Week end al cinema: King Kong, la NASA ma in sala, soprattutto, si parla di figli…

di Laura Delli Colli

Grande spettacolo, superstar come Michael Fassbender e Alicia Vikander, insieme anche nella vita, poi una coppia inedita come Fabio De Luigi e Elio Germano e un’altra strana coppia in un road movie che indaga sentimenti nascosti e un desiderio di chiudere il conto col passato – attraverso la luce di una paternità inedita – con Luca Marinelli e Isabella Ragonese notevoli protagonisti de Il padre d’Italia del giovanissimo regista Fabio Mollo.

Non è facile trovare il fil rouge tra le uscite, questa settimana, ma non c’è dubbio che il cinema, con la spinta dell’ultimo mercoledì a 2 euro (quasi un milione di spettatori) si stia preparando a fare il pieno. Accadrà – è facile prevederlo – grazie soprattutto a Kong: Skull Island, ennesimo ritorno della Bestia in una versione dominata da un gorilla ancora più alto, questa volta oltre i 30 metri. Con la regia di Jordan Vogt- un filmone pieno di elicotteri, soldati, divise, un po’ blockbuster un po’ “b movie”, in cui l’ombra del gorillone invade una giungla che sembra ferma agli anni in cui il genere dominava.

O, almeno, allo stile di quel cinema, anche se ancora una volta il tema del film è la lotta per la sopravvivenza della natura.

Sempre da Hollywood altre botte ma in questo caso coi guantoni da boxe di Bleed: più forte del destino di Ben Younger con Miles Teller, Katey Sagal, Aaron Eckhart, ispirato alla vera storia del pugile Vinny Pazienza e prodotto da Martin Scorsese. Diretto da Ben Younger è interpretato da Simon Teller con Aaron Eckhart e racconta la vicenda di un pugile italoamericano sulla cresta dell’onda fermato, però, improvvisamente dall’incidente nel quale rischia di perdere, irreversibilmente, l’uso delle gambe. Pazienza vive ancora con la famiglia a Rhode Island e il film è un classico boxe movie.

Le prende, e neanche poche, anche Elio Germano, in coppia con Fabio De Luigi in Questione di Karma , opera seconda di Edoardo Falcone che dopo Se Dio vuole, esordio premiatissimo, si rimette in pista in una commedia in cui racconta la storia di un (simpatico) truffatore interpretato da un Germano ai livelli dei grandi della commedia di un tempo, che riesce a incastrare il lunare De Luigi nel ruolo – a dire la verità poco credibile – di suo padre reincarnato. Con una Sandrelli mamma svampita del malcapitato protagonista, Isabella Ragonese, e con almeno altri due nomi da segnalare: Eros Pagni dal teatro e un divertente Philippe Leroy. È un film sul desiderio di sentirsi sempre figli e non crescere mai? Diciamo che oltre le risate è così. C’è voglia, invece, di una paternità (e riflessioni sull’ansia di una maternità che non arriva a termine) in due titoli che si confrontano con altrettante coppie molto amate: nel loro piccolo gli italianissimi Luca Marinelli e Isabella Ragonese protagonisti de Il padre d’Italia di Fabio Mollo e le superstar, applaudite a Venezia – dove hanno trionfato insieme – Michael Fassbender e Alicia Vikander, protagonisti in sala de La luce sugli Oceani. Se esiste un istinto paterno che va oltre i ruoli anche disegnati e previsti dall’eterosessualità, così come se esiste la possibilità che una madre consapevole della propria coscienza rinunci alla maternità , il film di Mollo -interessante dalla formula narrativa del road movie alla fotografia e alle musiche, soprattutto, ma anche alla scelta dei ruoli non protagonisti (come quello della madre di lei Anna Ferruzzo)- Fabio Mollo lo conferma in un film che senza dubbio segna una novità anche tra tante commedie inutile di questa stagione.

Paolo e Mia, al sesto mese di gravidanza,riuniti da un incontro casuale, si ritrovano insieme uno strano viaggio attraverso l’Italia di oggi. Paolo, a 30 anni, è segnato da un dolore che non riesce a superare Mia, dalla sua consapevole ed estrema voglia di fuga da ogni responsabilità. Ma il film ci fa riflettere, attraverso loro, sul tema della genitorialità: esserlo, a volte, ad ogni costo fa parte della natura dell’essere umano? E non volerlo essere è ugualmente naturale? E cosa, in definitiva, è contro natura?

Se lo chiede anche un’altra coppia in un film che sarebbe facile liquidare come un mèlo perchè è un autentico thriller dell’anima, a tratti inquietante e comunque affascinante: La luce sugli oceani di Derek Cianfrance visto a Venezia, con Michael Fassbender e Alicia Vikander, nel film i coniugi che vivono in un faro ottocentesco e dopo mille fallimenti nell’ansia di avere un figlio, decidono di tenere con se, facendola passare come una loro figlia, una neonata che arriva al faro su una barca alla deriva, tacendo al mondo e alle autorità la verità. Ma il destino a volte bussa alla porta e quando entra inscena la madre della piccola, che la cerca disperatamente da anni il film diventa altro: rivelare la verità, rischiando di perdere una bambina cresciuta come una figlia? Un epilogo che non sveliamo ma che è sicuramente destinato ad appassionare e dividere anche gli spettatori.

Da non dimenticare, tra le nuove uscite anche Il diritto di contare di Theodore Melfi con uno straordinario cast di donne, senza fortuna però nel tentativo di arrivare all’Oscar®: racconto interamente al femminile su un retroscena importante – appena svelato, nella corsa alla conquista dello spazio- è la rivincita di un gruppo di scienziate ‘nere’ in un caso clamoroso, nato proprio all’interno della NASA.

Tornando in Italia, da segnalare, tutt’altro stile e genere, Mister Universo di Tizza Covi e Rainer Frimmel che raccontano la storia di Tairo Caroli, ventenne domatore di leoni nei circhi viaggianti.

E sono appena usciti: una parodia, Gomorroide dei Ditelo Voi, il thriller paranormale Autopsy di André Ovredal con Emile Hirsch e il bel documentario di Elisa Amoruso Strane Straniere storia – per una volta a lieto fine – di immigrate che in Italia hanno trovato un futuro. C’è infine un titolo di animazione: è francese Phantom boy ambientato in una misteriosa New York dove un ispettore indaga affidandosi alle percezioni extrasensoriali di un ragazzino.

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