Week end al cinema: continua il successo de Gli incredibili 2 ma con Spike Lee e Terry Gilliam arriva anche il grande cinema d’autore. Evento d’arte con il film su Michelangelo.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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Non c’è dubbio, questo week end tutti al cinema. Tra Venezia, appena conclusa, e la Festa di Roma in arrivo infatti – oltre il cinema che lanciano i festival – è forse questo il fine settimana più ricco e variegato nell’offerta dei titoli che inaugurano la stagione. E se continuano a spopolare gli eroi di cartone Pixar de Gli Incredibili 2, popolarissimo anche per una schiera di voci molto amate e riconoscibili nel doppiaggio italiano, è certamente interessante l’offerta d’autore che comincia con due grandi firme come Spike Lee con la sua potente denuncia contro il razzismo e Terry Gilliam, che dopo trent’anni di attesa vede finalmente in sala il suo Don Chisciotte.

Due film che hanno in comune il volto di Adam Driver: è nel cast di BlacKkKlansman di Spike Lee interpretato anche da Harry Belafonte e Alec Baldwin e da John David Washington, figlio di Denzel (che una ventina di anni fa, proprio per Lee, fu Malcom X) e torna questa settimana in sala anche coprotagonista de L’uomo che uccise Don Chisciotte di Gilliam.

Partiamo da Spike Lee per presentare in due parole la sua commedia nera ispirata alla vera storia del poliziotto di colore, Ron Stallworth che, con l’aiuto di un collega ebreo, si infiltra nel cuore più razzista e pericoloso del Ku Klux Klan riuscendo a sventare un complotto. Ovvio che dietro il ‘giallo’ e la tensione narrativa ci sia ancora una volta la denuncia di un rigurgito razziale nella società americana, ma qui la questione dell’integrazione degli afroamericani nella società statunitense diventa universale pur nella traccia di un racconto rubato alla realtà che nel film è narrato dalla persona che ha realmente guidato, negli anni ’70, l’azione della polizia locale del Colorado, infiltratasi nel Ku Klux Klan: Ron Stallworth il poliziotto in pensione che ha aspettato quasi trent’anni per scrivere sette mesi di quell’esperienza.

Il regista ha presentato il film a Cannes, dichiarando subito che, nonostante sia ambientato quasi mezzo secolo fa “La tragedia non è finita. Anzi, il tema del razzismo nel mondo è di forte attualità”.

L’uomo che uccise Don Chisciotte arriva sullo schermo a 18 anni dal primo ciak e a ben 29 dalla scrittura della sceneggiatura originale, dopo, insomma, un’autentica odissea. Nell’ultima versione è la storia di un giovane regista pubblicitario che torna sui luoghi in cui nacque la sua carriera e scopre un villaggio in attesa e un ciabattino che crede di essere Don Chisciotte. Ci si chiede se a combattere davvero contro i mulini a vento sia proprio Gilliam che nel primo set fermato da una serie di complicazioni, dalle condizioni meteorologiche avverse al problema alla schiena che bloccò l’attore francese.

Questa versione, dice oggi Gilliam, “è fatta con la metà dei soldi di quella con Depp e Rochefort, ma questo non ci ha ostacolato, anzi, ci ha fatto concentrare di più e ha stimolato la nostra creatività”.

Fanno riflettere, in qualche caso con leggerezza, alcuni film che portano sullo schermo temi sociali nello sguardo di chi soffre la paura della marginalità, della discriminazione o della disabilità. Come accade in Tutti in piedi, di e con Franck Dubosc e con Alexandra Lamy, commedia francese sul “politically correct” elegante e al tempo stesso divertente. Con un piglio alla Tati, Jocelyn, uomo d’affari di successo, ricco, gran seduttore e ovviamente molto bugiardo viene scambiato per disabile da Julie, vicina di casa di sua madre appena defunta. Per conquistarla, approfitta dell’equivoco finendo però a sua volta prigioniero di una doppia vita – una in piedi e una sulla sedia a rotelle- che alla fine gli insegnerà qualcosa. Nessuna intenzione di mancare di rispetto ai veri disabili, da parte del regista che, anzi, costruisce una commedia nel segno della ‘non’ diversità.

Fa riflettere con un tono decisamente più profondo e intimista Girl di Lukas Dhont con Victor Polster, Arieh Worthalter, film rivelazione dell’ultimo Festival di Cannes, storia vera di un ragazzo/ragazza con passione per la danza classica che diventa riflessione sul corpo e sull’adolescenza, a proposito della quale unisce al tema dell’identità personale quella della ricerca di un’identità sessuale che è il vero cuore del film.

Anche Just Charlie tra le nuove uscite (regia di Rebekah Fortune) parla di identità sessuale negata: l’adolescente Charlie è una promessa del football ma in verità è felice quando può vestirsi da donna e recuperare la sua vera dimensione femminile. Più difficile farlo capire alla famiglia e all’entourage dei vicini di casa.

Dal cinema internazionale alla commedia italiana, quella della settimana è Ricchi di fantasia di Francesco Micciché con Sergio Castellitto e Sabrina Ferilli, in un cast decisamente popolare (Valeria Fabrizi, Antonio Catania, Antonella Attili, Gianfranco Gallo, Paola Tiziana Cruciani, Paolo Calabresi…). In sintesi: Sergio è carpentiere, Sabrina un ex cantante e insieme sognano una vita da ricchi quando gli amici fanno credere a Sergio di aver vinto alla lotteria e partono con amici e parenti per una vacanza che finirà nel disastro.

Ancora nuove uscite: Mio figlio di Christian Carion con Guillaume Canet, e Mélanie Laurent, è la storia di un padre separato e assente, alle prese con la scomparsa del figlio, notizia che apprende da un messaggio della sua ex-moglie.

Segnaliamo poi un nuovo evento d’arte, il film-documento Michelangelo: infinito, diretto per Sky e Lucky Red da Emanuele Imbucci con un ritratto liberamente ispirato alla vita tempestosa del genio rinascimentale con un bravissimo Enrico Lo Verso nei panni del grande artista tra biografia e capolavori. Resterà in sala solo sette giorni a partire dal 27 settembre e distribuito in 300 copie da Lucky Red, per poi esordire in prima tv su Sky nel 2019. Ambientato per gran parte alle Cave di Ferrara, nasce dalla consulenza scientifica di Vincenzo Farinella con la collaborazione dei Musei Vaticani e di Vatican Media. Tra i pregi della realizzazione la fotografia di Maurizio Calvesi, la ricostruzione scenografica di Francesco Frigeri e i costumi di Maurizio Millenotti.

Tra i nuovi titoli in sala, evento di preapertura romana di Alice nella città, il thriller soprannaturale di Scott Speer Sei ancora qui con Bella Thorne ossessionata da oscure presenze (tra cui quella di suo padre, scomparso) che la riportano sul luogo di un massacro; e la saga giapponese animata di Takahiro Imamura Ken il guerriero – La leggenda di Hokuto.

Per ricordarci che un libro può cambiare profondamente lo spirito di chi legge, e può farlo in tanti modi, il film La casa dei libri di Isabel Coixet su una libraia inglese alla fine degli anni ’50. Come insegna la storia di Florence Green, protagonista del romanzo di Penelope Fitzgerald, la libraia combatte contro la chiusura di una piccola realtà della provincia inglese dove decide di aprire la sua libreria.

Infine storia di migranti abbandonati nei cimiteri del mare raccolte da Alfredo Lo Piero in La libertà non deve morire in mare.