Week end al cinema: torna l’Orient Express. E gli italiani? Smetto… 3 tra Comencini e Torre

di Laura Delli Colli

Week end di debutti particolarmente attesi questa settimana: se tra i titoli internazionali troviamo il remake (con supercast) di Assassinio sull’Orient Express sono almeno tre – decisamente molto diversi tra loro – i nuovi titoli italiani in sala in cerca di spettatori: dal Festival di Torino dove hanno appena debuttato in anteprima il Riccardo III in musical (Riccardo va all’Inferno, con un inedito, fisicamente irriconoscibile, Massimo Ranieri) di Roberta Torre e Amori che non sanno stare al mondo di Francesca Comencini. Ma soprattutto la commedia ‘cult’ Smetto quando voglio – Ad Honorem, terzo capitolo della saga diretta da Sidney Sibilia che si conclude, a quattro anni dal film che ha dato il via alla serie.

Ma cominciamo da un’altra ‘banda’ e da un classico del giallo come Assassinio sull’Orient Express, regia questa volta di Branagh (che ne è anche protagonista) del romanzo di Agatha Christie, come ha scritto qualcuno un treno da cui i lettori (e, aggiungiamo noi, anche gli spettatori…) alla fine continuano a non scendere, visto che Agatha Christie è la scrittrice più venduta al mondo con ben 66 romanzi, i racconti e lo spettacolo teatrale più rappresentato negli ultimi decenni (ovviamente Trappola per topi).

Come nella versione 1974 di Sidney Lumet, il nuovo Assassinio sull’Orient Express ospita a bordo del treno partito da Istanbul e diretto a Calais un grande cast: stavolta Johnny Depp è il commerciante d’arte, Judi Dench la principessa russa, Michelle Pfeiffer la vedova americana (era Lauren Bacall), Penélope Cruz la missionaria spagnola (era Ingrid Bergman). Ancora: nel supercast non mancano Willem Dafoe e Daisy Ridley (era la Jedi di Star Wars). Branagh si è preso per sé il ruolo del mitico gendarme belga in pensione Hercule Poirot, caratterizzandolo con gli stessi mitici baffi già diventati un’icona grazie a Peter Ustinov, poi Albert Finney. Il plot è noto e Poirot riapre le indagini a più di ottant’anni dalla pubblicazione del romanzo.

Tra i titoli internazionali d’autore in uscita segnaliamo anche il film che rappresenta l’Austria tra i film stranieri in viaggio per gli Oscar®: Happy End, di Michael Haneke, con due mostri sacri del cinema francese, come Isabelle Huppert e un grande Jean-Louis Trintignant. Ambientato a Calais racconta la famiglia Laurent, ricca e intrisa di infelicità, e soprattutto anaffettiva.

E veniamo ai tre italiani in pista, cominciando dal ritorno, attesissimo, della banda di Smetto quando voglio, terzo capitolo Ad Honorem che racconta la saga “dei migliori cervelli in circolazione”, capitanati da Pietro Zinni (ancora una volta Edoardo Leo). A quattro anni dal primo film della serie, esordio dietro la macchina da presa del regista Sydney Sibilia, il film che oggi congeda i protagonisti alla sfida finale è di nuovo prodotto da Matteo Rovere. Cuore della storia, l’evasione dal carcere di ferro di Rebibbia degli ex ricercatori disoccupati, per impedire una strage all’università romana La Sapienza, salvando tante persone da un attacco di massa con il gas nervino. Anche il piano criminale è stato pensato da un ex ricercatore, che vuole attuare una vendetta, Walter Mercurio che è Luigi Locascio, new entry nel cast corale del film che rivede insieme, ancora una volta, con Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Pietro Sermonti, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Marco Bonini, Giampaolo Morelli, Rosario Lisma, Valeria Solarino e con loro ovviamente Neri Marcorè (‘il Murena’) e l’agente di Polizia Greta Scarano.

Completamente diverse le atmosfere di Amori che non sanno stare al mondo di Francesca Comencini e Riccardo va all’Inferno di Roberta Torre. La Comencini, con due protagonisti come Lucia Mascino e Thomas Trabacchi mette in scena, decisamente più dal punto di vista femminile, il dolore di una separazione e l’elaborazione di un lutto sentimentale e affettivo in un’età matura. Lei non ha il ‘taglio’ di una vittima, ma anzi di una donna combattente nonostante tutto, lui l’ha amata a lungo e sinceramente, con grande passione. Poi tutto è finito e soprattutto per lei non è facile, ma come accade nel romanzo della Comencini da cui il film è tratto, c’è autoironia più che autocommiserazione, in un film che certamente dialoga più con le donne ma nel quale la regista ha voluto un taglio ”fortemente femminile ma non inquisitorio contro gli uomini” raccontando, in definitiva, “due coetanei che affrontano il secondo atto della loro vita”.

Il musical di Roberta Torre, Riccardo va all’Inferno, è una rilettura del Riccardo III con un Massimo Ranieri protagonista di una rivisitazione in chiave pop di Shakespeare. Il protagonista è un Riccardo gotico, reduce dall’ospedale psichiatrico dove è stato rinchiuso fin da bambino, in un mondo freak che abita il sottosuolo, tramando nell’ombra e assassinando chiunque si frapponga alla sua vendicativa scalata di potere.

Per i bambini l’animazione de Gli eroi del Natale, con la Natività dal punto di vista degli animali del presepe, per le famiglie la commedia con Mark Wahlberg Daddy’s Home 2, per le ragazze con sogno della danza L’Età Imperfetta di Ulisse Lendaro. E ancora: Sami Blood di Amanda Kernell visto alle Giornate degli Autori di Venezia, il fantathriller Seven Sisters con Noomi Rapace nei panni di ben sette sorelle gemelle. Tra i documentari, infine, musica con Pearl Jam: Let’s play two e Vasco: Modena Park mentre si annunciano in settimana ben due documentari su Marco Ferreri: il film presentato a Venezia, con la regia di Anselma Dell’Olio, La lucida follia di Marco Ferreri con importanti testimonianze anche internazionali di chi l’ha conosciuto da vicino e quello ancora inedito, del regista Pierfrancesco Campanella: I love…Marco Ferreri.

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