Perfetti sconosciuti – Il montaggio di Consuelo Catucci

ARTICOLO DI Gianni Canova

Per tutta la prima parte di Perfetti sconosciuti non ci sono, praticamente, primi piani.

Seduti intorno a un tavolo per quel rito sociale della cena che dopo I nostri ragazzi, Il nome del figlio e Dobbiamo parlare sta diventando la strip tease scene del cinema italiano,  i personaggi (tre coppie e un single, amici da una vita) vengono inquadrati e montati quasi sempre in coppia, o in trio. Mai da soli, se si fa eccezione per il personaggio di Peppe (Giuseppe Battiston), che per altro è l’unico che partecipa alla s/cena da solo, non accompagnato. Consuelo Catucci assembla le inquadrature in modo serrato, seguendo il filo tesissimo dei dialoghi che rimbalzano da una parte all’altra del tavolo come una pallina da ping pong. Inquadratura sulla coppia formata da Rocco (Marco Giallini) e Eva (Kasia Smutniak), poi sulla coppia Lele (Valerio Mastandrea) e Carlotta (Anna Foglietta), quindi totale obliquo dall’alto, poi un trio, poi ancora la coppia Lele-Carlotta, quindi un altro trio, poi Peppe da solo, infine Peppe di profilo a incorniciare la coppia Cosimo (Edoardo Leo) e Bianca (Alba Rohrwacher). Il montaggio veicola sottotraccia un messaggio molto chiaro: quei personaggi non sono isolati. Sono amici, sono coppie. Sono una comunità. Questa idea di coesione è rafforzata, nella prima parte, da un uso reiterato di inquadrature dai bordi “incorniciati” dalla presenza marginale, appunto, di uno o l’altro dei protagonisti. Ad esempio: se è inquadrata la coppia Rocco-Eva, ai bordi dell’inquadratura si intravede anche Carlotta. O Cosimo. Oppure, la macchina da presa che inquadra Lele e Carlotta è collocata dietro la nuca di Peppe, che si intravede parzialmente nell’angolo inferiore dell’inquadratura medesima.

A poco a poco, però, questa coesione frana. A mano a mano che il giochino proposto da Eva (la tentatrice?) di lasciare ben visibili sul tavolo tutti i cellulari fa emergere retroscena impensati e mette a nudo (la strip tease scene…) i segreti inconfessabili dei vari personaggi, anche il montaggio si adegua e comincia a praticare il primo piano con molta più intensità di quanto non avvenisse nella prima parte. Consuelo Catucci monta immagini con un singolo personaggio inquadrato. Isola i personaggi l’uno dall’altro. Non sono più amici. Non sono più coppie. Sono individui isolati. E il montaggio lo capta, lo suggerisce e lo sottolinea. Nel drammatico prefinale il montaggio è sempre serratissimo, ma allinea solo immagini – appunto – di perfetti sconosciuti. La socialità si è spezzata. Lo strip tease degli smartphone ha messo a nudo un sistema di menzogne che impedisce si magnifici sette di continuare a considerarsi amici. Di continuare ad avere fiducia l’uno nell’altro. Colpa dei telefonini? Di quelle piccole scatole nere – come le definisce Rocco – a cui abbiamo regalato tutta la nostra esistenza? Forse. E però.