Torna Moretti e ‘Mia madre’ colpisce al cuore

C’è un senso di forte umanità ma anche di pacata elaborazione di un lutto in arrivo, ma si ride anche, nel nuovo film di Nanni Moretti, Mia madre, già in viaggio verso Cannes e finalmente in sala, attesissimo ritorno alla regia del regista ‘di culto’ che, ancora una volta, racconta e si racconta mettendo a nudo più di sempre, forse, se stesso.

Prodotto con Domenico Procacci, insieme a Le Pacte – ARTE France Cinéma e a Rai Cinema (che lo distribuisce con 01 in più di 400 copie) e con il sostegno di Ifitalia Gruppo BNP Paribas è un film che nasce da uno spunto autobiografico, la morte della madre Agata, insegnante di latino molto amata anche dai suoi ex allievi, proprio mentre il regista era sul set di Habemus papam. Il film diventa però anche altro. Per esempio, una riflessione sui passaggi della vita, sulla maturità e sul dolore, sì, ma anche sul cinema, attraverso Margherita Buy, la protagonista del film, una regista alla quale Moretti affida il suo alter ego.

Nel ruolo della madre c’è una splendida Giulia Lazzarini, mentre John Turturro interpreta un attore straniero imprevedibile, dagli imbarazzanti (e comici) vuoti di memoria. La Buy sta girando un film su una fabbrica in crisi ma riesce con fatica a gestire il set e a concentrarsi sul lavoro, perché ha la madre ricoverata in ospedale, che peggiora di giorno in giorno e non tornerà a casa.

Una protagonista che trasmette smarrimento ma anche molta emozione nel percorso interiore che vive aspettando la morte di sua madre, Moretti – che ha scritto il film con Francesco Piccolo e Valia Santella – le ha affidato, fin dall’inizio, il senso di inadeguatezza e di disagio che prova. “Qualcosa  che conosco bene, non solo in pubblico” ha detto presentando Mia madre.

Ma i protagonisti della storia sono anche il film che Margherita, una regista molto attenta al sociale, sta girando, l’improbabile attore hollywoodiano di Turturro, che non sa stare sul set e ha il compito di alternare all’emotività il registro leggero, anche straordinariamente comico, del film, e ancora il passaggio delicato tra la vita e la morte che appartiene inevitabilmente a tutti e per questo diventa emozione condivisa, collettiva riflessione su quel percorso difficile che tocca a chiunque attraversi il dolore e si trovi di fronte ad una realtà difficile da accettare.

L’immedesimazione c’è, si fa sentire e scatta subito anche nello spettatore perché la vicenda che ha ispirato il film è reale: “Ho raccontato un passaggio della mia vita – ha detto Moretti – e ho voluto parlarne, ma non ho indugiato sul dolore, volevo che il pubblico non capisse bene se stava vedendo qualcosa di reale oppure un sogno o un ricordo. Un po’ come tutto ciò che nella protagonista convive nello stesso momento, con la stessa urgenza”.

Il cinema è uno degli altri protagonisti del film, in cui Moretti si ritaglia il ruolo del fratello di Margherita, in crisi con il proprio modello di vita e dunque anche con il lavoro e forse per questo ancora più presente di lei accanto alla madre che si spegne. Ma a proposito di lavoro e di ruoli, le riflessioni sui comportamenti di un regista e dei suoi attori sul set sono dichiarate: “Margherita non si arrabbia e basta quando recita, sul suo set. E così in lei come negli altri attori – dice Moretti – non c’è una dimensione piatta, c’è qualcos’altro”.

A chi teorizza che quest’opera rappresenti la summa dei suoi lavori, il regista ha già risposto: “Non so se lo sia, ma di sicuro in Mia madre ho messo quello che faccio ora. Cosa sarà del futuro? Non ne ho idea, so solo che il punto di arrivo per me è la semplicità, che non va confusa con la spontaneità o la banalità. Anni fa mi divertivo a portarmi dietro espressioni costanti del mio personaggio e cose ricorrenti come le cene in famiglia, lo sport, la scuola, ma ora non ho più questa fissazione…”

“Rompi almeno qualche schema”, dice nel film il fratello Giovanni a Margherita. Questo dodicesimo titolo di Moretti, che trasferisce su Margherita Buy i tormenti del ‘vecchio’ Michele Apicella, sicuramente ne ha rotto qualcuno.