Nome di donna

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Nome di donna di Marco Tullio Giordana, con Cristiana Capotondi in un cast di ottimi attori italiani, affronta un tema universale come quello del coraggio e della necessità di reagire quando il diritto al lavoro viene messo a rischio da ingerenze, molestie e soprusi di potere che passano anche attraverso comportamenti scorretti fino alle avances sessuali.

Il film, realizzato con il supporto di BNL Gruppo BNP Paribas, in uscita nelle sale non a caso nel giorno della Festa della donna, è ispirato a un fatto realmente accaduto negli anni Novanta. Racconta infatti di Nina, una ragazza madre che trova un lavoro precario ma ben retribuito, come inserviente, grazie a un prete, in una residenza destinata ad ospiti anziani e ricchi, nelle campagne della Lombardia.

Un giorno, però, a Nina accade qualcosa che le altre conoscono bene, e lei, a differenza delle sue compagne di lavoro, decide di rompere il silenzio omertoso e la paura portando in tribunale non solo il Direttore ma l’Istituto e il sistema tutto.

Marco Tullio Giordana spinge la sua protagonista (Cristiana Capotondi) a denunciare l’uomo che l’ha molestata sul lavoro, affrontando ritorsioni e minacce, terreno quanto mai attuale, che il regista de I cento passi affronta nel suo ritorno al cinema dopo sei anni, forte di un’idea e di una sceneggiatura condivisa ovviamente con una donna, Cristiana Mainardi, che ha basato il racconto su documenti veri e purtroppo ancora oggi drammaticamente attuali. Nel cast, con Valerio Binasco, anche un irresistibile Adriana Asti.

Leggi qui la recensione di Gianni Canova.