscono un finto profilo sui social, trasformandola in una laureata che parla fluentemente il cinese e conosce addirittura il presidente Obama con tanto di (finto) selfie insieme. Quando il suo contatto inventato finisce sotto gli occhi di un’importante agenzia di finanza, che la crede una consulente esperta, la donna viene contattata per un prestigioso impiego in un ufficio a Manhattan. E qui nasce il problema…

La commedia italiana della settimana è invece Compromessi sposi di Francesco Miccichè con Diego Abatantuono, Vincenzo Salemme e Dino Abbrescia e Rosita Celentano. Diego è un milanese decisamente ‘arricchito’, Salemme un sindaco campano. Sono genitori di figli che imprevedibilmente devono finire sull’altare ma proprio non si sopportano. Come non si sopportavano le famiglie in un classico della commedia, come Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi di Mario Mattoli (1959), peraltro fonte dichiarata d’ispirazione per Francesco Micciché. L’obiettivo del film in un’Italia di oggi, con tanto di riferimenti agli scontri politici d’attualità, è raccontare due famiglie che non si accorgono più di tanto della bellezza dei loro figli ma poi ammettono i propri errori. E siamo a Gaeta, quando i due ventenni, Riccardo figlio di Diego e l’influencer Ilenia figlia di Gaetano, sindaco della città, annunciano ai genitori di volersi sposare.

Segnaliamo anche, per chi ama il cinema d’autore, Il mio capolavoro di Gaston Duprat con Guillermo Francella e Luis Brandoni, storia dell’amicizia tra un gallerista solitario e utopista e del suo pittore preferito. Uno dei film più interessanti, di cui si è meno parlato, finora, della Mostra di Venezia.

Nella settimana, infine, in cui anche il cinema ha avuto le sue Giornate della Memoria, in particolare due titoli in sala – un film e un documentario – ci riportano alle tragedie della Storia: il film è L’uomo dal cuore di ferro di Cedric Jimenez con Jason Clarke e Rosamund Pike, in realtà un thriller storico che ricostruisce l’assassinio di Reynhard Heydrich (il più alto gerarca nazista caduto durante la guerra) da parte di un gruppo di patrioti cecoslovacchi. Heydrich fu uno dei più potenti gerarchi del regime Nazista e principale artefice della “soluzione finale”. Accanto a lui sua moglie Lina, che lo introdusse all’ideologia nazista, accanto a lui negli anni della sua ascesa.

La Resistenza Ceca in esilio, addestrata dagli inglesi, tentò di fermare “l’inarrestabile”: Heydrich fu ferito a morte durante un’azione dei paracadutisti e fu il più alto ufficiale Nazista ad essere ucciso durante la Seconda Guerra Mondiale.

Chiudiamo con il documentario: I bambini di Rue Saint-Maur di Ruth Zylberman, dedicato alla Giornata della Memoria, è il racconto a più voci di quell’area ebraica in cui vissero a Parigi famiglie, poi vittime delle persecuzioni razziali e della diaspora che seguì i rastrellamenti.