Week end al cinema: Mary Poppins e Robert Redford supereroi di Natale, ma il cinema è anche la Capri di Martone e Cold War.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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Che week end per il cinema prenatalizio! Blockbuster attesi come Il ritorno di Mary Poppins, il film dell’addio alle scene di Robert Redford… Ancora, dall’ultimo Festival di Cannes per i più cinefili (ma anche romantici?) l’imperdibile Cold War, per non parlare del superspettacolare Bumblebee che riporta in scena il mito dei Transformers, o di un classico dichiaratamente post-cinepanettone –per i cultori del genere- come il film del ritorno in coppia di Christian de Sica, anche regista, affiancato dal figlio Brando e Massimo Boldi (ovviamente è Amici come prima).

Nella vetrina di questo week end già di festa non dimentichiamo Capri Revolution di Mario Martone, dopo il debutto a Venezia ora sugli schermi, con un racconto che evoca atmosfere perdute ma anche temi di forte contemporaneità.

Cominciamo da Mary Poppins?

È indubbiamente il film che metterà d’accordo più generazioni, evocando per molti quella ‘pillola’ che va giù con un poco di zucchero o una ‘password’ per la fantasia come la mitica ‘supercalifragilistichespiralidoso’ che, però –sappiatelo subito – nel film non trovano neanche lo spazio di una citazione.

In realtà già nel titolo del film si dichiara con la parola “ritorno” l’impossibilità di un confronto: i bambini che avevano 6 o 7 anni e i loro fratelli più grandi, come qualche genitore del ’64, non si sottrarranno al confronto ma il film di oggi, sia chiaro, nasce come un omaggio all’originale vissuto come un prequel. Anche i bambini di un tempo sono cresciuti, e il lampionaio assomiglia molto allo spazzacamino ma lei, Mary Poppins, che arriva dal cielo appesa al suo mitico ombrello parlante, è sempre lei: praticamente perfetta (e canterina) come prometteva l’originale di Julie Andrews.

In questo Ritorno di Mary Poppins, Jane e Michael, i bambini Banks di cui la tata Mary s’era presa cura, sono diventati grandi e non poco confusi: lei è impegnata a fianco dei lavoratori più poveri come lo era la mamma, lui impiegato di banca come il padre, è un giovane vedovo con tre bambini che assomigliano a quelli del primo film: quando la nuova Mary piove a sorpresa nella loro vita devono lasciare la storica casa di Viale dei Ciliegi 17, per rendere onore ad un debito contratto con la banca, diretta da un perfido Colin Firth, che però alla fine dovrà confrontarsi con Dick Van Dyke (qui non più lo spazzacamino di un tempo ma il decano dell’istituto di credito, il signor Dawes).

E anche se non è più Julie Andrews, Emily Blunt è sempre una tata severa ma impeccabile accompagnata da qualche cameo super come quello della cugina Topsy, un’aggiustatutto interpretata da Meryl Streep a cui si affianca la signora dei palloncini (qui non in giallo) come Angela Lansbury.

Grande spettacolo sempre per famiglie nell’action che nasce come spin-off dei Transformers Bumblebee che, aspettando (il 25 dicembre) l’ultimo Spider-Man in versione animata, assicura un action movie garantito.

Bumblebee è una sorta di E.T. piovuto dal cielo (come Mary Poppins?) che fa amicizia con una ragazzina troppo sola e sempre imbronciata. E il film prodotto anche da Steven Spielberg tra action, fantasy, e tono da commedia buonista diventa una sorta di prequel dei Transformers ambientato negli anni ’80 riconoscibili anche attraverso una colonna sonora di successi d’epoca.

Piacerà non solo agli appassionati del cinema di Robert Redford, dopo il successo alla Festa di Roma, il film del suo addio alle scene The Old Man & the Gun, diretto da David Lowery e ispirato alla storia vera di Forrest Tucker, simpatico rapinatore seriale inseguito, con grande rispetto non solo dell’età più che avanzata, dell’inflessibile investigatore John Hunt (interpretato da Casey Affleck), che gli dà implacabilmente la caccia pur essendo affascinato dalla sua passione Nel cast anche Sissy Spacek, Danny Glover e Tom Waits.

