Week end al cinema: Tra i debutti italiani la coppia Gassmann e Ramazzotti nella commedia noir di Roberto Andò e Sembra mio figlio, girato anche in Iran

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Fine settimana all’insegna del cinema italiano questo weekend in sala, con due titoli in arrivo da Venezia e soprattutto due esordi che siglano il debutto alla regia in modo differente, comunque al femminile. Non c’è dubbio che il film più atteso di tutti, dopo il debutto fuori concorso alla Mostra Internazionale del Cinema sia quello di Roberto Andò Una storia senza nome con Alessandro Gassmann, Renato Carpentieri, Micaela Ramazzotti e Laura Morante, commedia noir ma anche, come sempre nel cinema di Andò, un racconto denso di suspense e di incursioni nei temi che sono cari al regista palermitano, sempre attento alla denuncia politica e degli intrighi mafiosi.

E proprio di intrighi si parla in un film partito come un divertissment sul cinema ma diventato rapidamente, tra scrittura e set, un racconto ricco di colpi di scena in cui si ride, ci si appassiona, si scivola in un giallo che ha radici di verità nella cronaca e si va con i protagonisti alla ricerca di una verità che nasce, tra l’altro, dallo spunto suggerito dal reale furto della Natività di Caravaggio a Palermo nel 1969, meraviglioso quadro finito in mano a Cosa Nostra, sulla sorte del quale esistono varie versioni – dalla prima di Francesco Marino Mannoia, secondo cui il quadro fu rubato su commissione per un collezionista ma la tela una volta srotolata si sbriciolò, a chi dice che il quadro fu dato in pasto ai maiali o che Riina lo usasse come scendiletto fino all’ultima versione raccontata alla commissione antimafia, secondo cui il quadro fu rubato da due ladri comuni e poi svenduto dalla mafia ad un collezionista che l’avrebbe spedito in Giappone. Nel film, un investigatore in pensione decide di svelare la storia misteriosa a Valeria, timida segretaria di un produttore, ma in realtà sceneggiatrice di talento che lavora nell’ombra di Alessandro Pes (Gassmann), che ha perso da anni la vena creativa e macina ingiustamente successi sulla sua pelle.

Sempre da Venezia arriva nei cinema Saremo giovani e bellissimi, presentato alla Mostra dalla Settimana Internazionale della Critica, opera prima di Letizia Lamartire, neo-regista pugliese, diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia che è anche il produttore di questa sua opera prima interpretata da Barbora Bobulova (anche in inedita veste di cantante) talmente apprezzata che il film a Venezia ha avuto per la colonna sonora (Sugar) un riconoscimento speciale dalla giuria del Soundtrack Stars Award. Il film è insieme la storia di una madre ex cantante rock al suo ritorno in scena e di un figlio con diciott’anni appena di differenza, ma anche un percorso di formazione e di crescita in cui il protagonista è un ragazzo che deve trovare la strada per affrancarsi da un legame decisamente ingombrante.

L’altro attesissimo debutto, per chi segue l’autrice attraverso la sua lunga esperienza militante nei documentari, è di Costanza Quatriglio con un film drammatico, Sembra mio figlio, una storia girata per la prima volta dopo quarant’anni da una troupe straniera in Iran. Racconta del popolo hazara, per alcuni storici discendente dell’armata di Gengis Khan, per altri autoctono dell’Afghanistan, che vive perlopiù nella parte centrale del Paese. Conta oggi quasi otto milioni di persone ed è vittima, da oltre un secolo, di un genocidio spesso dimenticato, in una serie interminabile di violenze che prosegue ancora oggi. La loro diaspora fa da sfondo alla storia di due fratelli, fra sradicamento, ricerca dell’identità e rinascita, raccontata nel film che arriva ora in sala dopo il successo al Festival di Locarno.

Ancora cinema italiano: indipendente e nato da uno straordinario esempio di crowdfunding, con la raccolta fondi numero uno nella storia delle produzioni finanziate attraverso il web (72 mila euro da tutto il mondo attraverso la Rete) debutta anche La banda Grossi, sul tema del brigantaggio, film che racconta la storia di Terenzio Grossi e della sua banda di briganti, che nel 1860 mise a ferro e fuoco la provincia di Pesaro e Urbino. Un progetto cinematografico unico nel suo genere, interamente girato nella Marche.

Non solo cinema italiano: dalla Francia arriva per esempio la commedia con Christian Clavier Un figlio all’improvviso: nella vita di Andrè e Laurence, coppia di mezz’età benestante e ben rodata nella routine quotidiana entra in scena inaspettatamente Patrick, che si rivela, avvicinandoli in un supermercato, come figlio di Patrick. Laurence non può esserne la madre (perché è sempre stata sterile) ma vorrebbe esserlo e André potrebbe esserne il padre ma rifiuta assolutamente l’idea e anzi ritiene che Patrick non sia altro che un truffatore… Non diciamo come la storia va a finire ma ricordiamo che è tratto da un’omonima pièce teatrale.

È una commedia sentimentale anche il romantico Lola+Jeremy, piccolo film che racconta di un giovane graphic designer che gestisce con un amico una curiosa iniziativa, l’agenzia Cercasi alibi disperatamente che vende – grazie a internet e paypal – finti alibi agli adulteri in difficoltà, trovando coperture ai traditori seriali. In questo contesto inizia una storia d’amore che avrà risvolti inimmaginabili, spunti per una commedia leggera e garbata in cui appaiono il regista Michel Gondry nella parte di sè stesso, il batterista Manu Katché, per anni a fianco di Peter Gabriel e il rapper Youssoupha.

Ancora commedia sentimentale ma italiana, ambientata a Verona che accontenterà soprattutto gli amanti del ‘Volo’. Ci sono infatti anche i tre ragazzi dalle voci d’oro tra i protagonisti di Un amore così grande, storia di un ragazzo cresciuto a San Pietroburgo con la madre, ex cantante lirica abbandonata dopo la nascita del figlio. Quando la donna muore lo invita a trovare suo padre, un liutaio che lavora proprio all’Arena di Verona. Tutto qui, con super promozione della città, della musica e naturalmente del Trio canoro.

Sono in sala anche film documentari. Come Bogside Story diretto da Rocco Forte e Pietro Laino, sulla storia del giornalista Fulvio Grimaldi, unico fotoreporter italiano a documentare la pacifica Marcia per i diritti civili del 30 gennaio 1972 a Derry, culminata con il massacro tristemente noto con il nome di Bloody Sunday. E Grimaldi torna in Irlanda del Nord, 45 anni dopo, per testimoniare proprio sul Bloody Sunday, entrando in contatto con The Bogside Artists, gli autori dei murales, e con le persone che furono coinvolte negli eventi dipinti.

In Piazza Vittorio Abel Ferrara, racconta e ascolta i personaggi che animano quotidianamente un luogo considerato ormai simbolo di integrazione urbana a Roma tra culture e tradizioni differenti. Per gli amanti dell’horror, infine The Nun – La vocazione del male, declinazione religiosa del genere, ambientato nell’Abbazia di St. Carta, Romania, 1952 dove una giovane suora, sconvolta da qualcosa di orribilmente misterioso, si impicca chiedendo perdono per il suo gesto.