Week end al cinema: il futuro di Steven Spielberg, Tonya, Albanese Contromano e il guru Edoardo Leo

di Laura Delli Colli

Tempo di lettura: 4 minuti

Il film di Pasqua viene da Hollywood, lo ha preceduto in Italia sul palcoscenico dei David di Donatello il suo regista Steven Spielberg, che lo ha lanciato personalmente presentandolo al grande pubblico televisivo di Raiuno, parlando – mentre ritirava il Premio alla carriera – di un suo ritorno alla fantascienza.

Ready Player One, però, come sempre quando Spielberg azzarda i suoi incontri del terzo tipo con il futuro, è, in realtà, ancora una volta un mix tra sentimenti e fantasy in un salto avanti di quasi trent’anni. Tanti ne bastano perché il 2045 sia realistico per i guai dell’ambiente, in un mondo devastato dall’inquinamento e sovrappopolato oltre ogni livello di tolleranza. Si sopravvive immergendosi nel mondo virtuale di OASIS, grazie al visore ottico che consente di varcare la porta di un mondo parallelo: una dimensione in cui le persone possono continuare a condurre una vita quotidiana consueta, in forma di avatar di se stessi. Un mondo democratico, multiculturale, in cui animali meccanici fantastici, personaggi animati e esseri umani convivono in una società migliore. Il mondo di OASIS lo ha voluto James Halliday e Wade (Tye Sheridan, il quindicenne di The Tree of Life, Premio Mastroianni a Venezia), ambisce al comando di questo mondo ‘altro’. Ma non è il solo nella sfida virtuale di questo grande videogioco che ci riporta a rivivere ‘must’ degli anni ’80 e ‘90, come Pac-Man, un videogame, di cui è appassionato lo stesso Spielberg che del film ha detto: “Questo è puro intrattenimento, spettacolo che deve essere visto sul grande schermo”.

Oltre l’adrenalina di Ready Player One, Tonya con Margot Robbie, è la storia della pattinatrice accusata di aver fatto aggredire la sua rivale. Interpretato da una bravissima Margot Robbie, mette in scena come un thriller emotivo la storia di una campionessa protagonista di uno dei più grandi scandali sportivi nella storia degli Stati Uniti. Conosciuta per il suo carattere, la Harding finì davvero in cronaca come responsabile dell’aggressione della rivale Nancy Kerrigan (nel film, Caitlin Carver), colpita alle gambe da uno sconosciuto dopo gli allenamenti e per questo costretta a ritirarsi dai campionati nazionali. L’incidente pilotato dall’ex marito di Tonya, Jeff l’aveva resa una delle figure più controverse e dello sport americano. È un film sulla competizione, non solo sportiva ma femminile.

Tra i film italiani Contromano di e con Antonio Albanese, è una parabola dura, ma alla fine buonista, sui temi del razzismo e dell’integrazione. Lo stesso Albanese interpreta Mario Cavallaro, un cinquantenne milanese preciso e abitudinario fino alla noia. Si sveglia tutte le mattine nello stesso modo, nella stessa casa, nello stesso quartiere, nella stessa città, beve lo stesso caffè nello stesso bar e apre il suo negozio senza mai tardare di un solo minuto. Una vita tutta abitudini e routine che non vorrebbe cambiare. Ma quando il bar accanto passa all'”egiziano del kebab”, e davanti al suo tradizionalissimo e costoso negozio di calze si piazza Oba, giovane senegalese – che gli vende sotto il naso pacchi di calzini a buon mercato – si trasforma in un italiano razzista e aggressivo, decide di rapire Oba e di riportarlo a casa sua, in Africa “perché se tutti facessimo così l’ordine sarebbe ristabilito e risolveremmo il problema dell’immigrazione in maniera indolore”. Il film corre improvvisamente su un binario che lascerebbe pensare a Mario come a un nuovo, violento, ‘borghese piccolo piccolo’, ma Albanese disegna alla fine un personaggio capace di redenzione e il viaggio Milano-Senegal non sarà di sola andata in una serie di guai che porteranno in realtà a un lieto fine perfino umanitario…

