Week end al cinema: Con il ritorno di Millennium, Ryan Gosling Primo Uomo nello spazio, anche Halloween e lo Schiaccianoci.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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La nuova Lisbeth Salander nella saga di Millennium, il ritorno di Ryan Gosling, da La la land a First Man – Il Primo Uomo con la regia di Damien Chazelle. E ancora: Lo Schiaccianoci secondo Disney (e il regista di Chocolat, Lasse Hallstrom), Cate Blanchett e Jack Black in una casa stregata che ricorda il college di Harry Potter e per chi cerca i brividi horror ovviamente Halloween…

Non c’è dubbio, dai festival internazionali alle sale, è soprattutto il grande cinema il protagonista di questo fine settimana in cui il maltempo e il ‘ponte’ di fine ottobre aiuteranno certamente il richiamo di alcuni titoli tra i più attesi.

Lo auguriamo, tanto per cominciare, a Claire Foy, splendida regina Elisabetta II nella serie che l’ha resa popolare in tv anche in Italia (The Crown) e ora hacker supertatuata e spietata nel quinto episodio della saga di Millennium, ma anche al regista Damien Chazelle e al suo protagonista preferito, Ryan Gosling che tornano a lavorare insieme -dopo La la land– in First Man – Il Primo Uomo, film inaugurale dell’ultima Mostra di Venezia, avvincente e insieme intimista, perché sa raccontare su un binario parallelo la storia appassionante della missione NASA che fece sbarcare il primo astronauta sulla luna con quella personale di Armstrong, tratta dalla sua stessa biografia.

First Man- Il Primo Uomo è un film che nel racconto di quegli anni, ancora vivo nella memoria di chi quella notte l’ha vissuta in diretta (fu in bianco e nero, commentata in Italia sul primo canale tv da Tito Stagno e in America da Ruggero Orlando) si concentra attraverso il ritratto di Armstrong sugli anni tra il 1961 e il 1969.

Erano gli anni di quella missione storica, ma anche del ‘prezzo’ personale, per Armstrong e per l’America, per una delle missioni più rischiose della storia. Dopo Whiplash e La La Land per l’enfant prodige del cinema internazionale di questi ultimi anni un film diverso che tocca, anche con grande sensibilità, una storia e un mondo completamente inesplorato.

Dallo spazio al mondo noir di Millennium, per gli appassionati della saga debutta il quinto capitolo: dalla Festa di Roma, dove ha avuto pochi giorni fa il suo lancio internazionale, ecco in sala la nuova Lisbeth Salander, icona di culto della serie di libri firmati da Stieg Larsson, protagonista dell’ultimo capitolo cinematografico di Millennium – Quello che non uccide, primo adattamento del best-seller mondiale scritto stavolta da David Lagercrantz.

Golden Globe per la fiction seriale, Claire Foy è diretta da Fede Alvarez, uruguayano specializzato in horror movie, che qui dà una nuova identità alla giovane hacker Lisbeth Salander e al giornalista Mikael Blomkvist, direttore della rivista che dà il nome alla serie.

Per i ruoli dei protagonisti, dopo la coppia Rooney Mara – Daniel Craig, con Claire Foy (è stata anche la protagonista di Unsane di Steven Soderbergh) c’è l’attore svedese di origine islandese Sverrir Gudnason, che è stato Björn Borg nel Borg McEnroe presentato in anteprima tra l’altro proprio un anno fa alla Festa di Roma.

Arrivano in sala, sempre dal red carpet di Roma, Il Mistero della casa del tempo, fantasy da brivido di Eli Roth con Jack Black e Cate Blanchett. Di cui è protagonista un bambino di dieci anni che viene affidato a uno zio dopo la morte dei suoi genitori e finisce ad abitare con il bizzarro fratello di sua madre che però nasconde un segreto: lui e la vicina di casa (è Cate Blanchett in tailleur viola) sono in realtà due stregoni.

Perfetto per il mood di questo week end arancio e nero, ormai anche in Italia, è Halloween che fa arrivare in città un Hell Fest itinerante a tema horror, con labirinti, giostre e attori mascherati che spaventano i visitatori. Nel film Natalie (Amy Forsyth) e Brooke (Reign Edwards) partecipano alla serata per assaporare il brivido e condividerlo con migliaia di persone. Ma per una mente deviata l’Hell Fest non è solo un parco a tema.

Ancora grande spettacolo, per tutta la famiglia, con Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni diretto da Lasse Hallström (e Joe Johnston) con Keira Knightley e Morgan Freeman, che nasce dal racconto “Schiaccianoci e il re dei topi”, pubblicato nel 1816 e scritto dal tedesco Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, uno dei più influenti scrittori del romanticismo, nella letteratura horror.

Dallo spettacolo col brivido al cinema d’autore e di denuncia, La Diseducazione di Cameron Post è un film drammatico ma a suo modo anche sentimentale, diretto da Desiree Akhavan, con Chloë Grace Moretz e John Gallagher Jr. è ambientato in una cittadina del Montana, nel 1993. Sorpresa con una ragazza nei bagni della scuola la giovane Cameron Post viene spedita in un centro religioso,

in cui una terapia di conversione dovrebbe “guarirla” dall’omosessualità. Ma insofferente alla disciplina e ai metodi coercitivi del centro, Cameron finisce per reagire creando una piccola comunità capace di riaffermare l’orgoglio della propria identità.

Un esperimento curioso e originale è Arrivederci Saigon documentario di Wilma Labate che racconta un ’68 assolutamente inedito con l’incredibile storia delle Stars, la giovanissima band italiana che dalla provincia toscana viene spedita inaspettatamente in Vietnam, a suonare nella base militare americana.

Sono giovanissime a caccia del successo oltre la provincia industriale dove vivono, le acciaierie di Piombino, dal porto di Livorno e dalle fabbriche Piaggio di Pontedera. Ma siamo nel ’68 e ogni sogno sembra possibile. Ricevono un’offerta che non possono rifiutare: una tournée in estremo oriente, Manila, Hong Kong, Singapore. Con i loro strumenti musicali partono sognando il successo ma si ritrovano nella guerra del Vietnam… 

Finisce qui una carrellata di segnalazioni in cui non possiamo dimenticare tre giorni di uscita evento all’inizio della prossima settimana, per un altro documentario molto atteso: Conversazione su Tiresia, un film di un’ora e mezza che corrisponde al monologo che Andrea Camilleri ha scritto e recitato lo scorso 11 giugno al Teatro Greco di Siracusa: un’occasione, per vedere qualcosa di speciale, un ritratto di Andrea Camilleri che spiega: “Tiresia perché, malgrado la cecità, riesce a vedere passato e futuro: io stesso ero in questa nuova dimensione e da quando ho perso la vista vedo le cose più chiaramente”.