Le controfigure, non dive.

Essere divi, ma solo all’apparenza. Il cinema ha da sempre utilizzato le controfigure, i personaggi, spesso dal nome sconosciuto, che prendevano le parti dei protagonisti principali per le scene più pericolose, quelle più acrobatiche ma anche quelle più sensuali.

Essere un non-divo, ma doverlo interpretare. Come Donna Scogging. Quasi tutto il mondo ha pianto e si è commosso per Pretty Woman, la pellicola dagli incassi milionari interpretata da Julia Roberts e Richard Gere. Le vicende di Vivian, giovane prostituta di Hollywood, cambiano in un istante quando incontra per la sua strada Edward, un affarista senza scrupoli. E Donna Scogging cosa c’entra in tutto questo? Semplice, le lunghissime gambe della locandina del film appartengono a lei e non all’attrice Premio Oscar.

Fece lo stesso Sharon Stone, ma non per un manifesto da appendere ai muri della città, bensì per le scene di sesso del sequel di Basic Istinct 2. Se nella prima pellicola la bionda attrice fece perdere la testa all’intero distretto di polizia per il suo famoso accavallamento di gambe, nel secondo lavoro pretese che le scene di nudo le girasse un’attrice molto più giovane di lei.

Quando si parla di controfigure si pensa sempre a uomini che si lanciano in un albergo invaso dalle fiamme per liberare i prigionieri. In realtà una controfigura, oltre a mascherare il passare degli anni e delle rughe del corpo, dona ai personaggi principali dei talenti che mai potrebbero avere.

È il caso di Natalie Portman e del Cigno nero. Lei, come il compagno-coreografo, hanno sempre dichiarato di aver girato per la quasi totalità delle complesse scene di ballo del film. Una falsità. Perché a danzare sulle note non era la Portman bensì Sarah Lane, ballerina del New York City Ballet. Le bugie hanno le gambe corte. Pensare che la Portman avesse imparato a volteggiare in pochi mesi era un’assurdità quando per quei passi ci vogliono anni d’allenamento.

Allenamento che non mancò certo a Sylvester Stallone. Per girare tutti i capitoli di Rocky l’attore americano non ha mai usato delle controfigure, allenandosi duramente e imparando a boxare come un professionista.

C’è poi chi scopre un talento innato senza passare per un non-divo, come Salma Hayek. L’attrice messicana, per girare Frida e interpretare la sua famosa connazionale, si mise realmente a dipingere con pennello, colori e cavalletto. Il risultato non fu certo paragonabile a quello di Frida ma nemmeno così disastroso, per la felicità della Hayek.

La controfigura per eccellenza rimane comunque lo stunt. Persino Jackie Chan ne ebbe una (Joe Eigo) per interpretare le scene più complesso degli action-movie orientali. Lo stunt non è solo al maschile. Debbie Evans è la più famosa non-diva con le sue frequenti “sostituzioni”, come quelle in Matrix nei panni di Carrie-Ann Moss, l’amata donna di Neo; a contenderle l’Oscar (il premio specializzato Taurus) c’è spesso stata Zoe Bell, la Uma Thurman nei combattimenti di Kill Bill.