Tempo di violenza e di forfait a Cannes.

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Quanto meno ha evitato l’ennesimo red carpet bagnato. Eppure era lui la star più attesa di questa seconda settimana di kermesse,  l’attore canadese Ryan Gosling, di nuovo antieroe per il regista danese Nicolas Winding Refn in Only God forgives (applaudito e fischiato al tempo stesso). Girato in Thailandia, il film racconta con toni crudi e cupi la storia di Julian (Gosling, appunto, dal fisico scolpito) e delle sue attività’ che ruotano attorno a club di combattimenti e narcotraffico, e vedono coinvolta anche la madre Kristin Scott Thomas, più spietata che mai.

«Sono un feticista della violenza e delle emozioni forti – ha dichiarato Winding Refn – L’arte stessa è violenza, secondo me: e’ pura penetrazione. Detta francamente, non sto troppo a riflettere sui  film che realizzo, piuttosto seguo l’istinto, e questo sin dai tempi di Valhalla Rising. In un certo senso e’ lo stesso istinto di sopravvivenza con cui nasciamo che ci spinge ad essere violenti, poi con l’andare del tempo sviluppiamo più esigenze, anche spirituali».

Un film, dunque, sulla violenza della vendetta con dialoghi decisamente scarsi, che diventano inesistenti in una pellicola di tutt’altro tipo (presentata sempre oggi, ma fuori concorso): All Is Lost, diretto dallo stesso J.C. Chandor di Margin Call. Robert Redford fa da mattatore assoluto: lo ritroviamo nel bel mezzo dell’oceano,  da solo su una barca, contro una natura particolarmente selvaggia e scatenata.

Com’è stato reggersi sulle spalle un intero film per la durata di circa due ore? «Girare da solo e praticamente senza parlare era una grande sfida per me, ma quando ho accettato di interpretare questo film ho deciso subito che avrei fatto qualsiasi cosa, superato ogni tipo di ostacolo fisico: ho voluto girare tutte io le scene di azione».

Con queste parole l’inarrestabile Redford si è presentato alla stampa internazionale, letteralmente ammaliata dalla sua presenza scenica e dal carisma che negli anni non ha mai perso: “Sapete perché ci tenevo cosi’ tanto a interpretare di persona anche le scene più’ rischiose? Perché ho pensato súbito al bene del film. E anche a quello del mio ego». Viva la sincerità e i miti intramontabili che sanno ancora cosa sai l’ironia.

 

Di Claudia Catalli per Oggi al Cinema
Foto: Film cast – Photocall – Only God Forgives © AFP

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