Venezia 75: 21 film con ben 6 Premi Oscar® in concorso. Una Mostra stellare che si apre sulla Luna con ‘First Man’.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

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Lido di Venezia Una maratona stellare, ricca di titoli e forse mai come quest’anno di superstar, soprattutto hollywoodiane: è la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica numero 75, Venezia che celebra il cinema, a mezzo secolo da un ’68 che resta memorabile, e alla fine di un’annata che, dagli Oscar® a Cannes, ha segnato un buon successo internazionale per il cinema italiano.

Ed è un avvio nello spazio quello che il Direttore Alberto Barbera ha pensato per quest’edizione che vede tre italiani in concorso, i Leoni d’Oro a due mostri sacri del cinema come il regista David Cronenberg e la grande Vanessa Redgrave: la Mostra si apre infatti mercoledì sera – ormai come tradizione dopo una pre-inaugrazione cult (Il Golem) con il nuovo film di Damien Chazelle, proprio lui, il regista enfant prodige di La la land che due anni fa, con una piccola rivoluzione di immagine e di stile ha portato il grande musical nella serata di apertura della Mostra, volando poi da Venezia verso un trionfo internazionale.

Stavolta non siamo a Los Angeles, né nel mondo del cinema, ma Chazelle ci fa viaggiare nello spazio con l’emozione di un altro anniversario importante nella storia delle più grandi scoperte: First man è infatti il ritratto di Neil Armstrong, il primo uomo, appunto, a mettere piede sulla luna, interpretato, ancora una volta con Chazelle, dal protagonista di La la land, Ryan Gosling, cronaca, in prima persona – per Armstrong e per gli Stati Uniti – di una delle missioni più pericolose della storia.

Sarà un altro biopic a chiudere la maratona la sera dell’8 settembre, con le premiazioni: ricordate la De Lorean di Ritorno al futuro? Bene, la Mostra ha scelto con Driven di Nick Hamm, di raccontarci proprio la storia della fulminea ascesa di John DeLorean (Lee Pace), e della sua iconica DeLorean Motor Company che ha lanciato quella serie di auto da cui anche la macchina diventata poi iconica nella storia del cinema.

A proposito, a farci fare il giro del mondo col grande cinema saranno comunque fino all’8 Settembre a Venezia ben 72 film solo nella selezione ufficiale, più 15 cortometraggi, una serie tv (con le prime due puntate de L’amica geniale, nelle mani di Saverio Costanzo), più 18 film restaurati di Venezia classici, 7 documentari sul cinema, 40 opere di realtà virtuale, per non parlare poi dei menù delle Giornate degli autori – di cui è main sponsor BNL Gruppo BNP Paribas, che assegnerà alla fine anche il Premio del pubblico – e della Settimana della Critica, sezioni autonome e parallele, la prima affidata al mondo autoriale la seconda a quello dei critici e saggisti italiani, con i loro palmarès finali.

I selezionatori di Venezia 75, per chi ama le curiosità e i numeri, hanno lavorato comunque, insieme al Direttore, su ben 3311 titoli proposti (1650 dei quali lungometraggi) e come sempre non dev’essere stato facile trovare un equilibrio nel menù finale, trovando i 21 del Concorso per una Mostra mai come quest’anno superstar con un programma davvero ricco sulla carta, a cominciare dalla selezione ufficiale in cui spiccano ben tre Leoni d’oro (Zhang Yimou, Tsai Ming Liang e Mike Leigh), un Leone alla carriera come Frederick Wiseman, sei Premi Oscar® (Damien Chazelle, Alfonso Cuaron, i Coen, Errol Morris, ancora Wiseman) ma anche 11 registi che per la prima volta sbarcano al Lido in qualche caso “rubati” alla tradizione di Cannes come Jacques Audiard, Roberto Minervini e Carlos Reygadas.

Star in arrivo anche per Vox Lux di Brady Corbet con Natalie Portman, Jude Law e l’ex ‘Nymphomaniac’ Stacy Martin che raddoppia con Amanda di Mikhael Hers. Senza dimenticare Lady Gaga che sbarca al Lido con Bradley Cooper, anche esordiente alla regia, con il remake di A star is born. Vedremo James Franco, Liam Neeson e Tom Waits nell’universo western rivisto dai mitici Coen in The Ballad of Buster Scruggs. Cinema di frontiera anche per Joaquin Phoenix e Jake Gyllenhaal in The Sisters Brothers di Audiard. Mel Gibson sarà insieme a Vince Vaughn per la crime story Dragged Across Concrete di S. Craig Zahler e Jeff Goldblum, in The Mountain di Rick Alverson rivedremo invece Tye Sheridan, proprio il ragazzo che aveva già vinto al Lido il Premio Mastroianni.