Dalla Mostra di Venezia per un pubblico decisamente raffinato è in sala Capri-Revolution di Mario Martone, con Marianna Fontana e tra gli altri il fascinoso Reinout Scholten van Aschat.

Ambientato nel 1914, quando l’Italia sta per entrare in guerra racconta della singolare comune di giovani nordeuropei ha trovato sull’isola di Capri il luogo ideale per una vita diversa, decisamente alternativa. La vera identità dell’isola vive nella fisicità semplice di una capraia che, nell’incontro con la comune guidata da Seybu e con il giovane medico del paese (Antonio Folletto), prende coscienza di una possibilità diversa dalla vita fatta di pastorizia e sudditanza ai fratelli maschi, scoprendo nuovi ideali intellettuali e anche un’alternativa vegetariana di forte appeal contemporaneo.

Va sempre incontro alla domanda di un pubblico cinefilo anche Cold War del regista polacco Pawel Pawlikowski, intensa storia d’amore girata in un suggestivo bianco e nero, fatta insieme di distanze incolmabili ma anche di forte attrazione fisica e grande passione.

Ambientato nella Polonia del dopoguerra racconta l’incontro tra due persone assolutamente differenti e il regista si è guadagnato a Cannes la Palma d’Oro per la regia.

L’atmosfera in cui si svolge la storia è quella della guerra fredda che il film ripercorre attraverso vent’anni di incontri clandestini tra due artisti polacchi, un pianista e un’aspirante cantante che si inseguono e si lasciano in un turbolento rapporto passionale tra Varsavia, Berlino, Jugoslavia e Parigi.

Da Venezia a Roma, nei giorni della Festa con Alice nella città c’è Ben is back che si apre alla vigilia di Natale, quando una madre, Holly Burns, trova nel giardino di casa, il figlio più grande – Ben – lontano dalla famiglia per una serie di pesanti problemi di droga. Dice che sono 77 giorni che sta lontano dalla sua dipendenza e sua madre vuole crederci ma non è così, e il duetto tra loro è reso ancora più incisivo e drammatico dalla bravura di Julia Roberts e Lucas Hedges.

Non mancano le commedie tra i titoli di Natale: 7 uomini a mollo di Gilles Lellouche arriva dalla Francia, protagonista Bertrand (Mathieu Amalric), quarantenne depresso che riesce a dare finalmente un senso alla sua vita quando decide di entrare a far parte di una squadra di nuoto sincronizzato maschile interpretati, tra gli altri, da Guillaume Canet, Benoît Poelvoorde e Jean-Hugues Anglade. Un film molto al maschile, non c’è dubbio, ma pieno di spunti perfetti per una commedia della vita, com’è ovvio agrodolce.

Un cenno, infine, ad un classico del Natale che quest’anno si è rifatto il trucco, è il caso di dirlo, con un bagno di autoironia dichiarato. È Amici come prima, anche diretto da Christian De Sica con il supporto del figlio Brando, in cui Cesare (Christian De Sica), direttore dell’Hotel Colombo, perde il posto con l’arrivo di nuovi soci (cinesi) che vogliono rivoluzionare l’albergo, a cominciare dall’immagine dello staff. Per superare questa difficile situazione, finirà ad accudire en travesti, come una provetta Mrs Doubtfire il commendator Colombo (Massimo Boldi) che la figlia vorrebbe interdire per controllare tutto il patrimonio. Una scelta non facile che accende un carosello di situazioni equivoche, da vera e propria pochade, che avrà risvolti comici, fino a un epilogo inatteso. Nel segno ovviamente della commedia degli equivoci.

È Natale, non solo a tavola, ma anche al cinema. Auguri a tutti.