Week end al cinema: Ritorno al futuro di un romanzo criminale da ridere e il gorilla di Frank Matano: è scontro tra commedie nel cinema italiano.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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Non c’è dubbio, è il cinema italiano il protagonista della sfida più forte al botteghino del week end. Un cinema che punta sulla commedia, soprattutto comica, con Non ci resta che il crimine, il nuovo film di Massimiliano Bruno con Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi, Ilenia Pastorelli, che immagina, con un tocco di fantasy, un Ritorno al futuro con l’incontro impossibile, oggi, tra il romanzo criminale della banda della Magliana e il cinema dei ‘poliziotteschi’ mentre l’Italia del calcio conquista i Mondiali dell’82.

Un cocktail che diventa, nelle mani di Nicola Guaglianone (sceneggiatore con Bruno insieme a Menotti e Andrea Bassi) una commedia action con un tocco di fantasy e noir. Il film (prodotto da Fulvio e Federica Lucisano con Rai Cinema) è un curioso salto nel passato che rende omaggio, non solo nel titolo, anche a Non ci resta che piangere di e con Massimo Troisi e Roberto Benigni. Ma le ispirazioni non si fermano qui e la storia, pur improbabile, funziona fin dalle prime battute quando un gruppo di amici d’infanzia, improbabili e spiantati, prova a ‘svoltare’ organizzando un tour per Roma nei luoghi simbolo della Banda della Magliana.

Si ritroveranno nella storia criminale della banda romana in un passaggio temporale che dal retro di un bar, li trasporta, nel pieno dei Mondiali di calcio del 1982 e della Roma del boss ‘Renatino’ De Pedis (interpretato da Edoardo Leo). Un’ora e mezza abbondante di citazioni e numeri comici, compresa l’improbabile rapina di una banda con il costume dei mitici Kiss.

In Attenti al gorilla di Luca Miniero si ride invece perché Frank Matano (protagonista con Cristiana Capotondi) si ritrova un primate in casa. E come ci si ritrova a condividere la casa con il più intelligente degli animali?
Matano interpreta un avvocato fallito, che per recuperare la stima della sua famiglia e l’amore di sua moglie decide di fare causa allo zoo della città. La vincerà ma dovrà portarsi il gorilla a casa. E conviverci non sarà affatto facile. Nel cast con anche Lillo Petrolo, Francesco Scianna e Diana Del Bufalo.

Oltre le commedie italiane, per il cinema internazionale sono ‘freschi’ di uscita Benvenuti a Marwen di Robert Zemeckis con Steve Carell e City of Lies con Johnny Depp. Il film di Zemeckis (proprio il regista che inventò Ritorno al futuro nell’85…) è un’avventura che mette in scena la vera storia dell’artista Mark Hogancamp: aggredito da un gruppo di bulli nel 2000 e ridotto in fin di vita, si risvegliò dal coma senza più memoria. Per recuperarla anche nel film, come nella vera storia, costruisce in scala la cittadina belga teatro della violenza rimettendo in azione sè stesso e anche l’aggressione. La storia è quella di un uomo che lotta per guarire e per ritrovare il proprio spirito, grazie al potere della sua immaginazione. Nel cast Diane Kruger.

In City of Lies Johnny Depp è il detective Russell Poole che ha dedicato tutti gli ultimi anni del suo lavoro (fino a giocarsi la carriera in Polizia, prima di una morte suicida) indagando su due morti misteriose nel mondo della musica: quelle dei rapper Tupac Shakur e The Notorius B.I.G.
Con un reporter che ha indagato a sua volta sui due casi cerca di mettere insieme i pezzi di un puzzle criminale. Il film è tratto da un libro inchiesta, e ha avuto molti problemi per l’uscita in sala. Arriva in Italia grazie all’anteprima all’ultimo Noir in Festival.

Tra le uscite del week end, soprattutto per i cinefili che amano il cinema civile, Una notte di 12 anni di Alvaro Brechner è ambientato del 1973 in Uruguay, sotto il potere della dittatura militare. In una retata tre tupamaros vengono deportati in una località segreta, condannati ad una silenziosa segregazione a vita. Resteranno in isolamento per ben 12 anni in una detenzione ai limiti della sopportazione umana. La storia è vera: uno dei tre prigionieri, Pepe Mujica, è poi diventato, dopo la caduta della dittatura, presidente dell’Uruguay.
Dal 1973 al 1985, con José “Pepe” Mujica, erano stati condannati a questa incredibile persecuzione Mauricio Rosencof “lo scrittore” ed Eleuterio Fernández Huidobro detto “El Ñato”, tre Tupamaros che hanno poi scritto una pagina di liberazione dell’Uruguay. Un film che dimostra con coraggio che un cinema diverso è possibile.