Week end al cinema: Il ritorno degli Avengers, Desplechin e Sorrentino, ma nel “ponte” non solo Loro

di Laura Delli Colli

Tempo di lettura: 4 minuti

Parliamo di cinema in parte già in sala, in un week end di ‘ponte’ per molti, che ha fatto anticipare al 24 qualche debutto atteso, vedi Loro di Paolo Sorrentino o il nuovo film degli Avengers: Infinity War.

E cominciamo proprio dai supereroi Marvel a segnalare che sono protagonisti stavolta di un genere che conta molti appassionati, unendo i toni epici delle loro avventure, però, anche ad un tocco più leggero di pura commedia.

Una contaminazione che, tra calzamaglie rosso fuoco e armature futuribili, dedica agli appassionati italiani del genere ormai dal primo film del 2012, due ore e mezza per battere la malvagità di Thanos, psicopatico convinto di dover decimare gli abitanti dell’universo (ed è Josh Brolin). Il tutto nel classico stile Marvel.

Per chi non lo avesse ancora visto (anche se la curiosità degli spettatori è stata immediata, al debutto, con un grande incasso solo per considerarne la prima giornata) Loro 1 di Paolo Sorrentino racconta Berlusconi e il mondo berlusconiano, protagonista Toni Servillo che dice in una scena: “Gianni Agnelli ha ereditato tutto quello che ha, io l’ho costruito” e, ancora, “Sono un uomo del fare”. Tutti già sanno che Servillo avrà ancora più spazio da protagonista nel ‘2’ in arrivo il 10 Maggio, già attesissimo, nel secondo film di quest’uscita in due ‘manche’.

Il racconto di Loro 1 si svolge comunque tra il 2006 e il 2010,) tra Rubygate, e Olgettine, intorno al ‘caso’ che divenne poi materia processuale a Bari.

In sintesi, per avere un’idea del film ormai molto ‘spoilerato’, bisogna tener presente che a Sorrentino per raccontare il Berlusconi politico interessa l’uomo, almeno in questa prima parte di Loro: “provando a ‘scavare’, come ha detto, “a tentoni, nella coscienza dell’uomo”. Nella ‘corte’ che lo circonda, coca, sesso e protagonisti anche riconoscibili che cercano di trarre vantaggi personali, com’è accaduto nella realtà, dall’incontro con il Presidente. Un mondo in cui svettano il Sergio Morra di Riccardo Scamarcio e la Tamara di Kasia Smutniak, con una Veronica Lario affidata alla bravura di Elena Sofia Ricci, che a Berlusconi, vicina alla separazione dice: “Non devi toccare la mia dignità, puoi incantare gli altri, non me”.

Tra gli altri titoli della settimana un ventaglio assolutamente variegato: I fantasmi d’Ismael di Arnaud Desplechin con Mathieu Amalric, è il mélo denso di colpi di scena, interpretato, a tratti, come una pièce teatrale, ma anche viaggio nella memoria e nel cinema francese che Cannes lo scorso anno ha scelto per siglare la serata inaugurale del festiva con un cast stellare nel quale – tra Marion Cotillard e Charlotte Gainsbourg – spicca con un tocco di freschezza al racconto, la nostra Alba Rohrwacher.

Mentre sullo schermo prende corpo la sceneggiatura immaginata dal regista in crisi Ismael, la sua vita, piena di incubi, va totalmente fuori controllo quando il fantasma di Carlotta torna dal suo passato: la credeva morta da oltre vent’anni Ismael, e il padre, disperato, ne aveva anche celebrato una sepoltura in contumacia.

Tra gli italiani, Youtopia di Berardo Carboni, con Matilda De Angelis immersa in un mondo virtuale racconta di. Matilde, 18 anni, con una madre alcolizzata e una nonna che avverte ovunque la minaccia incombente di uno stormo di piccioni e per guadagnare soldi è di quelle che attraverso lo schermo del computer finiscono per diventare soggetti e al tempo stesso vittime di una vera e propria prostituzione virtuale.

E, ancora, Tu mi nascondi qualcosa, commedia con Giuseppe Battiston, Stella Egitto, Sarah Felberbaum, Rocio Munoz Morales e Rocco Papaleo, sul tema delle verità all’interno della coppia. È l’opera prima dell’attore e sceneggiatore Giuseppe Loconsole: una fotografa per una serie di coincidenze si trova a lavorare nell’agenzia investigativa del padre (è Ninni Bruschetta). E pedinando la persona sbagliata scopre intrighi e tradimenti.

Diverso il clima di Nato a Casal di Principe, di Bruno Oliviero con Donatella Finocchiaro. Si apre a Roma nel 1989 ed è la vera storia di Amedeo Letizia (era realmente uno dei Ragazzi del muretto) che deve mollare i set per tornare a Casal di Principe dove suo fratello Paolo è stato rapito. Nel quartier generale della camorra casertana Paolo Letizia andava spesso in cerca di guai, così le ipotesi circa la scomparsa del ragazzo puntano in una sola direzione. Ma Amedeo non si rassegna e cerca la verità sulla fine di suo fratello. Donatella Finocchiaro è nel ruolo della madre (e in questa stessa settimana al cinema è anche la madre alcoolizzata di Matilde in Youtopia).

A proposito di Campania, abbiamo già segnalato l’uscita del documentario Terra bruciata! di Luca Gianfrancesco su una tragica pagina della nostra storia, nell’escalation della rappresaglia nazista a seguito all’armistizio Pietro Badoglio l’8 settembre del 1943, che montò fino a sfociare in atti efferati da parte dei nazisti contro le popolazioni di piccoli centri come Cave di Conca della Campania, Tora, Piccilli, Riardo.

Cinema del reale anche con La Mélodie di Rachid Hami, storia di riscatto attraverso la musica. Ricordiamo infine Wajib di Anne-Marie Jacir diretto tra Italia e Palestina, dall’interno di una coppia le contraddizioni anche private di un mondo in guerra. A volte anche privata.

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