Week end al cinema: Scarlett Johansson cyborg family comedy e Amendola dark con Argentero

di Laura Delli Colli

Per gli appassionati di sci-fi e dei mitici ‘manga’ giapponesi arriva in sala un film ‘cult’ già molto annunciato da grandi incassi internazionali: è Ghost in the Shell con Scarlett Johansson – che porta sullo schermo l’eroina di un fumetto anni ’90, regia di Rupert Sanders, tratto dalla fantasia di Masamune Shirow. Un film che nasce insomma culto di quei milioni di appassionati che vedranno ora anche in Italia Scarlett incarnare il personaggio del maggiore Mira Killian Kusanagi, un un cyborg che guida la sezione di Sicurezza Pubblica numero 9 impegnata nella lotta al terrorismo cibernetico . 3D e sale Imax hanno aiutato in tutto il mondo il successo spettacolare di questo film anche se – piccola curiosità – per i fan del fumetto originale il cambiamento di etnia della protagonista, interpretata dalla Johansson non è stato del tutto apprezzato. Il film, oltre i fumetti, nasce anche dal successo di una serie televisiva animata uscita in Giappone nel 2004 e , se volessimo trovargli un ‘antenato’, dovremmo forse pensare al mondo di Blade Runner ma in versione più ‘dark’.

E’ decisamente ‘nero’ Il permesso – 48 ore fuori che racconta una storia drammatica, comunque di riscatto, nata da un soggetto di Giancarlo De Cataldo. Il film, prodotto da Claudio Bonivento, è interpretato da Amendola, per la seconda volta alla regia, insieme a Luca Argentero, in una versione inedita che ricorda il clima di Fight club, e dai giovani Giacomo Ferrara e Valentina Bellè, quattro personaggi molto lontani tra loro, finite per ragioni diverse dietro le sbarre, nel carcere di Civitavecchia. Quando ottengono un permesso di due giorni per uscire, ognuno utilizza la dose di libertà che ha a disposizione per chiudere qualche conto con il passato e non solo per cercare i propri affetti o ristabilire un contatto con la vita di un tempo. A muoverli, comunque, una forma d’amore: per un figlio, per una donna, o per un futuro diverso, anche solo da sognare, ma comunque un sentimento. Cinema di genere, in questo racconto, insomma, ma con un’anima che riporta ad alcuni film che Amendola stesso cita, parlando di questa regia, come Mery per sempre o Ultrà e Un’altra vita, guardando oltre, fino al cinema di Scorsese e Cimino. Per Argentero un ruolo dark, diverso dall’immagine che ne ha dato finora la commedia,soprattutto romantica. E anche questa è una bella novità negli stereotipi recenti del cinema italiano.

La family comedy s’intreccia con il cinema dedicato ai ragazzi anche attraverso la scuola, per il resto, in questo week end che vede scontrarsi sul tema soprattutto il cinema italiano con Classe Z di Guido Chiesa, in qualche modo La verità, vi spiego, sull’amore di Max Croci e, dopo Mamma o papà, un altro film sulle famiglie in bilico tra equilibrio degli affetti e separazioni come La mia famiglia a soqquadro di Max Nardari. Il cinema va a scuola comunque soprattutto con Classe Z che nasce dall’incontro con Scuola Zoo, il portale che denuncia attraverso i video anche i comportamenti degli insegnanti, un film “ad altezza ragazzi” come lo definisce il regista che racconta una specie di classe differenziale in cui un preside manager, Alessandro Preziosi, decide di punire i più ribelli premeditando la bocciatura finale. C’è chi posta scherzi pesanti su YouTube, ma anche chi, come un professore decisamente più amato del preside, cita invece L’attimo fuggente e dimostra di avere qualcosa di diverso dagli altri…

È diverso dai suoi compagni, tutti figli di separati in una sorta di upper class dove la scuola è all’ultimo posto rispetto ai capricci e alle mode Martino, il ragazzino protagonista de La mia famiglia a soqquadro di Max Nardari, che racconta cosa succede se paradossalmente avere una famiglia normale e unita diventa un elemento di diversità. Cameo divertente per Eleonora Giorgi, nonna attrice e molto snob alle prese con figlia e genero separati per caso.

E si parla di separazione e di amori difficili proprio di fronte alla nascita dei figli anche nel nuovo film di Max Croci, con Ambra Angiolini La verità, vi spiego, sull’amore. Cosa accade ad una donna che dopo 7 anni di relazione viene lasciata dal compagno e si ritrova da sola a rimettere insieme i cocci e ad occuparsi dei due figli piccoli? Ce lo racconta Dora con la difficile elaborazione del lutto di una separazione inattesa vissuta, però, con assoluta ironia. Come dice il regista “la parola amore è una delle più usate al mondo, ma troppo spesso detta in modo superficiale e con leggerezza…” .Non è solo auto ironico, a dispetto del titolo, per chiudere la serie famiglia – scuola – turbamenti adolescenziali in sala questa settimana 17 anni (e come uscirne vivi) di Kelly Fremon, storia di Nadine, piena di complessi che si sente più sola che mai finché l’inaspettata amicizia con un ragazzo la incoraggia a farcela…

Scenari completamente diversi negli altri titoli freschi di uscita: li citiamo in una panoramica finale segnata soprattutto da storie ‘dure’ e sono il thriller Dall’altra parte del croato Zrinko Ogresta, Il viaggio di Nick Hamm, road movie sulla malattia, lo spagnolo La vendetta di un uomo tranquillo,  il tedesco The most beautiful day – Il giorno più bello, e ancora, Virgin Mountain dall’Islanda e, infine, Per un figlio, co-prodotto con lo Sri Lanka. Buon cinema a tutti…

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