Week end al cinema: profumo di Oscar® con Jackie. Transpotting 2 o Giallini e Gassmann in coppia?

di Laura Delli Colli

Profumo di Oscar® tra le uscite più attese del weekend in sala: arriva da Berlino T2 Trainspotting, seguito del vecchio cult di Danny Boyle ma c’è molta attesa per Jackie di Pablo Larrain che potrebbe riservare sorprese nella notte degli Academy Awards e comunque parte con una bella candidatura, tra le altre, proprio per Natalie Portman, una Kennedy al centro di una lettura particolarmente originale nel film diretto dal cileno Pablo Larrain. Candidato a quattro statuette è anche Barriere, terza regia di Denzel Washington che vale assolutamente un biglietto del cinema. Oltre la grande Hollywood molti documentari – ormai, il vero cinema di genere alternativo alla narrazione fiction- e soprattutto un’uscita italiana nel segno della commedia contemporanea, non solo comica ma di costume, con il ritorno di una coppia già rodata, Alessandro Gassmann e Marco Giallini, regista Massimiliano Bruno che ci ha regalato alcuni film capaci ogni volta di colpire nel segno mettendo l’Italia di oggi non solo alla berlina ma come direbbe forse proprio lui in mutande e soprattutto davanti alla sincerità senza mediazioni di uno specchio.

Cominciamo da loro? Beh Gassmann e Giallini saranno certo gettonatissimi tra le scelte di questo fine settimana in Beata Ignoranza, film dove Ernesto (Giallini) e Filippo (Gassmann) hanno un solo punto in comune: sono entrambi professori di liceo. Filippo è perennemente collegato al web, bello e spensierato è considerato un seduttore seriale, perennemente in chat sui social network. Dove finisce per farsi amare alla grande anche dai suoi allievi grazie a una app in grado risolvere immediatamente ogni possibile calcolo. Ernesto invece è più tradizionalista, conservatore, non usa abitualmente il computer e fa della sua vita essenziale un punto d’onore, felice di vivere completamente al di fuori della rete. Vanta orgogliosamente un Nokia del ’95. Ed è felicissimo delle sue scelte. Fino a quando pero’ non deciderà di scambiarsi la vota con Filippo…Nel cast anche Teresa Romagnoli, popolarissima in rete per la webseries “Under – The Series”

E ora i film degli altri: in Transpotting 2 dopo vent’anni, il ritorno di Renton a Edimburgo mentre Begbie sta usendo di prigione, Spud sta tentando per l’ennesima volta di lasciarsi l’eroina alle spalle e Sick Boy, che ora però si fa chiamare Simon, vuole mettere su un bordello. Dopo vent’anni il cult movie di Danny riparte da qui per raccontarci oltre la saga dei vecchi protagonisti, com’è difficile invecchiare per gli uomini, soprattutto se la loro nostalgia del passato e l’ansia dei sogni mai realizzati li inchioda nell’inevitabile trappola della nostalgia canaglia.

Comoletamente diverso il senso di Barriere, opera terza da regista di Denzel Washington e adattamento di un testo vincitore del premio Pulitzer per la drammaturgia. Storia, interpretata con grnde protagonista di un uomo, che vive le proprie frustrazioni in uno scontro esistenziale continuo, anche con il figlio e la moglie, una grandissima Viola Davis, anche lei candidata all’Oscar®, a Pittsburgh negli anni ’50. Una bella lotta di immagine agli Academy e non solo con la Jackie, di Pablo Larràin, clamorosamente accolto a Venezia, anche se senza un riconoscimento proprio per la protagonista che lo avrebbe meritato, sulla figura di Jaqueline Kennedy ma in una lettura nuova, più intimista, che ci fa scoprire un lato inedito del rapporto con i Kennedy e con il suo ruolo alla Casa Bianca. Vincitore alla Mostra del premio per la migliore sceneggiatura, a Noah Oppenheim e ora candidato a tre Premi Oscar® tra cui quello per la migliore attrice protagonista, Jackie deve a Natalie Portman una forza intrepretativa perfetta nel taglio narrativo di Larrain. Centrale il reportage uscito il 6 dicembre 1963 su «Life» – «For the President Kennedy: An Epilogue» di Theodore H. White- che il cronista aveva scritto dopo un’intervista con Jacqueline raggiunta a Hyannis Port nel Massachusetts, appena una settimana dopo il tragico assassinio di Kennedy a Dallas, un incontro chiave anche nel film dove –come in quell’incontro- una