Tra le uscite italiane l’altra novità in sala è Io c’è una sul bisogno di credere nelle storie, spesso inverosimili, che raccontano tutte le religioni. La regia è di Alessandro Aronadio che dopo la pioggia di premi avuta con Orecchie, torna alla commedia con Edoardo Leo. La storia in due parole è questa: per evitare di pagare le tasse il protagonista fonda letteralmente una religione, con l’aiuto della sorella commercialista (Margherita Buy) e di un amico, in realtà uno scrittore fallito (Giuseppe Battiston) che sarà il ghostwriter del nuovo guru… Per Edoardo Leo, anche cosceneggiatore con il regista, Renato Sannio e Valerio Cilio, nel film “c’è una metafora interessante sul confine tra fede e ‘creduloneria’, tra religione e cialtroneria. Spero che Io c’è susciti qualche dibattito; se nessuno si sente toccato, non è un film giusto”. Nella storia, tutto comincia quando Massimo, per non pagare più tasse e contributi sul suo ‘Miracolo italiano’, bed & breakfast in crisi, prende l’idea dal convento/albergo di fronte, gestito da suore a dir poco imprenditrici, di trasformare la sua palazzina in un luogo di culto, dove ospitare i turisti in cambio di una donazione ovviamente esentasse…. Fonda con alcune complicità lo ‘ionismo’, una sorta di’ best of’ degli altri credo. Comandamento numero uno? Ovviamente, non avere altro Dio all’infuori di te…

Era giovane e aveva gli occhi chiari di Giovanni Mazzitelli su un giovane regista e sceneggiatore di trent’anni alla ricerca del senso della vita, è il lungometraggio d’esordio di un giovane regista napoletano che in questa commedia romantica, di cui è protagonista Mario Di Fonzo, ambienta la storia tra Roma e Napoli, passando per Vietri sul Mare, Miseno, Cava dei Tirreni, Eboli, Portici ed Ercolano.
Il protagonista è un trentenne come tanti, che soffre di insonnia e ha difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro. Una notte viene destato dall’urlo di una vicina di casa, e quel grido lo risveglia dal torpore.

Altri titoli freschi di uscita: L’ultimo viaggio di Nick Baker-Monteys con Jürgen Prochnow, Petra Schmidt-Schaller, Il giovane Karl Marx di Raoul Peck è la rivisitazione in chiave quasi-pop della vita del filosofo ed economista padre del comunismo. E ancora: l’horror The Wicked Gift di Roberto D’Antona e i cartoon Rabbit School e sempre per i bambini il film di animazione Molly Monster uscito in 150 sale italiane, con i protagonisti della serie animata in onda anche in Italia. Per chi non la conosce, Molly Monster è una simpatica mostriciattola che vive con i genitori, guarda un po’, a Mostrolandia: quando la notizia dell’arrivo di un fratellino o di una sorellina sconvolge la sua vita vive una serie di avventure con il suo migliore amico, Edison, un giocattolo a molla, che la porterà a spingersi oltre i confini del suo stesso mondo.

Per i più grandi Nelle pieghe del tempo è un film tratto dal best seller fantasy di Madeleine L’Engle, pubblicato nel 1963 e tornato sull’onda grazie al film nel 55mo anniversario dalla prima pubblicazione. Racconta di Meg, una classica studentessa con scarso tasso di autostima che cerca disperatamente di recuperare la fiducia in se stessa. E pensare che, figlia di due fisici di fama mondiale, Meg non solo è intelligente ma ha doti eccezionali, proprio come suo fratello minore Charles…

Ricordiamo infine il mockumentary Oh mio Dio di Giorgio Amato che immagina le difficoltà un Gesù contemporaneo oggi a Roma. E con questo buona Pasqua… a tavola, ma anche al cinema.

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