Week end al cinema: La truffa dei Logan, gran ritorno di Steven Soderbergh – E con Lazzaro felice la fiaba di Alice Rohrwacher premiata a Cannes

di Laura Delli Colli

Tempo di lettura: 2 minuti

Due le uscite che dominano il week end e una settimana, costellata in realtà, in particolare, per l’Italia, soprattutto dal cinema indipendente. Arrivano in sala infatti, La truffa dei Logan, ancora la storia di una rapina raccontata dal grande Steven Soderbergh che aveva annunciato il ritiro dal cinema ma, invece, ci ha fortunatamente ripensato e, da Cannes, Lazzaro Felice, il film di Alice Rohrwacher che ha vinto sulla Croisette ex aequo con Jafar Panahi il premio per la migliore sceneggiatura. E cominciamo proprio da questa fiaba contadina e come l’ha definita la stessa autrice ‘bislacca’ fin dalla sceneggiatura in realtà imperfetta e curiosa, almeno più della regia che sembra invece il vero grande pregio del film, girato con una mano sicura e con uno stile che ha fatto citare dalla critica l’ispirazione certa di autori importanti a cominciare da Ermanno Olmi, senza dimenticare nella seconda parte del film le suggestioni pasoliniane di Citti.  Questo per la cronaca ripescando dai commenti di Cannes.

Quella di Lazzaro, un contadino che non ha ancora vent’anni ed è talmente buono da apparire instupidito come il suo sguardo lunare, e di Tancredi, viziato dalla madre, la proprietaria terriera, ma anche dal suo mondo superficiale, è la storia di un’amicizia in un film che racconta in realtà il Grande Inganno di una truffa (ben diversa da quella dei Logan…) ai tempi in cui il mondo contadino è ancora ancestrale e vive in una sottomissione pari alla schiavitù senza regole né rispetto umano. Un’amicizia che attraverserà il tempo, la loro, in un film che sembra raccontare la storia di un santo da calendario ma coinvolge lo spettatore in una parabola che va accettata per quello che mostra, senza farsi troppe domande sulle magie apparenti di un mondo contadino ancestrale da seguire, pronti a lasciarsi andare alle suggestioni senza troppe domande sulla concretezza della storia e dei suoi passaggi anche nel tempo. Cast interessante, con la perfida ‘padrona’ che ha il piglio gelidamente nobile di Nicoletta Braschi.
Dopo quattro anni di pausa dal grande schermo mentre girava in realtà la serie The KnickSteven Soderbergh torna a firmare un “lungo” con cast hollywoodiano e di nuovo in sala. Il tema è ancora una volta quello del colpo grosso, anche se stavolta non siamo Las Vegas con gli Ocean’s eleven bensì nei condotti sotterranei della Nascar durante una popolare corsa automobilistica. Il protagonista è Jimmy Logan (che è ancora il ‘suo’ Channing Tatum) operaio ingiustamente licenziato, divorziato, padre di una figlia che lo adora e cerca di rifarsi sulla società mettendo insieme una banda con il fratello Clyde (Adam Driver), che ha perso un braccio nella guerra in Iraq, un ex detenuto esperto di esplosivi (Daniel Craig), i suoi fratelli e la sorella Mellie. Non è più l’America di Ocean’s Eleven ma un Paese di disgraziati in cerca di sopravvivere.

Gli altri film: Tuo, Simon, parla delle difficoltà di relazione di un ragazzo gay.

Resina di Renzo Carbonera è un curioso, sensibile dramma girato tra montagne affascinanti nel Trentino con un cast in cui si fa notare Maria Roveran, la scoperta di Alessandro Rossetto in Piccola Patria: qui è una giovane violoncellista che torna, dopo la morte del fratello, nel paesino delle sue origini, dove si parla il cimbro ed entra in contatto con il glorioso coro polifonico maschile di cui faceva parte suo nonno: storia di una giovane donna in un mondo maschile.

Anche in Anna la protagonista è una donna, una giovane fotoreporter coinvolta nella tratta degli esseri umani in Asia, diretta nel film da Charles Olivier-Michaud con Anna Mouglalis nei panni della protagonista che vuole indagare sul traffico di giovani donne thailandesi e da testimone diventerà protagonista e vittima dell’orrore su cui sta indagando. È francese anche la regia de L’arte della fuga, storia di Antoine che vive da dieci anni con Adar: pensano di comprare una casa insieme ma non sarà facile. Tratto dal romanzo del 1992 dello scrittore americano Stephen McCauley, L’arte della fuga è stato definito ‘una serenata a tre’ che intreccia le vite di tre fratelli in una commedia soprattutto sulla fragilità dei rapporti amorosi. È ambientata tra Parigi e Bruxelles e nell’adattamento francese conta nei dialoghi, sulla consulenza dell’attrice Agnès Jaoui, che interpreta anche il ruolo di Ariel.

Prigioniero della mia libertà di Rosario Errico, è l’appassionante storia un architetto vittima di un tragico errore giudiziario. Con Jordi Mollà, Martina Stella, lo stesso Errico, Antonella Ponziani, Marco Leonardi. Racconta il trauma dell’errore per una ‘vittima’ alla ricerca della verità. Il magistrato è Giancarlo Giannini.

Infine Io sono Valentina Nappi è la protagonista del nuovo docufilm di Monica Stambrini sulla pornostar che ha iniziato la sua carriera con Rocco Siffredi. Già presentato, tra gli altri festival, all’ultima edizione del Viva Erotica di Helsinki racconta la Nappi nel corso di una notte apparentemente come tante…

Dopo Queen Kong, corto d’autore del progetto Le Ragazze del Porno, una dichiarata incursione nel linguaggio e nel mondo dell’erotismo.

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