Venezia 75: il Leone alla carriera ruggisce per David Cronenberg, mentre Capri è in concorso con la Rivoluzione di Martone.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Da Venezia – Terzo film italiano in concorso ed è riduttivo parlare di trilogia della Storia per la Capri Revolution di Mario Martone, una piccola, autentica rivoluzione anche nel suo stile narrativo e di regia in un racconto che, pur essendo ambientato nel passato, dice soprattutto molto sul nostro presente. Ed è un presente universale quello che trasfigurando il valore storico dell’arte, ma anche di un ambiente ancora ‘vergine’ da manipolazioni e condizionamenti, si rapporta con i grandi interrogativi di sempre: guerra o pace, medicina tradizionale o omeopatia, amore libero o no, fino alla grande domanda sull’energia, che Capri Revolution vorrebbe naturale e comunque, per sempre, pulita.

Cuore della storia il confronto caprese tra natura arcaica e scoperta di un nuovo sguardo sul mondo. Proprio come quello che incarna nel film una pastorella che, conducendo le capre per il territorio aspro delle rocce sul meraviglioso mare di Capri, scopre ciò che accade in una comune naturista, di straordinaria modernità per l’epoca in cui il film è ambientato, alla vigilia del primo conflitto mondiale. È una comune che arriva dal nord Europa dove trionfano nudità, musica, cultura e perfino, ante litteram, il culto di un vivere naturale che bandisce tutto ciò che non proviene dalla terra.

“L’idea del film è nata dalle tele di Diefenbach” dice Martone “custodite nella Certosa di Capri”. Lì è raffigurata la sua comune vegetariana, omeopata, naturista e antimilitarista. Una provocazione inaccettabile per la Capri pastorale d’inizio secolo, un’isola felice dove il terreno è fertile, oltre certe resistenze scontate nella cultura d’inizio Novecento anche per coltivare l’utopia di un nuovo mondo mentre la guerra infuria e le prime navi partono cariche di emigranti e speranze per un’America che è già sogno. È comunque una donna, una giovanissima donna, la protagonista del film, Marianna Fontana, gemella ‘separabile’ delle Indivisibili che proprio al Lido hanno debuttato due anni fa.

E una giovane donna è anche protagonista di Nightingale l’unico film in concorso firmato da una regista, che non è stato accolto comunque con unanime consenso. Nel film, che è ambientato nell’800 in Tasmania, Aisling Franciosi, con Sam Claflin, interpreta una vera e propria revenge story, una storia di vendetta insomma che entra a pieno titoli nella galleria delle grandi arrabbiate contro la violenza maschile. Da Uma Thurman a Noomi Rapace e Rooney Mara, protagoniste in film diversi della saga letteraria di Uomini che odiano le donne.

Oggi una donna (ma è proprio una vera donna?) è anche la protagonista che affascina Jeremy Irons in M. Butterfly, mèlo scelto per l‘omaggio al Leone alla carriera David Cronenberg protagonista al Lido non solo del momento emozionante della premiazione, al Palazzo del cinema, ma anche di una Masterclass affollata dagli spettatori del suo repertorio cult soprattutto nella capacità di dare un potere visionario alle immagini. Come accade in Videodrome o nell’incubo de La Mosca, in Inseparabili o nel cyberpunk Crash.

Domani si apre per la Giuria la maratona che si concluderà con il verdetto finale. E avremo i primi premi dalle altre giurie che si sono moltiplicate dietro quella ufficiale. Sabato poi Michele Riondino tornerà a dichiarare chiusa, col Presidente della Giuria Guillermo Del Toro, anche questa 75.ma Mostra.