Jackie completamente diversa dalla first lady sorridente dell’ufficialità e regalò a White il ricordo di un’intimità familiare inedita e di un verso di «Camelot», che il Presidente adorava , un piccolo segreto di vita privatissima: “Don’t let it be forgot, that once there was a spot, for one brief shining moment that was known as Camelot”. Una Camelot che non sarebbe tornata mai più nella loro vita…Tra ricostruzione e drammatica realtà la storia dei Kennedy e la cronaca dell’omicidio ma soprattutto uno splendido, autentico ritratto femminile.

Tra i documentari in sala questa settimana, Alla ricerca di un senso, di Nathanaël Coste e Marc de la Ménardière, è un film on the road che ci mette di fronte alla nostra visione del mondo attraverso molti incontri: dalla Nobel per la pace Vandana Shiva, al monaco pacifista Satish Kumar, dall’astro fisico Trinh Xuan Thuan, a Pierre Rabhi, tra i precursori dell’agro- ecologia, al filosofo Frédéric Lenoir. IL senso è: riconciliamoci con la natura e la felicità delle piccole cose quotidiane, o come avrebbe detto qualcuno un tempo anche in tv, banalmente con il senso della vita.

Bandidos e Balentes, invece, è un autentico thriller di Fabio Manuel Mulas ambientato in negli anni Cinquanta, con il racconto di episodi ambientati alla faida ed al banditismo di quegli anni.

Da non perdere Crazy for Football, documentario non solo sportivo di Volfango De Biasi sul campionato di calcio di Osaka ambito dalle nazionali di calcio composte da giocatori non professionisti affetti da disturbi psichiatrici. Ha appena avuto una menzione speciale dai giornalisti cinematografici, tra i Nastri d’Argento, per l’originalità dell’attenzione che riserva ad una storia che parla di sport e di sociale: un gruppo di pazienti che arrivano dai dipartimenti di salute mentale di tutta Italia, uno psichiatra, Santo Rullo, come direttore sportivo, un ex giocatore di serie A di calcio a 5, Enrico Zanchini per allenatore e un campione del mondo di pugilato, Vincenzo Cantatore, a fare da preparatore atletico sono i protagonisti del film che racconta l’avventura della prima nazionale italiana di calcio che concorre ai mondiali per pazienti psichiatrici a Osaka. Un film dove i protagonisti sono i giocatori e non la malattia, con l’intenzione di combattere i pregiudizi che circondano chi soffre di disagio mentale. Documentari anche su David Lynch – The art Life sull’estro (di Rick Barnes, Jon Nguyen e Olivia Neergaard-Holm) e Iggy Pop raccontato, in Gimme Danger, da Jim Jarmusch e resentato in prima mondiale al Festival di Cannes del 2016 (Gimme Danger ruba il titolo all’ultimo album degli Stooges del 1973). E infine La marcia dei pinguini- Il richiamo di Luc Jacquet che dopo il successo del primo lungometraggio torna in Antartide, seguendo il viaggio di piccolo pinguino per la prima volta al seguito di un gruppo di adulti. Dieci anni dopo il primo film qui siamo in alta definizione e i droni aiutano meglio a scoprire l’Antartide. Infine con The Great Wall, arriva il fantasy di Zhang Ymou con Matt Damon, Andy Lau, Willem Dafoe e Pedro Pascal: che accadrebbe se la Grande Muraglia fosse attaccata dai mostri?? Buona visione, c’è da scegliere. E non dimenticate domenica sera, tornati dal cinema, di seguire il “live” degli Oscar® anche su We love Cinema…

 

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