Sì, il cinema italiano parla ai ragazzi.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Ci voleva Lo chiamavano Jeeg Robot con un supereroe che vive a Tor Bella Monaca e cerca di usare i superpoteri, che si ritrova per caso dopo un bagno nel Tevere, per fare soldi…e ci volevano le sue (ben) sedici candidature al David di Donatello perché il cinema italiano si rendesse conto che ormai bisogna parlare anche la lingua dei ragazzi?

Sì, tutto questo ci voleva proprio. E non è un caso che Gabriele Mainetti, il regista di Jeeg, lanciato dall’ultima Festa del Cinema di Roma, e accolto con grande successo in sala al suo esordio cercasse indietro nella memoria, recente, della sua formazione proprio tra i  fumetti e le popolarissime sigle televisive della sua infanzia quell’incontro col pubblico che ha stracciato al botteghino anche qualche costosissimo kolossal hollywoodiano.

Il film, Lo chiamavano Jeeg Robot, è già un piccolo fenomeno e il successo ai David, anche se certo alla fine i premi non saranno magari proprio 16, è già una buona ragione per potenziare la distribuzione. Ma se è vero che il vento del cinema di Primavera porta novità, proprio ai ragazzi parla anche un altro titolo che sa già di prossima, prevedibilissima empatia: Un bacio di Ivan Cotroneo, che dal suo racconto (edito da Bompiani, solo poche stagioni fa) in questa stagione di bullismo esasperato, ragazzine e ragazzini omofobi e perfino tragicamente vittime, fino a qualche suicidio a causa di piccole persecuzioni scolastiche che rischiano di diventare mobbing quotidiano, è diventato un film, ora in arrivo nelle sale dal 31 marzo con Lucky Red, e pronto ad aprire il dialogo con i ragazzi.

Un bacio, solo un bacio come dice il titolo, che fa scattare perfino una tragedia. E annuncia un grande successo che gli auguriamo, visti i temi urgenti che affronta: gli attori protagonisti si preparano a diventare cult, quasi come quelli che in tv con Braccialetti rossi spopolano da tempo anche tra i ragazzini e raccontano con una fiction che perfino una malattia, seria e invalidante, può essere sconfitta dalla capacità di fare rete contro le tentazioni  e le vere persecuzioni che rendono, ahimè, protagonisti di vicende silenziosamente violente i bulli (e le ‘bulle’) di tante scuole, nelle piccole come nelle  grandi città.

Sullo schermo debuttano tre esordienti: Rimau Grillo Ritzberger, Valentina Romani e Leonardo Pazzagli, rispettivamente nel ruolo di Lorenzo, Blu e Antonio, tre liceali “diversi”, o forse solo più originali magari perché introversi o già segnati da alcune esperienze di vita che li tengono fuori dal ‘mucchio’. Guarda caso sono loro che vivono episodi di bullismo e subiscono una dichiarata intolleranza. Lorenzo è gay e paga anche sui social la sua diversità, Blu finisce alla berlina perché provocatoriamente si racconta sessualmente disinibita, Antonio perché i compagni lo pensano un “cretino” senza capire che lo divora il senso di colpa di vivere, mentre suo fratello è morto troppo presto.. .Le loro solitudini diventeranno un’amicizia ma fare gruppo non servirà fino in fondo, o almeno non servirà a tutti e un bacio, solo un bacio finirà per rompere il loro equilibrio

“Raccontiamo tre ragazzi che cercano di sopravvivere e di passare nel modo più indolore possibile l’adolescenza – già detto, presentando il film, Cotroneo – trovano salvezza nell’amicizia e nella complicità, perché insieme non si sentono soli e infelici”. Un film in qualche modo didattico e solidale? Può darsi  e va anche bene che la protagonista, Valentina Romani, lanciata in tv anche dalla fiction Tutto può succedere dica nelle scuole, un po’ come dimostra nel film, alla fine: “Ragazze, siate gelose del vostro corpo, perché è la cosa più preziosa che abbiamo e non dobbiamo mai dimenticarcene”.

Torniamo, per chiudere a Jeeg Robot e al suo regista,  Mainetti, che dai fumetti guarda caso si era ispirato per Basette, il suo primo corto e guarda caso pure per Tiger boy, il secondo, contro la pedofilia con il quale era arrivato pure alla short list degli Oscar®.

Il suo film lo hanno definito perfetto per i ragazzi, nuovo, alternativo, capace di andare anche oltre i segnali di novità che Indigo oggi impegnata con Cotroneo, aveva seminato grazie a Gabriele Salvatores con Il ragazzo invisibile… Una boccata d’aria fresca, hanno scritto in molti, perfino nelle recensioni, E in quest’aria nuova che tira, forse, Un bacio ci sta proprio bene.