Venezia 75: First day, First man. Non solo Ryan Gosling protagonista della prima giornata ma anche Alessandro Borghi con la drammatica storia di Stefano Cucchi.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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Lido di Venezia – Serata ricca, con un protagonismo soprattutto maschile sul primo red carpet della Mostra 75 che apre con First Man (Il primo uomo) ritorno a Venezia, due anni dopo, del regista di La la land Damien Chazelle, mentre la sezione Orizzonti ha inaugurato nel pomeriggio con l’atteso film sul caso Cucchi Sulla mia pelle, protagonista uno straordinario Alessandro Borghi, con Jasmine Trinca nel ruolo della sorella, Ilaria.

Con Ryan Gosling sfilano davanti al Palazzo del Cinema anche Jason Clarke e Claire Foy. Ma sono già arrivati anche Bradley Cooper, Jeff Goldblum, il regista Alfonso Cuarón, David Cronenberg (il Leone d’Oro che avrà il suo omaggio dopo quello riservato, proprio nella serata inaugurale, alla grandissima attrice britannica Vanessa Redgrave). Con loro, a vedere First Man, Florian von Donnersmark, mentre con Jasmine Trinca e Alessandro Borghi, si festeggia dopo il film anche con Max Tortora nel ruolo del padre di Stefano e ovviamente con il regista del film Alessio Cremonini, alla sua opera seconda.

Maschile anche la scelta per il maestro di cerimonie: dopo Borghi che conquistò la platea lo scorso anno, tocca a Michele Riondino dare il via alla serata trasmessa in diretta sul canale web di Rai Movie. È stato scelto lui per dare la parola al presidente della Biennale, Paolo Baratta che consegnerà il Leone alla carriera all’attrice premio Oscar, Vanessa Redgrave.

 Ma la Mostra ha già decollato con le proiezioni anticipate per gli accreditati e soprattutto con gli incontri di cui sono state protagoniste le Giurie (in quella del Concorso presieduta da Guillermo Del Toro, difende orgogliosamente i colori dell’Italia Paolo Genovese) e i primi protagonisti di Venezia 75.

Intanto Alessio Cremonini che ha ricostruito gli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi e della drammatica settimana che ha cambiato per sempre la vita della sua famiglia. Sulla mia pelle, distribuito da Lucky Red, con Alessandro Borghi nella parte di Cucchi e Jasmine Trinca come la sorella Ilaria, ha il compito di far conoscere quella storia non solo in tutta Italia (uscirà nelle sale italiane il 12 settembre), ma anche in gran parte del mondo, visto che Netflix lo manderà in onda in 190 Paesi. Cucchi, geometra, romano, ex tossicodipendente recuperato a San Patrignano e seguito da un Sert della capitale, morì per le conseguenze delle percosse seguite al cui arresto dopo sei giorni di detenzione per una vicenda di droga.

Ilaria Cucchi parlando a Ferrara ha già annunciato di aver accolto il film con grande soddisfazione: “è uno strumento importantissimo – ha detto, nelle anticipazioni arrivate a Venezia- è stato emozionante per me vederlo per la prima volta. Emozionante perché può restituire – dice- umanità a mio fratello, perché ci si dimentica troppo spesso che dietro questi casi c’era un essere umano con tutto il suo vissuto, la sua famiglia, le sue gioie e i suoi dolori”.

Interpretare un personaggio realmente esistito come Stefano Cucchi, ha spiegato invece Borghi oggi a Venezia “costringe moralmente a restituire una verità. Con la speranza che il cinema possa far riflettere le persone. La sua è una una storia che mi ha molto scosso”, ha aggiunto.
Cremonini cita la lezione di Roberto Rossellini, si richiama all’urgenza di un cinema necessario. Ed è certo di aver girato un film ‘non partigiano’ anche se decisamente ‘oggettivo’. E Borghi dà al personaggio una verità assoluta, lavorando con un impegno che ricorda i grandi protagonisti del cinema americano sul corpo e sulla voce con intensità e con una dichiarata voglia di rappresentare una verità che non è solo cronaca.

È cronaca di un passaggio storico anche quella che Damien Chazelle, enfant prodige che Venezia ha applaudito due anni fa come regista di La la land restituisce al racconto di First man, l’avventura di Neil Armstrong e di quel suo primo ‘passo’ sulla Luna stampato non solo tra i crateri, ma nella memoria di chi, nelle immagini di un bianco e nero televisivo sgranato e già lontano, ha fermo nel ricordo l’istante in cui la fantascienza è diventata realtà. Grazie a Ryan Gosling, ancora una volta il suo attore protagonista, Chazelle mette in scena passione, rischio, attesa, training, curiosità e orgoglio. E in una parola un momento di cronaca in cui un progetto fantascientifico è entrato nella storia dell’uomo. Grato a sua madre, una studiosa di Storia che gli ha dato l’amore per lo studio del passato.

Chazelle dice di aver cercato oltre la rappresentazione iconica, l’idea di tornare a un tempo in cui quell’allunaggio era vissuto come pura follia, per raccontare non solo la storia personale di un uomo diventato in un attimo un eroe popolare, ma dei sacrifici fatti dietro alla sua tenacia, da una squadra intera.

Ed è una storia di sacrifici e di passione anche quella che per cominciare, in questo caso al femminile, la Mostra nel suo primo atto di questa 75.ma edizione, ha dedicato a Vanessa Redgrave, Leone d’Oro 2018 insieme a David Cronenberg (che lo ritirerà nei prossimi giorni).

“Le sue apparizioni, distribuite in sessant’anni di attività, emanano autorevolezza e piena padronanza dei ruoli, generosità senza limiti ed estrema raffinatezza, qualità non disgiunte da una buona dose di audacia e combattività che costituiscono uno dei tratti più evidenti della sua personalità umana e artistica” dice nella motivazione il Direttore Barbera consegnando un premio ad una carriera appassionata, nata in una famiglia che ha dato al teatro e al cinema grandi protagonisti. E segnata dal valore del suo impegno civile, prima ancora che nella politica.

Proprio come accade al regista di un film che sigla l’apertura, dalle Giornate degli Autori: Les tombeux sans noms di Rithy Pahn, sul massacro dei cambogiani all’epoca dei Khmer rossi. Venezia apre in rosso. Non solo come il red carpet ma come le passioni e il sangue, quello, in questo caso cinematografico che si annuncia tra pochi giorni con l’icona di una Swinton vestita come una sacerdotessa scarlatta, scelta da Luca Guadagnino per il ritorno di Suspiria…