Tenderly. Il ricordo di Virna Lisi.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Ha un significato particolare il ricordo di Virna Lisi in una serata che Roma le dedica – a neanche un anno dalla sua scomparsa – premiando nel suo nome – proprio nel giorno del suo compleanno, l’8 novembre – l’attrice dell’anno.

Sì, perché a ritirare il premio, voluto dal figlio dell’attrice, organizzato con la complicità di un amico come il figlio Corrado Pesci e idealmente dal pubblico che ha molto amato la signora Lisi tra cinema e grande fiction televisiva, è per prima Margherita Buy, che con Virna ha condiviso non solo tanto cinema di Cristina Comencini (è stata lei da giovane in Va dove ti porta il cuore, poi ha interpretato il ruolo di sua figlia, sempre con Cristina Comencini) ma anche il singolare primato nella quantità di Nastri d’Argento, i premi dei giornalisti, conquistati oltre i 4 David e i riconoscimenti internazionali che hanno sottolineato l’importanza, anche professionale, delle emozioni che ci ha regalato nel suoi sessant’anni di carriera.

“Nel nostro immaginario, Virna Lisi rappresenta uno straordinario universo di simboli solo apparentemente in collisione fra loro” spiega Piera Detassis, presidente della Fondazione Cinema per Roma che ha voluto quest’omaggio siglando la serata a lei dedicata anche con il restauro di Tenderly, diretto da Franco Brusati, grazie alla collaborazione di Lucky Red e CSC, di Luce Cinecittà e di Corrado Pesci.

Lisi è diva e antidiva allo stesso tempo, icona di bellezza ma anche madre e moglie appassionata alla vita familiare. È un esempio, attuale, di fascino ed eleganza, ma anche di forza, duttilità e umiltà” dice ancora Detassis. “Sta in questo la sua grandezza, sia come interprete che come donna”.

Scelta come immagine della decima edizione della Festa del Cinema che si è appena conclusa, Lisi resta, insomma, un’icona di bellezza ma anche di naturale semplicità. Una dote, come ha scritto per esempio Sergio Toffetti, ricordandola nel libro che le fu dedicato in occasione dell’omaggio dal Festival di Lecce «davvero non comune nel cinema italiano, capace di affrontare con identica immedesimazione commedie e melodrammi, passando dal confronto con Jack Lemmon in Come uccidere vostra moglie, dove Richard Quine la sceglie come “nuova Marilyn Monroe”, tra il comico e il brillante, al tenero ritratto di Milena, la giovane cassiera innamorata che Pietro Germi le disegna addosso in Signore e Signori; alla Wilma Malinverni della Cicala di Alberto Lattuada, che va apparentemente contro la sua bellezza, invecchiandola, per farle meglio esprimere una disperata vitalità».

Vitalità e freschezza che, come il suo celebre sorriso, l’inconfondibile neo malizioso, il suo stile felice di esibire anche l’età (e le sue pochissime rughe, l’accompagneranno per sempre con il suo tratto di elegante, splendida normalità, nel nostro immaginario. Anche Jolanda, protagonista di Tenderly, (nel film in coppia con Franco, George Segal, candidato all’Oscar® e premiato con due Golden Globe)
è una donna speciale: forte, indipendente e trasgressiva, molto lontana da ogni convenzione borghese. Anche per questo Brusati, che andrebbe ‘riscoperto’ di più consegnò a quel 1968 un ritratto femminile e di coppia decisamente premonitore…

(Photo Getty: 460626692)