Cannes 67: dall’Italia Le meraviglie di Alice Rohrwacher

Montecarlo è giusto qualche chilometro prima arrivando dall’Italia. Superato il confine di Ventimiglia e la città di Mentone, il Principato più lussuoso del mondo si incastra in una roccia e diventa glamour. Per arrivare a Cannes, la città del cinema e della sua 67° edizione del Festival, bisogna percorrere pochi minuti di macchina in più. La distanza, quasi irrisoria nelle cartine stradali, viene annullata nella nuova edizione della kermesse. Il film più atteso tocca uno dei nervi scoperti e più sensibili dei cittadini monegaschi: la figura della compianta Grace Kelly.

Portata sul grande schermo da Oliver Dahan e Nicole Kidman nelle vesti della principessa arrivata dal cinema, ha subito fatto alterare la famiglia reale: nonostante il cast di altissimo livello (Tim Roth – principe Ranieri, Paz Vega – Maria Callas) gli eredi Grimaldi hanno criticato il progetto perché, a loro dire, non rispetta la realtà e sfrutta la figura di Grace solo per scopi commerciali e pubblicitari. Non proprio un bel biglietto da visita.

Lo scontro non è avvenuto solo con le teste coronate ma anche con il produttore (Harvey Weinstein). Quest’ultimo pretendeva dal regista de La Vie en rose con Marion Cotillard-Édith Piaf dei tagli al film che l’autore ha subito rimandato al mittente.

La dose di polemiche certo non manca. Un gran peccato perché Grace e il suo futuro marito, Ranieri III di Monaco, si conobbero proprio lungo la Croisette nel 1955.

Sarà dal chiaro tocco femminile la presenza italiana al Festival. Alice Rohrwacher con Le meraviglie (in concorso, unica donna insieme a Naomi Kawase con Still the Water) e Asia Argento con Incompresa (Un certain regard). Due donne giovani, determinate e di sicuro spessore.

Grande curiosità anche per il debutto alla regia di Ryan Gosling con How To Catch A Monster (in gara in Un Certain Regard) con Christina Hendricks (che era con Gosling in Drive) nei panni di una madre single. Molto atteso anche Robert Pattinson che farà un bis, protagonista al fianco di Julianne Moore di Maps To The Stars di David Cronenberg e in The Rover di David Michôd, una storia di band criminali ambientata nell’Australia del futuro. Al festival anche Kristen Stewart, insieme a Juliette Binoche e Chloe Grace Moretz nel cast di Clouds of Sils Maria di Olivier Assayas. Due generazioni di attrici a confronto, in mezzo l’assistente di quella più famosa. Sullo sfondo, le montagne lombarde dell’Engadina.

Torna a Cannes come regista, per la seconda volta, Tommy Lee Jones con The Homesman, epopea dal chiaro sapore western con Meryl Streep. Chi è più di casa con le colazioni a base di croissant è Ken Loach, in concorso con Jimmy’s Hall, la vita di un attivista irlandese di ritorno in patria negli anni Trenta dopo un esilio negli States.

Si scrive Cannes ma si potrebbe leggere Cinecittà. La maestria del cinema italiano non è stata scelta solo dalla locandina di quest’edizione, con una splendida immagine di Marcello Mastroianni, ma anche la presentazione della Mostra sui 90 anni degli storici studios romani e la versione restaurata di Matrimonio all’italiana, con la presenza annunciata in sala di Sophia Loren. Sarà ricordato anche Sergio Leone a venticinque anni dalla sua scomparsa e a cinquanta dal suo primo ciak di Per un pugno di dollari. Leggende italiane che cercano i nuovi eredi.