Festa noir, pop e superstar ma soprattutto internazionale, con dieci giorni di red carpet da Oscar®

Inaugurazione all’insegna del cinema di genere e una grande star internazionale come la splendida Cate Blanchett già in arrivo sul red carpet, venerdì pomeriggio, per il primo degli Incontri ravvicinati che, ancora una volta, sigleranno con i film, gli ospiti, gli inediti, la Festa del Cinema di Roma che accende l’Auditorium Parco della Musica e la città da domani fino a domenica 28.

Ad aprire l’edizione 2018 della Festa è Bad times at the El Royal, dopo il western rivisitato dello scorso anno, un noir spettacolare con colpi di scena e sequenze mozzafiato ma anche il fil rouge di una tensione degna dei migliori maestri di suspence. Il film, opera seconda di Drew Goddard è ambientato in un fatiscente hotel al confine tra Nevada e California e interpretato da attori come Jeff Bridges, e Dakota Johnson senza dimenticare – questa volta nel ruolo di un ‘cattivo’ – una star come Chris Hemsworth.

Un’apertura che sigla la chiave di lettura di questa 13.ma edizione, nel segno dei noir, anche con ironia, vista l’icona di Peter Sellers-Ispettor Clouseau scelta per il manifesto di quest’anno, ma soprattutto internazionale e pop. E nel segno delle donne che, mai come in questa stagione di battaglia, rivendicano parità e diritti. Oltre le parole d’ordine, l’attenzione della Festa è, a cominciare dalle 12 donne registe in selezione ufficiale, fino alla scelta che il direttore artistico Antonio Monda ha firmato nel segno della qualità soprattutto per storie e protagoniste, un percorso siglato da uno sguardo diverso che piacerà soprattutto alle spettatrici, ma non solo.

Donne importanti, quindi, anche sul red carpet: dopo Cate Blanchett, il Premio femminile alla carriera 2018, Isabelle Huppert poi Sigourney Weaver e Shirin Neshat. Senza dimenticare le protagonste di storie che sulle donne mettono in campo anche violenza e denuncia: nel film di Edoardo De Angelis Il vizio della speranza, c’è un’attrice rivelazione come Pina Turco. Commuove anche la ragazzina gay da ‘rieducare’ (Chloe Grace Moretz) in fuga dalla “clinica” di guarigione per omosessuali dove l’hanno fatta richiudere i suoi genitori, (La diseducazione di Cameron Post di Desiree Akhavan) e ancora il ritorno di Lisbeth Salander, una nuova Salander in questo capitolo della saga Millennium, interpretata da Claire Foy (Quello che non uccide).

Ancora: Rosamund Pike che regala il ritratto di una coraggiosa reporter di guerra inglese (Marie Colvin) nei suoi vent’anni al fronte in A private War di Matthew Heineman. Per non parlare di bambine e adolescenti, come la bambina protagonista di Mia e il Leone bianco o la ragazzina In viaggio con Adele di Alessandro Capitani, Sara Serraiocco, protagonista del film di preapertura presto in sala.

Sono protagoniste da non perdere anche Anna Bonaiuto che rivedremo ne L’amore molesto di Mario Martone, nella versione restaurata. E nei documentari donne come la virologa Ilaria Capua, (L’anti-scienza di Stefano Pistolini e Massimo Salvucci), Carlotta Cerquetti che in Linfa racconta la la musica underground delle periferie romane, Barbara Cupisti con Womanity.

Alba e Alice Rohrwacher chiuderanno infine insieme la festa, tra le tante donne, il 28 con l’ultimo “Incontro ravvicinato”.

È solo uno dei percorsi che la Festa si prepara a proporci da domani in un appuntamento senza la gabbia del concorso, (per la selezione ufficiale c’è solo il premio del pubblico BNL ) e senza lasciar fuori film non in anteprima aperta, invece, alla qualità delle proposte e a quegli “incontri ravvicinati”, con star del cinema e non solo, che sono il suo fiore all’occhiello.

Per quanto riguarda i film, gli italiani in selezione ufficiale sono, con Il vizio della speranza di Edoardo DeAngelis e l’evento speciale di chiusura Notti magiche di Paolo Virzì (racconta l’inizio di una stagione di giovane cinema a Roma e parallelamente la partita di Italia ’90 in cui la Nazionale venne eliminata ai rigori dall’Argentina), Diario di tonnara di Giovanni Zoppeddu, a cui si aggiunge una co-produzione italiana: Corleone il potere ed il sangue di Mosco Levi Boucault, con la voce recitante di Maya Sansa. Molto cinema italiano anche tra gli incontri oltre alle Rohrwacher con Giuseppe Tornatore, i direttori della fotografia Luciano Tovoli e Arnaldo Catinari, i montatori Esmeralda Calabria e Giogiò Franchini, senza dimenticare un tuffo retrò nel ’68 pop con Shel Shapiro e i Musicarelli e l’omaggio a Carlo Vanzina con Sapore di mare.

Superstar da Oscar® Martin Scorsese, Premio alla carriera internazionale 2018. Ma soprattutto i film: come If Beale Street Could Talk di Barry Jenkins (Oscar® per Moonlight, che aprì Roma nel 2016), Beautiful Boy con Steve Carell nei panni di un padre impegnato a salvare il figlio (Timothée Chalamet) dalla droga. E ancora The Old Man & the Gun, il film di addio di Robert Redford e, infine Stanlio e Ollio interpretati da John C. Reilly e Steve Coogan (entrambi attesi a Roma). Omaggi anche a Vittorio Taviani, Ermanno Olmi, Milos Forman e Vittorio Gassman anche con la proiezione del documentario di Fabrizio Corallo: Sono Gassman! Vittorio re della commedia.

Ancora qualcosa da segnalare? Tra le tante iniziative il programma della sezione autonoma e parallela (non solo) per i bambini Alice nella città ma anche le retrospettive (con Peter Sellers quella sul cinema di Maurice Pialat), e l’arrivo, con il nuovo film che parlerà di Trump ma non solo, di Michael Moore. “Abbiamo cercato la varietà, la qualità e speriamo anche l’identità” ha detto Antonio Monda, presentando questa Festa. Con lui Laura Delli Colli alla guida della Fondazione: “Questa Festa che vuol essere internazionale, e per la città, insieme raffinata e popolare”.

La conferma è nei numeri: 31 Paesi diversi, 34 prime mondiali, 9 prime internazionali e 7 europee. Con tre parole chiave nella linea editoriale: le donne, il cinema del reale, la memoria, con documentari che trattano temi come gli orrori delle leggi razziali, il ghetto di Roma e in Who Will Write Our History di Roberta Grossman, prodotto da Nancy Spielberg, la sorella di Steven, la deportazione dal ghetto di Varsavia. La Festa, Main Partner BNL gruppo BNP Paribas comincia così. Seguiteci e buon cinema a tutti!