Venezia 75: Golino come Carla nelle vacanze di famiglia dei Bruni Tedeschi. In concorso con 22 July, la drammatica cronaca del massacro di Utoya.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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Da Venezia – Fuori concorso oggi al Lido è arrivato il nuovo film diretto da Valeria Bruni Tedeschi, Les Estivants, proprio come i villeggianti nella sua vera casa delle vacanze. Ed è già scattato tra gli spettatori il gioco delle identificazioni, tra personaggi e autentici protagonisti di famiglia. Valeria Golino come la sorella della regista, Carla Bruni? E Riccardo Scamarcio è nel film come Louis Garrel, l’ex dell’attrice e regista Valeria? Via così, con la certezza di riconoscere nella villa dove anche Carla Bruni portò il marito presidente francese Nicolas Sarkozy (nel film il marito della Golino è Pierre Arditi) anche la mamma delle Bruni, Marisa Borini, un’autentica zia quasi centenaria e la piccola Oumy Bruni Garrel, figlia di Valeria e Louis, già perfetta al debutto come attrice ‘di famiglia’.

Il film, come in un superotto d’epoca, racconta di Anna (è Valeria Bruni Tedeschi), delle sue insicurezze, del dramma di una separazione e di un divorzio in arrivo, di bugie, promesse e delusioni, delle ferite di un tradimento ma anche del rapporto difficile tra sorelle. Il tutto mentre Anna cerca di scrivere un film (dedicato realmente al fratello scomparso) durante una vacanza particolarmente complicata: è stata appena lasciata e piange, tentando disperata di recuperare l’ultimo attimo di attenzione, tra risate, pianti e autentici deliri in cui riappare imprevedibilmente il fantasma del fratello morto.

“Da quando sono nata ho trascorso le mie vacanze proprio nella grande casa in Costa Azzurra, un luogo apparentemente al riparo dal mondo” ha raccontato. “Un posto nel quale la vita sembrava essere sempre la stessa come gli scogli, il mare, la casa che avrebbe ormai bisogno di essere restaurata… La mia storia, ne I villeggianti, si svolge da lontano ma nello stesso tempo è la nostra, con la famiglia dei proprietari, i domestici, la loro solitudine anche quando sono tutti insieme, la dinamica delle relazioni, le paure, la vergogna, i desideri, gli amori”.

Sempre fuori concorso anche American Dharma, documentario di Errol Morris, dove il regista intervista il suo ex compagno di università Steve Bannon, proprio lo stratega di Donald Trump fino alla rottura dell’estate scorsa e ideologo della nuova destra statunitense che guarda con interesse ai movimenti sovranisti del Vecchio Continente.

22 July del regista britannico Paul Greengrass, ha portato invece alla Mostra, in concorso, la strage di Utoya, quando il 22 Luglio del 2011 un estremista di destra uccise oltre 70 persone in un duplice attentato in piena Oslo, poi sull’isola di Utoya. La storia del killer neonazista, il più grave attentato mai perpetrato in Norvegia, è stata ricostruita sulla base delle testimonianze di un sopravvissuto. In un film che ricostruisce la cronaca e i retroscena della strage come in un drammatico reportage minuto per minuto.

Per il cinema italiano Un giorno all’improvviso, un piccolo film, interpretato da Anna Foglietta che ha siglato, nella sezione Orizzonti, il debutto del regista Ciro D’Emilio. Duetto tra una madre e un figlio, che è il giovane Giampiero De Concilio, bravissimo esordiente, racconta la storia di un adolescente come un romanzo di formazione. Un ragazzo responsabile e affidabile protegge una madre dolcemente affettuosa ma totalmente borderline trovando il suo mondo solo nell’avventura del calcio, dove si rivela una giovane promessa. Fino ad un epilogo annunciato ma inatteso. Che cambierà l’equilibrio della sua vita.