CortoLovere 2018 – Il feticismo della tecnologia nei film vincitori

ARTICOLO DI Gianni Canova

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C’era una volta l’ideologia, ora c’è la tecnologia. Si potrebbe sintetizzare così il senso del cortometraggio I-Occupy di Lorenzo Lodovichi che ha vinto l’edizione 2018 di CortoLovere: due minuti di cinema d’animazione potente come una martellata, capace di mettere a fuoco con un disegno che evoca la grafica dei totalitarismi del ‘900 – nazismo e comunismo – la condizione di un’umanità contemporanea che ha messo lo smartphone dove un tempo c’erano la svastica e la falce-e-martello.

La tecnologia come “credo”, come dispensatrice di identità, come feticcio. La giuria, presieduta da Antonio Albanese, ha voluto premiare proprio questo: la capacità di costruire una metafora che con un disegno elegante e destabilizzante, dominato dai colori rosso e nero, coglie in modo non banale il nostro smarrimento di identità di fronte a un mondo in perenne conflitto e la nostra spasmodica ricerca di un “oggetto magico” con cui riempire il vuoto lasciato dalla perdita di fedi e credi.

RealLove ha vinto invece il premio Occhi sul lago: in soli tre giorni la troupe guidata da Fabrizio Eftekhari e Elena Nappi ha realizzato e montato un corto di pochi minuti che sullo sfondo di scorci “romantici” del Lago d’Iseo racconta quella che sembra essere la storia di una seduzione fra un ragazzo e una ragazza. Tutto in soggettiva, visto con gli occhi di lui, il film pedina la ragazza che sorride, ammicca, si accarezza i capelli, contempla il lago, poi si gira e bacia il ragazzo “invisibile” che la sta guardando. Ma tutto ciò è solo un’illusione: quello che credevamo di vedere non è “reale”. Il finale rovescia le carte e con un colpo di scena inatteso svela come anche nell’amore siamo ormai dominati dalla tecnologia. La quale, purtroppo, potrebbe anche smettere di funzionare all’improvviso.

C’è un filo rosso sottile che accomuna i due corti vincitori: e riguarda proprio la nostra ormai sempre più marcata dipendenza da dispositivi tecnologici che governano e determinano la nostra esistenza. Con tanta più forza quanto meno ne siamo consapevoli.