Vive la France, protagonista d’autunno. Lindon e gli altri, da Parigi in Italia

Francia grande protagonista nel week end cinematografico che segue la Festa del Cinema di Roma: arriva sugli schermi Vincent Lindon con La legge del mercato, presentato al Sacher di Roma insieme a Nanni Moretti, che ancora lo fa commuovere mentre rivive dal set i giorni del disoccupato che ha conquistato la giuria dell’ultimo Festival di Cannes (palma d’oro come miglior attore) con la sua storia comune a migliaia di nuovi poveri in tutto il mondo.

Contemporaneamente Michel Hazanavicius e Bérénice Bejo sono a Firenze star di France Odeon, il festival che festeggia proprio quest’anno i ‘Trent’anni di cinema francese a Firenze‘, come dice anche il titolo della mostra di foto, affiches e pubblicazioni, allestita alla nuova Mediateca dell’Istituto francese di piazza Ognissanti.

Come se la pioggia di film francesi in arrivo non bastasse, tra cinema di tutt’Italia e in anteprima nelle sale fiorentine, proprio in concorrenza con Lindon esce anche Patrice Leconte (Ridicule, Il marito della parrucchiera, L’uomo del treno, Una promessa) con una commedia dai tempi perfetti che in Francia ha conquistato il botteghino ed è già un caso.

Hazanavicius, premio Oscar® per The Artist nel 2012 e l’attrice protagonista dello stesso film, Bérénice Bejo (riceverà il Premio L’Essenza del talento) non sono solo testimonial del Festival di quest’anno, ma di fatto tagliano il nastro di un’edizione di France Odeon che come sempre annuncia il meglio del cinema francese, ‘rubando’ ai francesi anche l’ispirazione per qualche proposta politica sulla nuova legge attesa del cinema.

Si comincia, tra i film, con Comme un avion di Bruno Podalydès in cui Michel (lo stesso Podalydès) sfida la moglie Rachelle (Sandrine Kiberlain) con il sogno segreto di costruirsi una canoa e proprio dalla sua compagna di vita finisce per essere incoraggiato a prendere il largo con il kayak avventurandosi su un piccolo affluente della Senna alle porte di Parigi…

Tono completamente diverso dal film che esce in sala con Lindon: il suo Thierry, sposato, padre di un ragazzo con un handicap, a 50 anni, dopo una vita spesa per il lavoro, viene licenziato e finisce in disoccupazione, nel girone dei disperati alla ricerca di un nuovo impiego. Dopo 20 mesi in salita senza trovare nulla, finalmente trova un posto come sorvegliante di un grande supermercato: ogni passo falso, anche non gravissimo, può essere punito con conseguenze difficili da gestire, anche moralmente…

Sono due facce del cinema francese che in quest’edizione propone anche l’ultimo di Philippe Garrel, L’ombre des femmes con Clotilde Courau e insieme l’opera prima del figlio Louis intitolata Les deux amis con l’attrice iraniana Golshifteh Farahani.

Anche i Garrel, Philippe e Louis arrivano a Firenze, con la sceneggiatrice Caroline Deruas. E in calendario c’è Mon Roi è il nuovo film Maïwenn, visto e premiato a Cannes, interpretato da Emmanuelle Bercot, il film ora distribuito in Italia da Videa.

La Francia si guarda come sempre allo specchio, ma soprattutto mette faccia a faccia la realtà anche privata di protagonisti e coppie che non hanno paura di rivelare anche le loro fragilità più intime.

Tra le anteprime mondiali lo confermeranno in questi giorni da Firenze anche La vie très privée de Monsieur Sim diretto da Michel Leclerc e Maryland, secondo film della talentuosa Alice Winocour, già applaudita nel 2012 con Augustine e, ancora, Trois souvenirs de ma jeunesse di Arnaud Desplechin.

Un panorama che racchiude storie, ma anche generi.

Che passa dall’attualità alla commedia con leggerezza.

E conquista il pubblico con un sorriso, ma anche facendo riflettere.

Ha detto in questi giorni Leconte: “Sono uno che si interessa alla società e questo mi rende pessimista. Ma è importante uscirne sorridendo, restare positivi”.

Riuscirà ad esserlo anche nel suo prossimo film? Girerà infatti in primavera un film ispirato alla vera storia di una donna che organizzava lotterie di beneficenza: incastrata dal fisco francese è stata condannata a pagare 300mila euro di multa.

E si è lasciata morire il giorno di Natale.

Vive la France, oggi lo dice il cinema.