Film horror maledetti

Un conto è vedere passare un gatto nero per la strada e non voler attraversare per primo; un conto è non voler mai occupare il posto di un aereo al numero 17 oppure sedersi a tavola con i parenti in 13. Un conto è la scaramanzia, un altro è la maledizione.

Il mondo del cinema è ricco di aneddoti “inquietanti”, sia durante che dopo le riprese di una pellicola. Andiamo in ordine sparso con i racconti…tanto per non incappare in qualche disavventura.

Iniziamo da Batman il Cavaliere Oscuro. Il noto remake uscito nel 2008 ha visto la morte di due persone impegnate nelle riprese: Conway Wickliffe, tecnico degli effetti speciali, e Heath Ledger, attore che ha dato vita al malvagio Joker.

Ledger fu il più coinvolto emotivamente dal ruolo. Più passavano i giorni e più il suo carattere, i suoi modi di fare e il suo umore somigliavano al personaggio che stava impersonando sul set. Un ruolo tragico, così come la sua morte, troppo prematura a soli 28 anni.

L’esorcista (1973): il film è tra i capostipiti del genere horror e racconta di una bambina posseduta dal demonio.

L’intero set dovette fare i conti con una serie impressionante di incidenti e sventure, incluse alcune morti improvvise (tra cui quella di un attore che, nel film, doveva essere ucciso). Le disgrazie furono talmente tante da indurre i responsabili del cast a richiedere l’aiuto di un prete (vero) per eliminare la maledizione.

Il set della casa dei McNeil, utilizzato per gli interni, fu distrutto da un incendio scatenato da un cortocircuito e causò il rinvio delle riprese per sei settimane.

Non andò meglio quando il lavoro uscì nelle sale; molti spettatori dichiararono di non essere più riusciti a dormire nè a vivere serenamente dopo aver visto il film (non facciamo fatica a comprendere il pensiero, alla “prima visione” si rimane scioccati). L’attrice che interpreta la madre dell’indemoniata, Ellen Burstyn a pochi giorni dal primo ciak ebbe un infortunio che le paralizzò il collo per oltre una settimana. Jack MacGowran, ovvero il prete ucciso dalla posseduta, morì due mesi dopo aver recitato l’ultima scena. Il figlio di Jason Miller (Padre Karras) si schiantò con la moto e rimase in fin di vita due settimane. Morirono anche il ragazzo che refrigerava la stanza dopo gli esorcismi e il bimbo appena nato di un macchinista.

Il Corvo (1994). Il film è passato alla storia ed è stato bollato come maledetto per la morte dell’interprete principale, avvenuta in maniera macabra e inspiegabile proprio durante le riprese del film: Brandon Lee, figlio del memorabile Bruce, fu ucciso da un colpo di pistola, che avrebbe dovuto essere caricata a salve, il 31 marzo 1993, a 3 giorni dalla fine delle riprese. La pistola era stata caricata a salve e il proiettile doveva quindi risultare innocuo, ma siccome nessuno aveva pensato di pulire la canna (che infatti risultò ostruita), la detonazione causò una pressione paragonabile a quella di una cartuccia vera.

E Brandon morì.

Chiudiamo con la maledizione per eccellenza, uno degli omicidi più selvaggi ai danni di un’attrice, Rosemary’s Baby (1968). Sharon Tate, compagna del regista Roman Polasky, qualche mese dopo l’uscita della pellicola che parlava di una donna che partoriva l’Anticristo, venne brutalmente massacrata insieme a tre amici dai seguaci di Charles Manson. La donna era all’ottavo mese di gravidanza. Il film fu girato nel Dakota Building di New York, dove nel 1981 avverrà l’omicidio di un’altra star internazionale: John Lennon.