Il cinema di qualità scalda i motori. Ecco cosa vedremo nei prossimi mesi.

ARTICOLO DI Laura Delli Colli

Tre titoli per tutti, Suburra di Stefano Sollima, Alaska di Claudio Cupellini, Dobbiamo parlare di Sergio Rubini: è da qui, mentre il successo nelle sale di Io e lei di Maria Sole Tognazzi è il miglior segnale di quest’autunno appena iniziato, che il cinema italiano d’autore cerca di rilanciare una stagione tra le più difficili per le sale.

Quota di mercato nazionale al di sotto del 20% di fronte al successo consolidato dei blockbuster hollywoodiani (non accadeva da molto tempo…) e poco cinema europeo nei cinema non sono certo un buon incoraggiamento, ma solo dopo la Festa del Cinema di Roma, ormai alle porte, si potrà capire che stagione sarà.

Certo, in questa partenza d’autunno non ci sono ancora stati tra i film d’autore risultati importanti come quelli, registrati proprio nelle sale più attente lo scorso anno: film italiani come Hungry Hearts, Per amor vostro e Lousiana, ma anche vincitori di premi importanti come Sacro Gra (che era stat oil Leone d’Oro a Venezia nel 2014) o Il regno d’inverno (Palma d’oro sempre nel 2014), avevano registrato più dell’80% del proprio incasso nelle sale d’essai. Ma bisogna ripartire, e subito, ricominciando proprio dalla qualità.

Come esercenti e distributori riusciranno a riportare gli spettatori in sala? Per le sale di qualità, fuori dal circuito dei multiplex, la sfida è aperta: chiedono film per 12 mesi all’anno ma, intanto, almeno per i primi otto mesi  la ’benzina’ da mettere nel motore non manca: a Mantova, proprio in questi giorni (per 600 operatori e con 21 anteprime, molte delle quali aperte al pubblico, proprio per fare i primi test sulle novità) c’è stato un vero e proprio consulto delle sale d’essai, quelle che scelgono anche tra le commedie non solo il popolare, ma i film d’autore anche quando si tratta di commedia, italiana o europea.

Ecco, in questo senso, le prime anticipazioni sul cinema che verrà: 01 che è ormai il colosso della distribuzione nazionale, aspettando La corrispondenza, nuovo film di Giuseppe Tornatore, con Jeremy Irons e Olga Kurylenko, ha in listino a breve la nuova commedia di Massimiliano Bruno con Paola Cortellesi e Alessandro Gassmann (Gli ultimi saranno i primi), ma anche il film di Cristina Comencini (sempre con la Cortellesi) sul set in questi giorni, Che resti tra noi, interpretato anche da Micaela Ramazzotti (che sarà protagonista poi del nuovo Virzì, La pazza gioia).

Da mettere in agenda anche il ritorno di Roberto Andò (Le confessioni, di nuovo con Toni Servillo) e Rosso Istanbul dal suo primo romanzo autobiografico, che Ferzan Ozpetek girerà questa volta in Turchia e In guerra per amore di Pif.

Qualità internazionale con i nuovi film di Martin Scorsese, Quentin Tarantino e prestissimo, con una commedia straordinariamente interpretata, Peter Bogdanovich.

Interessante il listino Lucky Red, che proprio a Roma, alla Festa, avrà nei prossimi giorni alcune interessanti anticipazioni e proporrà, dopo Io e lei , felicemente in sala, Carol con Cate Blanchett e Rooney Mara (premiata a Cannes), il film di Luca Guadagnino con Dakota Johnson, Tilda Swinton, Ralph Fiennes A bigger splash, ma anche Truth che apre tra pochi giorni la Festa di Roma, con Robert Redford e Cate Blanchett , il prossimo film con Richard Gere (Franny) e soprattutto l’animazione de Il Piccolo Principe doppiato da una squadra di voci italiane riconoscibilissime e anche molto popolari: Servillo, Cortellesi, Gassmann e Battiston, Pif e Siani.

Dal listino Videa (e dall’ultimo Festival di Cannes) arriverà Mon Roi con Vincent Cassel e Emmanuelle Bercot, dalle passioni per i biopic, Malala che esce il 5 novembre ma anche la storia di Steve Mc Queen in Una vita spericolata.

Se Cannes è Dheepan, il film della Palma d’Oro di Audiard, in uscita (ma anche La legge del mercato che ha conquistato la Palma per il miglior attore a Vincent Lindon) Berlino, con Teodora è 45 years con Charlotte Rampling e Tom Courtenay, coppia di lungo corso in un’emozionante racconto privato (premiati come migliori attori alla Berlinale).

Grandi emozioni, insomma. E grandissimi attori: se avete preso nota, non dimenticate Al Pacino con Wilde Salomè, lanciato come il più scandaloso Wilde mai realizzato dal cinema. Ancora: Michael Fassbender con il Macbeth visto a Berlino (con Marion Cotillard). E magari la signora del cinema francese, Catherine Deneuve ovviamente, con Ubu in sala in A testa alta, il film che ha inaugurato l’ultimo Festival di Cannes, esordio sorprendente in Francia, per un giovane regista alle prese con la storia di un riscatto sociale ma anche di un rapporto decisamente speciale tra madre e figlio…

Buon cinema (in sala). Di Festival in Festa, la nuova stagione comincia davvero.