Week end al cinema: tra Bohemian Rhapsody che racconta i Queen e il Grinch con la voce di Alessandro Gassmann, l’ultimo Pieraccioni e il debutto alla regia di Mastandrea.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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Molti i film italiani in sala questo week end che offre, soprattutto agli appassionati del rock un appuntamento imperdibile con Bohemian Rhapsody, l’occasione per rivedere e riascoltare, nella versione fiction di un film molto atteso, l’avventura dei Queen e del loro successo, fino alla tragica scomparsa del loro leader, Freddie Mercury.

Il film racconta in particolare i primi quindici anni di storia della band, con Rami Malek nei panni di Freddie Mercury e Gwilym Lee in quelli del chitarrista Brain May. E proprio l’attore protagonista, a Roma per presentare il film, a proposito di Mercury, ha raccontato come forse tutti conoscano gli aspetti più ‘macho’ e audaci della sua personalità ma poco il suo lato intimo, dalla sua storia, il suo vero nome, la sua infanzia a Zanzibar, il suo passato in India, sempre alla ricerca di quell’identità personale e sessuale che, con la musica, lo ha trasformato in un’icona.

È un appuntamento dedicato agli spettatori più cinefili ma non solo l’uscita di Tre volti del regista iraniano Jafar Panahi, condannato dal 2010 a non poter più uscire dal suo Paese e a non poter più girare film. Premio per la Migliore Sceneggiatura a Cannes, il film si apre con la famosa attrice iraniana Behnaz Jafari che riceve l’allarmante video messaggio di una giovane che implora il suo aiuto per sfuggire alla propria famiglia, conservatrice e tiranna. Behnaz abbandona le riprese del film a cui sta lavorando e si rivolge proprio a Panahi per risolvere il mistero del video e raggiungere la ragazza iniziando un viaggio in auto verso il nordovest rurale dove ogni incontro è pieno di fascino ma soprattutto di ironia… Un film girato ancora una volta in clandestinità malgrado i divieti.

Parlando di cinema italiano è stato una piccola sorpresa all’ultima Mostra di Venezia Un giorno all’improvviso di Ciro D’Emilio con Giampiero De Concilio subito segnalato da un premio per i giovani per la sua bravura, e Anna Foglietta. È un film su un rapporto madre figlio ma anche sulla ricerca di un posto nel mondo per entrambi: lui è un diciassettenne cresciuto all’ombra di una madre amatissima, lei infantile e problematica, totalmente inadeguata nel rapporto col figlio e vittima di dipendenze farmacologiche, al punto da vivere sotto il controllo dei servizi sociali. Antonio è un 17enne con la passione del calcio. Ragazzo con la testa sulle spalle, ha però smesso di studiare: di giorno lavora l’orto e cura le piante di limoni, la notte guadagna qualche soldo in una pompa di benzina. Tutto questo per mantenere la madre Miriam (Foglietta), una donna fragile e mentalmente instabile che rincorre un uomo che non la vuole ovvero il padre del ragazzo che l’ha scaricata anni prima non volendone sapere del figlio.

Commedia italiana classica con il ritorno di Leonardo Pieraccioni.
Se son rose… è la storia di una figlia quindicenne che vede suo padre, giornalista di successo che si occupa di innovazione e web, come un uomo che non si impegna nelle relazioni, sentimentali e non.

Decide così di mandare di nascosto dal genitore lo stesso sms a tutte le sue ex, compresa sua madre, con conseguenza… rosa.

Tra i film indipendenti, invece, Isabelle di Mirko Locatelli è girato tra i vigneti collinari triestini e l’Adriatico e racconta di Isabelle (Ariane Ascaride), astronoma e madre di mezza età, che ci vive durante l’estate anche con il figlio Jerome, giovane musicista. In questa vita apparentemente così lieve e bucolica, irrompe Davide, studente, che interrompe la tranquillità, con una scelta inattesa, alla fine, proprio da parte della donna.

Indipendente è in sala anche Ovunque proteggimi di Bonifacio Angius, storia di un cinquantenne solitario che vive ancora con la madre e affronta la vita e i suoi imprevisti senza difese, cercando la protezione che il titolo invoca. Ha una bella voce e una camicia portafortuna che lo accompagnano durante i suoi concerti di musica folk sarda davanti a uno scarso pubblico. Uno che vive arrangiandosi, tra gratta e vinci e ubriacature che lo portano, dopo una notte di collera distruttiva, in un ospedale.

Ma non c’è’ dubbio sul titolo italiano più atteso: Ride esordio alla regia di Valerio Mastandrea, un racconto in cui ridere per non piangere è un po’ quello che capita a Carolina, giovane vedova di un operaio morto in un’esplosione in fabbrica: aspettando i funerali del suo compagno nella cittadina balneare del litorale laziale, dove realmente il film è stato girato, tutti sono disperati.

Tranne lei, mamma di un ragazzino di dieci anni, è incapace di versare una sola lacrima. Valerio Mastandrea, dopo l’anteprima, in concorso e il successo al TFF un racconto che unisce l’impegno civile all’emotività, la denuncia all’indagine sociale.
Nel film Carolina (Chiara Martegiani), in casa, in attesa delle lacrime che non arrivano, riceve una serie di visite: dall’ex fiamma di suo marito, ben più disperata di lei, alla coppia di amici che si stanno per separare… tutti testimonial di come si soffre ma nessuno attento al suo dolore.

“Le morti bianche- dice Mastandrea, che aveva già affrontato questo argomento nel cortometraggio Trevirgolaottantasette – sono diventate oramai quasi un’abitudine, simbolo dell’ipocrisia di questa società, perché vengono condannate pubblicamente ma di fatto non si fa nulla per fermarle. Come dice un personaggio: si dovrebbe morire in guerra non sul lavoro, queste tragedie sono più assurde delle altre, sono inaccettabili”.

Come dimenticare infine che il Natale, anche al cinema così vicino, è anche quello ‘contro, e politically poco correct che torna con Il Grinch?

Nel nuovo adattamento del libro di Theodor Geisel, diventato ormai un classico, Il Grinch, diretto da Scott Mosier e Yarrow Cheney (co-regista di Pets – Vita da animali) questa volta è in versione animata, ma resta la storia di un cinico che decide di rubare il Natale, ma finisce col commuoversi e ravvedersi grazie al generoso spirito natalizio di una ragazzina. A dare la voce al malvagio protagonista, Alessandro Gassmann (nella versione originale è Benedict Cumberbatch), che si dice da sempre un appassionato del Grinch, misantropo e perennemente di malumore, ma in realtà libero di fare cose che tutti noi forse vorremmo fare. Soprattutto a Natale?