Dalla Francia, fra gli altri, Guillaume Canet e Juliette Binoche per Doubles Vies di Olivier Assayas; Gaspard Ulliel, Adèle Haenel, Louis Garrel arrivano invece per il corale Un peuple et son Roi di Pierre Schoeller; Berenice Bejo in La Quietud di Pablo Trapero; Laurent Lafitte per L’heure de la Sortie di Sébastien Marnier. In At eternity’s gate di Julian Schnabel Willem Dafoe è Vincent Van Gogh, in un cast che comprende anche Mathieu Amalric.

Tra le attrici ci sarà Emma Stone per The Favourite di Yorgos Lanthimos ambientato nell’Inghilterra di inizio Settecento, vicenda di intrighi politici e cortigianerie. Un bel binomio anche quello di Dakota Johnson con Tilda Swinton (che ha ben tre ruoli nel film) per Suspiria di Luca Guadagnino Ancora: Matt Smith sarà Manson in Charlie Says di Mary Harron e Jacqueline Bisset è a Venezia con The Lantern di Amir Naderi. Opera senza autore è il nuovo film del regista tedesco Florian Henckel von Donnersmarck (Le vite degli altri), un affresco storico dal nazismo agli anni 70/80, con incursioni nella Germania est, ma anche una riflessione sull’arte.

È uno dei tanti film lunghissimi, sulle tre ore, tendenza evidente di quest’annata. Mike Leigh è in concorso con Peterloo su un episodio rimosso della storia britannica avvenuto a Manchester nel 1819, quando una pacifica manifestazione venne repressa nel sangue.

Ancora un viaggio tra i film e le tematiche di questa Mostra 75, attraverso le scelte del concorso: Julian Schnabel ha affidato a Willem Dafoe il ruolo iconico di Vincent Van Gogh (At Eternity’s Gate) grande artista che viene raccontato nell’ultima fase della sua vita, prima dell’internamento in manicomio, in un film tra creatività e pazzia. Acusada è un’opera seconda dell’argentino Gonzalo Tobal che ricostruisce eventi reali legati a un processo che può ricordare quello di Amanda Knox. Samurai, ma in una versione rivisitata, infine, in Zan di Shinya Tsukamoto.

Molto ricco infine il Fuori concorso, a partire da The Other Side of the Wind, l’ultimo lavoro di Orson Welles recuperato da Netflix. Si tratta di un film iniziato nel 1970 con cast leggendario (John Huston, Peter Bogdanovich, l’ultima moglie di Welles Oja Kodar, Susan Strasberg) bloccato da problemi finanziari con una lavorazione che si è protratta fino al ’76 e centinaia di bobine da rimontare.

Infine gli italiani: Alessandro Borghi e Jasmine Trinca per Sulla Mia Pelle di Alessio Cremonini sono i primi e inaugurano la sezione Orizzonti; Valeria Golino e Riccardo Scamarcio insieme a Valeria Bruni Tedeschi, coprotagonista e regista arriva per Les Estivants; Micaela Ramazzotti, Renato Carpentieri, Laura Morante e Alessandro Gassman sono il cast di Una storia senza nome di Roberto Andò, che al Lido prima dell’uscita in sala il 20 Settembre, debutta fuori concorso.

A proposito del concorso, molto atteso il nuovo film di Luca Guadagnino, remake di Suspiria con la sua musa, Tilda Swinton: “è il suo film più ambizioso” ha già annunciato Barbera e Tilda Swinton gioca su un make up che la rende irriconoscibile.

Con Guadagnino è in gara Mario Martone che conclude la sua trilogia sulla storia d’Italia – siamo ormai alla vigilia prima guerra mondiale – con Capri-Revolution, storia di una ragazza molto umile, una semplice pastorella caprese che si incuriosisce per la vita libera e senza convenzioni di una comunità alternativa arrivata sull’isola dal Nord Europa: un film che anticipa temi ancora molto attuali nonostante le sue radici nel primo Novecento. Roberto Minervini, infine, continua il lavoro di scavo nell’America profonda con What You Gonna Do When the World’s on Fire? Tre ritratti sul razzismo con un ritorno delle Black Panther.

Italiani anche tre premi importanti alla carriera che si consegnano a Venezia: a Carlo Verdone, 40 anni di carriera il ‘Bianchi’ dei Giornalisti, a Liliana Cavani il Bresson dell’Ente dello Spettacolo, a Mario Martone infine il Premio SIAE, alle Giornate degli Autori.