Week end al cinema: Nome di donna, ma anche Ricomincio da noi. E action con Bruce ‘Giustiziere’

di Laura Delli Colli

Tempo di lettura: 4 minuti

Parliamo soprattutto di donne, e che donne, in questo fine settimana post 8 marzo, al cinema…

Non solo ragazze, protagoniste di film che non dimenticano la commedia ma, fortunatamente – e soprattutto – neanche la vita reale. Detto questo, anche se il femminile è insidiato (non senza polemiche) dal ritorno del violento Giustiziere della notte, i due i titoli top della lista sono Nome di donna di Marco Tullio Giordana e Ricomincio da noi per chi ama soprattutto lo stile del cinema comedy life.

Nome di donna con Cristiana Capotondi in un cast di ottimi attori italiani affronta un tema universale come quello del coraggio e della necessità di reagire quando il diritto al lavoro viene messo a rischio da ingerenze, molestie e soprusi di potere che passano anche attraverso comportamenti scorretti fino alle avances sessuali.

Per chiarire subito qual è il senso del racconto, se il film avesse una ‘morale’ possibile, si potrebbe dire semplicemente con una frase: giù le mani, non solo dal lavoro, perché in gioco, dietro le battaglie più patinate di questi ultimi mesi, c’è una questione di dignità che riguarda, certo, le donne ma più generalmente ogni persona. Facile la tentazione di etichettarlo come un film ‘femminista’ o comunque in linea con il #MeToo di tutte le campagne post Weinstein, ma è importante sapere che la storia di questo film è nato con assoluto anticipo sull’esplosione dei ‘casi’ e delle note polemiche sul tema molestie: è ispirata infatti da un fatto reale accaduto negli anni Novanta. Racconta di Nina, una ragazza madre che trova un lavoro precario ma ben retribuito, come inserviente, grazie a un prete, in una residenza destinata ad ospiti anziani e ricchi, nelle campagne della Lombardia. È un luogo dove si respira forte il controllo di poteri che trovano il loro equilibrio nel denaro ma anche negli intrighi che legano la politica a certi interessi decisamente ‘temporali’ di una Chiesa molto diversa da quella del prete che ha aiutato Nina.

Un giorno, però, a Nina accade qualcosa che le altre conoscono bene, e lei, a differenza delle sue compagne di lavoro, decide di rompere il silenzio omertoso e la paura portando in tribunale non solo il Direttore ma l’Istituto e il sistema tutto. Reagisce e con molte difficoltà alla fine farà valere le sue ragioni grazie a un’avvocatessa che si chiama Tina (è dichiaratamente ispirata alla Lagostena Bassi e interpretata da una battagliera Michela Cescon). E alla fine dirà: “Ho il diritto di lavorare senza farmi mettere le mani addosso. Non hanno ragione loro, ho ragione io”. Marco Tullio Giordana spinge la sua protagonista (Cristiana Capotondi) – lei sì alla fine una giustiziera che ha affrontato anche un inevitabile gioco al massacro mediatico – a denunciare l’uomo che l’ha molestata sul lavoro, affrontando ritorsioni e minacce, terreno quanto mai attuale, che il regista de I cento passi affronta nel suo ritorno al cinema dopo sei anni, forte di un’idea e di una sceneggiatura condivisa ovviamente con una donna, Cristiana Mainardi, che ha basato il racconto su documenti veri e purtroppo ancora oggi drammaticamente attuali. Nel cast, con Valerio Binasco, anche un irresistibile Adriana Asti.

 

Ricomincio da noi di Richard Loncraine è una commedia sul “non è mai troppo tardi”. Il titolo originale, Finding Your Feet, significa ritrovare se stessi ed è quanto deve fare Sandra (Imelda Staunton), una signora borghese che se ne va di casa quando scopre che il marito, con il quale è sposata da 40 anni, la tradisce con la sua migliore amica. Il film, raccontandoci che alla fine anche Sandra inizierà una nuova vita, ci dice che non è mai troppo tardi per imparare a vivere e forse anche a divertirsi.

Non c’è proprio niente da ridere invece nel (fin troppo, inevitabilmente) violento remake de Il giustiziere della notte, diretto stavolta da Eli Roth e interpretato da Bruce Willis che a 42 anni dall’uscita del primo, storico capitolo della serie diretta da Michael Winner punta, già contestato per l’uso eccessivo di armi che propone, sulla storia che si ripete: il giustiziere stavolta è il dottor Paul Kersey (Bruce Willis) un chirurgo che dal suo osservatorio al pronto soccorso dell’ospedale in cui lavora non si rende conto della violenza che sta devastando Chicago fino a quando proprio sua moglie e sua figlia non vengono aggredite in casa e decide per questo di dare personalmente la caccia ai delinquenti per ottenere giustizia.

 

Tra gli altri titoli appena usciti: Vengo anch’io, con la coppia comica Nuzzo-Di Biase. Horror classico con The Lodgers – Non infrangere le regole di Brian O’Malle, e ancora il francese Benvenuti a casa mia, commedia con Christian Clavier (ricordate Non sposate le mie figlie?) e con Anche senza di te di Francesco Bonelli, storia sentimentale ma anche terreno di scontro tra genitori sempre più aggressivi e insegnanti sempre più delegittimati.

Segnaliamo anche il ritorno in sala di Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli. Per chi non lo avesse visto racconta gli ultimi anni di vita di Christa Päffgen, in arte Nico, musa di Warhol e cantante dei Velvet Underground che vive la sua seconda vita quando inizia la sua carriera da solista. Ora la “sacerdotessa delle tenebre”, come veniva chiamata, non è più la bellissima giovane protagonista del pop e prova a ricostruire dolorosamente un rapporto con suo figlio…

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