Festa del Cinema: dopo Cate Blanchett e Isabelle Huppert, con Martin Scorsese debutto superstar per un red carpet da Oscar®.

Tutto esaurito alla Festa del Cinema per la masterclass di Martin Scorsese, attesissima e affollata di cinefili fino all’ultimo istante inutilmente a caccia del biglietto, da giorni introvabile, per assistere al primo dei due appuntamenti romani nei quali il più grande tra i maestri del cinema contemporaneo rende omaggio stasera proprio al cinema italiano.

Il maestro statunitense riceverà il Premio alla Carriera, che gli sarà consegnato – come ha scelto personalmente – da un grande regista del cinema italiano come Paolo Taviani.

Un’occasione speciale alla Sala Sinopoli dell’Auditorium dove Scorsese è oggi protagonista dell’incontro ravvicinato con il pubblico nel quale ha accettato di ripercorrere, con la sua straordinaria carriera, le tappe di un cinema che -da Mean Streets e Taxi Driver a Toro Scatenato, da Quei bravi ragazzi a Casinò, da Gangs of New York a The Departed – Il bene e il male, The Wolf of Wall Street, Silence, è stato influenzato, dichiaratamente, proprio dal cinema italiano. Scorsese ha scelto per questa sua pubblica dichiarazione d’amore al nostro cinema più grande, alcune sequenze fra i film italiani che hanno maggiormente segnato la sua vita e la sua opera, con nove film citati che sono in qualche modo i più importanti per il suo percorso e che confermano quanto da sempre sia in primissima linea nella battaglia per la conservazione del cinema del passato.

Il regista in quest’occasione ha anche selezionato per gli spettatori della Festa tre film per il cui restauro è stata impegnata la sua Film Foundation, a cominciare da Ganja & Hess di Bill Gunn (1973), restaurato da The Museum of Modern Art con il supporto di The Film Foundation. Non solo: viste le numerose richieste per la sua masterclass la Festa del Cinema ha organizzato un secondo appuntamento con Martin Scorsese, che incontrerà il pubblico anche prima della proiezione di San Michele aveva un gallo di Paolo e Vittorio Taviani (dopodomani, mercoledì 24 ottobre ore 16 sempre all’Auditorium). 

Proprio l’America è stata grande protagonista del primo week end della Mostra: aspettando Scorsese è stato molto applaudito il nuovo film di Barry Jenkins, che dopo aver inaugurato la Festa due anni fa con Moonlight, con quel film aveva conquistato il Premio Oscar® e ha voluto ricordarlo con affetto nei confronti di Roma commosso dagli applausi che hanno accolto in sala il suo Se la strada potesse parlare, storia di un ragazzo di Harlem accusato ingiustamente, un’altra storia privata ma non solo dedicata al mondo afroamericano: storia di una giovane coppia innamorata in cui lui finisce ingiustamente accusato di stupro da un poliziotto violento e corrotto.

Se la strada potesse parlare, traduzione di If Beale Street Could Talk è il romanzo di James Baldwin. Nella carrellata del primo week end la Festa non ha dimenticato i ragazzi, i bambini (con una parata di Winx e il debutto di Remi), le donne grandi protagoniste con due regine come Cate Blanchett e Isabelle Huppert. E anche i registi internazionali, come Peter Jackson, che stavolta dalle battaglie abitate da creature fantastiche, passa al tema della Grande Guerra, in un film che ha voluto senza sottotitoli, con immagini d’archivio colorizzate in 3D, meravigliosamente inserite nel racconto ‘contemporaneo’. They Shall Not Grow Old, con il quale Jackson si avvicina alla celebrazione del centenario dell’armistizio della Prima Guerra Mondiale, l’11 novembre 1918.

Grande successo alla Festa, non solo con la sezione autonoma e parallela di Alice nella città, per le storie di giovani, spesso protagonisti di altre guerre: come accade in Beautiful Boy di Felix Van Groeningen, in selezione ufficiale, con il ritorno di Timothée Chalamet, protagonista di Chiamami col tuo nome, in un ruolo completamente diverso ma ugualmente difficile: è Nic, figlio 18enne di un giornalista, padre pieno di attenzioni (è Steve Carrell) che quando scopre che il ragazzo fa uso di droghe, inizia la sua personale battaglia per il recupero ragazzo, come nella vera versione della storia è accaduto a David Sheff e del figlio, uscito da tunnel della droga dopo ricoveri in ospedale in condizioni disastrose.

Momenti internazionali top del week end oltre gli exploit hollywoodiani la proiezione di K-141 Kursk, film sul sottomarino esploso dopo due soli giorni di missione a picco sul fondale del Mare di Barents con Matthias Schoenaerts diretto da Thomas Vinterberg, (e interpretato anche da Colin Firth, oltreché prodotto da Luc Besson).

E naturalmente il debutto del film italiano in selezione ufficiale, quello del regista napoletano Edoardo De Angelis, Il vizio della speranza che a due anni da Indivisibili è tornato a Castel Volturno dove la legge non arriva ma le regole non possono essere infrante: se sbagli o provi a fuggire sei morto, ti devi togliere il vizio di sperare. Interpretato dalla moglie del regista, Pina Turco, racconta la storia di una giovane donna sfruttata dal racket della maternità surrogata, con Marina Confalone e Cristina Donadio.

La Festa continua, fino a domenica prossima, quando sarà un concerto di musiche da film affidato a una trentina dei più grandi autori a chiudere la sua maratona.