Arriva il Riff: piccoli indipendenti crescono

Mentre si apre Cannes, a Roma una settimana di cinema ‘altro’ 

Anche Roma inaugura il suo Sundance. Con l’opera prima di Tommaso Agnese Mi chiamo Maya e il film greco A Blast di Syllas Tzoumerkas, sulle conseguenze della crisi economica, torna con la 14esima edizione del Rome Independent Film Festival (Riff) un’esperienza importante per il cinema autenticamente ‘altro’ fin dalla produzione. Molto diverso il clima rispetto all’appuntamento con il Festival voluto da Robert Redford, ma si potrebbe davvero dire che anche in Italia piccoli indipendenti crescono…

La co-produzione italo-greca A Blast concorre tra le otto opere in gara nella sezione lungometraggi internazionali, insieme a Rocco Tiene Tu Nombre di Angelo Orlando (coproduzione italo-spagnola); Cruel noir francese di Eric Cherrière, Fair Play di Andrea Sedlackova, selezionato per la nomination agli Oscar come miglior film straniero per la Repubblica Ceca, il “quasi-horror” americano The Midnight Swim di Sarah Adina Smith e Todos Estan Muertos di Beatriz Sanchis.

Tra i lungometraggi italiani The Elevator di Massimo Coglitore nasce proprio da un documentario con il quale aveva partecipato al RIFF nel 2010: il film girato in inglese, con attori americani, ambientato a New York è in realtà però tutto italiano. Attesa anche la commedia Crush Lives, anteprima europea (già presentata a tre festival in Nordamerica e uno in Uruguay) che si prepara a uscire in Italia il prossimo 25 giugno e affronta in maniera non politically correct il tema del sesso dopo la nascita dei figli. Ancora un titolo: Figli di Maam, in uscita a settembre in Italia, girato nel Museo di Arte Contemporanea (MAAM) sorto all’interno di un’ex-fabbrica occupata (tra gli attori, Luca Lionello, Franco Nero e Alessandro Haber). Interessante anche la produzione indipendente nei documentari italiani con Burlesque, Storia di Donne di Lorenza Fruci, Il Segreto di Otello di Francesco Ranieri Martinotti e Quando Non Suona La Campana di Lorenzo Giroffi su come due città come Palermo e Napoli vivono la piaga dell’abbandono scolastico che rende difficile anche il lavoro degli operatori sociali, chiamati quotidianamente ad intervenire.

Perfetto per aprire il Festival Mi chiamo Maya, di Tommaso Agnese, storia di formazione ma anche delicata commedia della vita, che racconta -come in un docufilm- la storia di due sorelle in fuga da una casa famiglia (dal clima impossibile) per la loro educazione agli affetti, per non essere divise dopo la morte improvvisa di una mamma speciale. Il loro breve viaggio in una Roma sconosciuta, fatta anche di punk, artisti di strada, cubiste ha il senso di un’esperienza inedita e per Niki, che si presenta come Maya per nascondere la sua identità , sarà poi anche la scoperta di una nuova vita. Nel cast Matilda Lutz protagonista con la partecipazione di Valeria Solarino e Carlotta Natoli.

Anche il film greco A Blast di Syllas Tzoumerkas – coprodotto dalla Movimento Film di Mario Mazzarotto – è centrato sul personaggio di una donna, Maria, in fuga da una vita scontata e monotona in una Grecia schiacciata dal peso della crisi sociale ed economica. Presentato in anteprima a Locarno, il film racconta la situazione del Paese insieme alle vicende personali dei protagonisti.

Il RIFF, assegnerà al termine i RIFF Awards per un valore di oltre 50.000 Euro.