Grande successo per la Festa del Cinema di Roma. E il Premio del Pubblico BNL a Il Vizio della Speranza segnala il cinema italiano di qualità.

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Musica e cinema al femminile con l’incontro, davvero sorprendente tra le due sorelle Rohrwacher, Alba e Alice, nel racconto anche personale e privato attraverso i loro film non sempre insieme: La Festa del Cinema ha chiuso in bellezza riempiendo le sale dell’Auditorium fino all’ultimo istante dell’ultima giornata, nonostante l’allerta meteo e un red carpet zuppo di pioggia e ormai quasi in smontaggio.

Dedicato alle colonne sonore in omaggio al luogo che ha ospitato il cinema, il Parco della Musica, ma anche alla nuova associazione dei musicisti e compositori per il film l’evento di chiusura della 13esima Festa di Roma nato dalla voglia di dare visibilità a tanti artisti abituati a lavorare in solitudine per i quali il concerto di una trentina di ‘pezzi’ d’autore corredati dalle immagini dei film per i quali sono stati composti è stata anche un’occasione d’incontro. Tra i brani applauditi da pubblico in una maratona che si è conclusa a mezzanotte insieme alla Festa, anche le composizioni di Ennio Morricone e Nicola Piovani, di Pasquale Catalano e Lucio Gregoretti, Andrea Guerra, Stefano Mainetti, Lele Marchitelli, Pivio & Aldo De Scalzi, Stefano Reali, regista e anche compositore e ancora Carlo Siliotto e Giuliano Taviani. A dirigere la Roma Film Orchestra, 46 elementi a cui si sono aggiunti alcuni solisti il maestro Alessandro Molinari, vice-presidente dell’associazione nata esattamente sei mesi fa in seno a SIAE, che ha peraltro promosso la serata della Fondazione Cinema per Roma con il contributo tra gli altri di Nuovo Imaie e Rai Com.

E sono in crescita i numeri della Festa, a cominciare da quelli del pubblico che consegnato anche il Premio BNL al film Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis (lo hanno ritirato i produttori Pier Paolo Verga e Giampaolo Letta). I dati ufficiali dimostrano, con piena soddisfazione dei vertici della Festa e della Fondazione, che l’incremento più significativo riguarda le sale, oltre il 6% in più, con un interesse mediatico aumentato sia da parte della carta stampata che del web e dei social: +1% di articoli sui quotidiani nazionali e locali, +2% di articoli web, + 1% sulla stampa internazionale, +13% addirittura sui media internazionali e un’ autentica esplosione sui social (+12 facebook, +13 twitter, +48 instagram, + 30 YouTube). Aumentato anche il pubblico che ha votato per il Premio BNL, l’aumento ha toccato il 20% di votanti, con un 56% di donne e un’età media di 40 anni. Proiezioni totali 266, per 91 film e 31 retrospettive e omaggi, 30 paesi coinvolti con 4 sale utilizzate in auditorium, 10 in città e in totale 72 partner.

Un successo confermato dalla presenza di talent e star internazionali arrivati alla Festa senza avere nella maggior parte dei casi un film da promuovere ma per dirla col direttore Antonio Monda particolarmente soddisfatto dei risultati di questa 13.ma edizione, solo perché credono nella Festa, come nel caso di Sigourney Weaver o Isabelle Huppert, o di Cate Blanchett che ha accettato di venire già a Cannes, ben prima che si decidesse di promuovere anche il film di Eli Roth in cui recita, Il mistero della casa nel tempo. Senza parlare di un genio del cinema di tutti i tempi come Martin Scorsese che ha tenuto ben due lezioni di cinema da più di un’ora.

È andata bene anche ad Alice nella città sezione autonoma e parallela, sostenuta anch’essa da BNL: tra gli undici film in concorso nella sezione Young Adult il premio come miglior film è andato a Jellyfish di James Gardner, una storia d’identità e di formazione, che riesce a raccontare una situazione difficile con la crudezza che le appartiene. Per lo stesso film una menzione speciale per la migliore interpretazione alla giovane protagonista Liv Hill. Il premio speciale della giuria è stato invece assegnato a Ben is Back di Peter Hedges con Julia Roberts. Miglior attore di Alice Thomas Blachard per The Elephant and the Butterfly, prodotto dai Fratelli Dardenne con la produzione esecutiva di Martin Scorsese: tre giornate in cui una bambina si ricongiunge con suo padre sconosciuto. Premiato infine anche The Harvesters.

Tra gli ultimi fuochi della Festa, riflettori su Italiani brava gente (1964) di Giuseppe De Santis, nella versione restaurata finanziata da Paolo Rossi Pisu, figlio di Raffaele festeggiatissimo ultranovantenne sul red carpet con Claudia Cardinale. Ma sono state due ragazze di talento internazionale come le due Rohrwacher a conquistare il pubblico dell’ultima giornata, dopo il successo del film vincitore del Premio del Pubblico, Il vizio della speranza di Edoardo de Angelis interpretato da Pina Turco, che è anche sua moglie. Un film che parla di un futuro migliore, ma soprattutto di donne con una storia dura e una rara sensibilità nei confronti della maternità.

Ed è il modo migliore per archiviare questa Festa superstar che, con le donne, 13 registe solo in selezione ufficiale, non ha dimenticato il cinema italiano: se De Angelis in selezione ha vinto, Paolo Virzì con Notti magiche ha avuto il gran finale tra le proiezioni serali col red carpet più affollato di tutti. Per raccontare un come eravamo del cinema con graffiante ironia, entusiasmo perduto e una foto di gruppo in cui, appena uscirà in sala, inizierà il gioco delle identità. Per dare nomi e cognomi autentici ai protagonisti che incarnano una generazione di autori, sceneggiatori, protagonisti ai quali la storia del cinema italiano, e romano, deve grandi successi. Una generazione che era molto più giovane e ricca di speranze quando a Roma di una Festa così attenta alla qualità e al rapporto del grande cinema col pubblico non c’era neanche l’ombra…