Week end al cinema: Scamarcio noir tra La donna elettrica e un superfantasy firmato Peter Jackson

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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Vigilia prenatalizia con molte uscite di qualità anche per chi ama i documentari. A proposito di film fiction, aspettando titoli come Il ritorno di Mary Poppins ma anche Capri revolution di Mario Martone (visto a Venezia, in arrivo dalla prossima settimana) sono almeno due le novità da segnalare: Il testimone invisibile di Stefano Mordini, noir con Riccardo Scamarcio e il vincitore del prestigioso Premio europeo LuxLa donna elettrica, un’insolita commedia diretta da Benedikt Erlingsson, con Halldóra Geirharðsdóttir e Jóhann Sigurðarson.

È la storia di Halla, apparentemente una donna come le altre, ma che dietro la sua normalità quotidiana nasconde però una doppia vita: compie infatti vere e proprie azioni di sabotaggio contro le multinazionali che stanno devastando la sua terra, l’Islanda.

Quando nella sua vita, per una vecchia richiesta di adozione, arriva una bambina, dovrà affrontare la sua sfida più grande. Un film diverso, con la scelta insolita di far ‘vedere’ fisicamente una colonna sonora suonata live, proprio come accadrà tra l’altro nel film di Mario Martone, in arrivo prossimamente sotto l’albero.

Come abbiamo anticipato è un noir, girato secondo gli schemi classici del thriller Il testimone invisibile di Stefano Mordini, con Riccardo Scamarcio, Miriam Leone, Fabrizio Bentivoglio e Maria Paiato in una vicenda ambientata principalmente tra le montagne del Trentino.

È la storia di un giovane imprenditore di successo al quale capita di risvegliarsi nel letto di un albergo accanto al corpo senza vita della sua amante, notissima fotografa. Tutto è contro di lui, che, pur dichiarandosi subito innocente, è accusato di omicidio.

Da un lungo flashback che comincia da queste immagini si scopre che la coppia aveva avuto su una strada di montagna un brutto incidente d’auto per il passaggio improvviso di un cervo… Ispirato ai meccanismi classici del noir americano è dichiaratamente ‘figlio’ un film spagnolo, però adattato e trasferito nell’ambientazione in Italia. Certo il nostro protagonista ha qualche scheletro nell’armadio e questo, come nei migliori classici del genere, contribuisce a far crescere la tensione del racconto…

Dal noir al fantasy, Macchine mortali è il nuovo film prodotto da Peter Jackson nel quale prevalgono atmosfere distopiche e un plot ispirato da un romanzo omonimo (di Philip Reeve). Scritto dallo stesso Peter Jackson in collaborazione con Philippa Boyens e Fran Walsh, sue abituali ‘complici’ in sceneggiatura, il film è ambientato in un mondo che ha trasformato la Terra in una sterminata landa desertica, percorsa da improbabili, gigantesche metropoli mobili che fagocitano letteralmente, depredandole, le città più piccole sopravvissute ad una guerra fratricida.

Un giovane storico londinese, senza più famiglia, che viaggia a bordo di una di queste macchine mortali ne viene scaraventato fuori, e in cerca di un luogo dove rifugiarsi, incontra una ragazzina di nome Hester che arriva in realtà dal suo passato. Sono ben quattro i titoli nati da Macchine mortali, vera e propria saga dello scrittore inglese Philip Reeve che conta – con il libro del 2001 – anche tre prequel e un mago del fantasy come Peter Jackson, qui coproduttore e cosceneggiatore trasforma in grande spettacolo, un cinema che con la fantasia di Jackson promette di vincere, con le immagini, anche sulla pagina scritta.

Tra gli altri titoli fiction segnaliamo altre due uscite: Un piccolo favore, che tra commedia e thriller indaga sulla misteriosa scomparsa di una blogger e Lontano da qui di una regista che non lavora in Italia, Sara Colangelo, con Maggie Gyllenhaal.

