Week end al cinema: con The Equalizer e John Travolta nel ruolo di Gotti, da Venezia in sala il caso Cucchi e l’Armadillo di Zerocalcare.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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Finita la Mostra di Venezia, e finita l’estate del cinema in piazza le sale aprono la nuova stagione proprio con i film di ‘Venezia a Roma’, appunto per gli spettatori romani, in alcune sale della città nel week end e nei primi giorni della settimana. E i titoli sono davvero per tutti i gusti: cronaca, cinema drammatico, action, crime movie, commedi. Ed è significativo che siano proprio due film italiani tra i titoli lanciati da Venezia ad arrivare per primi in sala: Sulla mia pelle e La profezia dell’armadillo.

Molto apprezzato dalla critica e dalla stampa che lo ha premiato tra i migliori titoli Sulla mia pelle di Alessio Cremonini nasce dalla vicenda di Stefano Cucchi, interpretato da Alessandro Borghi, e sarà presto su Netflix anche se debutta intanto in alcune sale. È un film molto forte ma anche scritto e realizzato sulla tragica vicenda di Stefano Cucchi, il ragazzo romano morto una settimana dopo essere stato arrestato con l’accusa di spaccio a Tor Pignattara. Cucchi è morto in una situazione di scandalosa indifferenza, omertà e abbandono nel reparto protetto – l’ala carceraria – dell’Ospedale Sandro Pertini, in seguito alle percosse ricevute. Il film ne racconta la storia ma soprattutto un’agonia fisica e psicologica che si consuma nel silenzio e nelle complicazioni burocratiche che non consentono neanche alla famiglia di poterlo vedere mentre la sua fine si avvicina.

Diciamo subito che il regista rinuncia alla violenza visiva del pestaggio: Epilettico, ex eroinomane in terapia col metadone, entra dopo le percosse ricevute all’arresto in un tunnel senza uscita in un film, che trova la sua potente forza di denuncia più che nelle scelte di sceneggiatura, senza dubbio nell’ interpretazione di Alessandro Borghi – che con 18 chili in meno- riesce perfino a immedesimarsi nella postura di Cucchi e fisicamente nel suo volto come lo abbiamo visto nelle tante foto di cronaca dopo la morte. Con lui una battagliera Jasmine Trinca nel ruolo della sorella Ilaria e Max Tortora e Milvia Marigliano, i due genitori.

Da Venezia, tratto dal fumetto di Zerocalcare, è in sala anche La profezia dell’armadillo, un armadillo che è il costume di scena di Valerio Aprea che, come una sorta di Grillo Parlante, nel film attende sempre a casa Zero (Simone Liberati), l’essere umano a cui appartiene, e a cui pone costantemente dubbi e domande. Ovvio che sia una sorta di coscienza critica nel film, opera prima, diretto da Emanuele Scaringi, e scritto anche da Valerio Mastandrea, Johnny Palomba, Michele Rech (Zerocalcare), Oscar Glioti, fedele messa in scena cinematografica del fumetto best seller firmato Zerocalcare. Il film del resto è proprio la storia di un fumettista, Zero, che non solo si confronta con la propria coscienza, sul quotidiano ma anche sul tempo passato, fin dall’infanzia. Completano il cast Pietro Castellitto, Laura Morante, Diana Del Bufalo, Teco Celio, Kasia Smutniak, e Adriano Panatta, nel ruolo di sè stesso in un cameo che vale tutto il film.

Segnalando il ritorno in sala, in riedizione di Loro di Paolo Sorrentino, stavolta rimontato in un unico film anche per un debutto internazionale, è importante, a proposito di Festival l’uscita del film Palma d’oro a Cannes Un affare di famiglia di Kore-eda Hirokazu: racconta di una piccola comunità di persone, che sembra unita da legami di parentela anche se la loro è solo una famiglia virtuale in cui convivono un’anziana “nonna” e una coppia. Proprio loro accolgono una bambina che sembra abbandonata dai genitori, un atto che apre il tema di un conflitto tra legge morale e legge sociale che trasforma i toni leggeri della rappresentazione in un epilogo più complesso e drammatico che non sveliamo. Un film che commuove e fa riflettere pur con un taglio, all’inizio, da comedy life.

Cinema per tutti i gusti dicevamo, e dunque ecco le altre segnalazioni a cominciare dall’action The Equalizer 2 – Senza Perdono con Denzel Washington diretto da Antoine Fuqua. Il protagonista è un detective privato ed ex agente segreto che, dopo aver finto la sua morte, decide di trascorre una vita tranquilla lontano dalla città fino a quando non decide di intervenire, giustiziere a favore di una giovane prostituta minacciata dai suoi sfruttatori. L’agente torna in azione provocando le ire della feroce mafia russa che tenta di eliminarlo attraverso alcuni agenti deviati della CIA.

Ancora: è uscito da qualche giorno e ha già fatto discutere molto Gotti – Il Primo Padrino, crime story con un irriconoscibile John Travolta nei panni del gangster spietato e ambizioso, ma anche molto legato ai valori della famiglia in un ritratto del potente mafioso di origini italiane capo dei Gambino. Con la regia di Kevin Connolly, il film è un ritratto ricostruito sulla base della conversazione che Gotti ebbe con suo figlio nel 1999 in prigione, nella quale Gotti Jr. chiede al padre di uscire dalla sua vita, a causa del senso di dovere che ha nei confronti della propria famiglia. Le polemiche? A cominciare dall’uscita americana perfino scontate, come sempre quando un attore popolare entra nei panni di un delinquente o comunque di un gangster di cui il cinema rischia in qualche modo di offrire un ritratto non solo discutibile.

Ancora commedia, francese, in Separati ma non troppo, storia agrodolce di Yvan e Delphine, al capolinea dopo 15 anni di matrimonio. Lo spunto è un articolo di giornale, più volte citato nella storia, secondo cui a causa della crisi il 60% delle coppie separate francesi continuano a vivere sotto lo stesso tetto per ragioni strettamente economiche. Gilles Lellouche è Yvan, Louise Bourgoin Delphine.

Altra commedia sentimentale ma americana è Dog Days in cui Ruth partorisce due gemelli e affida il suo cane Charlie al fratello Dax, musicista squattrinato che abita in uno stabile in cui i cani non sono ammessi. Il film è ambientato a Los Angeles e lo spunto del racconto sono proprio gli incontri con i cani al guinzaglio. Nasce sempre in America alla New York Academy Freedance, storia di Juliet e Charlie giovani aspiranti artisti: ballerina di danza moderna lei, pianista di talento lui. Passione, amicizia, amori e tradimenti.

Ultima segnalazione per un piccolo film italiano: Te lo dico pianissimo di Pasquale Marrazzo. Il tema del racconto, sul filo della commedia, è il pregiudizio, anche nei confronti di coppie omosessuali affrontato sotto il profilo degli equilibri familiari.

Come la scuola, anche la stagione del cinema ricomincia. Torniamo in sala…