Definito dalla critica ‘un piccolo gioiello’, è la storia dell’insegnante in un asilo che con cura si occupa dei suoi bambini soprattutto di fronte al disagio che prova quando a casa si sente invece ‘trasparente’ a causa della disattenzione dei suoi due figli cresciuti lontani dalla sua educazione. Sarà la poesia a salvarla dal vuoto, non attraverso le continue reprimende del durissimo insegnante (nel film Gael Garcia Bernal) del corso al quale si iscrive ma grazie alla sensibilità di un suo piccolo allievo che, ad appena cinque anni, riesce a comporre a voce piccole poesie di grande delicatezza. E far crescere questo piccolo autentico talento diventerà però per lei una vera e propria missione. Sara Colangelo, italoamericana, è stata premiata come migliore regista al Sundance Film Festival di quest’anno.

Abbiamo anche parlato di una settimana importante sullo schermo per chi ama i documentari. Ecco qualche segnalazione, a cominciare dal divertente e originalissimo film di Felice Farina Conversazioni atomiche, documentario che unisce una sorta di road movie, con le gag di una commedia, per raccontare in modo insolito il mondo e le curiosità della Scienza.

È on the road anche la promozione del film accompagnata da un parterre di fisici, ricercatori e scienziati come Giovanni Amelino Camelia (Fisica Teorica a Napoli), Luca Foggetta (fisico sperimentale a Frascati) o Andrea Ghigo (ancora un fisico sperimentale dell’Infn di Frascati). Proiezioni con dibattito anche a Milano, Firenze e Bologna) sui temi più appassionanti della ricerca scientifica italiana: una sfida donchisciottesca, come dice il regista, per rendere più comprensibili e affascinanti argomenti come la gravità einsteiniana e la meccanica quantistica “anche a chi è convinto di non capirne un accidente o, peggio, di non averne alcun bisogno”.

Da domenica 16 è invece in sala, per i più cinefili il bellissimo Lo sguardo di Orson Welles, realizzato grazie al recupero del materiale privato di Orson Welles, attraverso il quale Mark Cousins indaga non solo il cinema di un autore di culto. Prodotto da Michael Moore, The Eyes of Orson Welles inizia con i disegni di Welles, ritrovati in una scatola, e da qui ripercorre tutta la sua storia, a partire dall’infanzia offrendo un’affascinante rilettura di un artista, ma anche un uomo, speciale, attraverso le sue opere. Welles appare in Finlandia, poi a Dublino, lo vediamo alla radio, in teatro, nel cinema negli anni duri del maccartismo come tra gli amori (per esempio nella storia con Rita Hayworth). Un film su un genio imperdibile per gli appassionati del grande cinema.

Per chi ancora possa recuperarli ricordiamo, infine, i Calcutta – Tutti in piedi di Giorgio Testi sul concerto veronese del 6 agosto scorso della popstar amatissima dai più giovani (in quella serata 13mila…). Calcutta, che si chiama in realtà Edoardo D’Erme è un ragazzo che a neanche trent’anni canta la quotidianità di una generazione per la quale scrive anche testi di canzoni interpretate da Francesca Michelin e Nina Zilli, Fedez o J-Ax.

Giorgio Testi, che ha diretto il film è diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, particolarmente esperto in live di artisti famosi fino agli Oasis o Amy Whinehouse.

Tra gli altri documentari: Dinosaurs di Francesco Invernizzi sulla storia dei grandi rettili preistorici e soprattutto L’uomo che rubò Banksy di Marco Proserpio, storia dei due palestinesi che rubarono il murale dell’artista, film che mette in luce anche il traffico illegale delle opere degli street artists più richiesti.

Ultime uscite da segnalare: Verso un altrove di Massimiliano Amato, sulle difficoltà di ricostruirsi una vita dopo il carcere e Hepta – Sette stadi d’amore di Hady El Bagoury, film con tante storie che declinano in modi diversi il sentimento amoroso.