Week end al cinema: con i film di Eastwood e Stanley Tucci, il grottesco The Party, I primitivi e le Sfumature di rosso

di Laura Delli Colli

Tempo di lettura: 4 minuti

 

A come action, adrenalina ma anche arte e animazione, in questo week end tra le uscite della settimana inevitabilmente dominate dalla curiosità per l’ultimo film, che sta dividendo molto, di un gigante del cinema come Clint Eastwood, dall’interesse per il curioso ‘matrimonio’ tra un grande protagonista della commedia hollywoodiana come Stanley Tucci (e la sua raffinata passione per l’arte) e, perché no, la versione italiana de I primitivi, cartoon irriverente e bizzarro con molte voci curiose nella scelta del doppiaggio italiano.

A questi titoli bisogna aggiungere nelle segnalazioni il raffinato The party, diretto da una regista particolarmente attenta ai toni della satira: nella sua formula teatrale, riesce a coniugare un’irriverente satira sulla coppia e insieme sulla politica e la società borghese con lo splendido bianco e nero della fotografia.

Cominciamo, però, la panoramica di questa settimana da un vecchio leone come Eastwood che in Ore 15:17 – Attacco al treno racconta la storia dei tre americani che fermarono un terrorista, fatto realmente accaduto il 21 agosto 2015 quando un terrorista belga di origine marocchina stava per compiere una strage sul treno veloce Amsterdam-Parigi.

La sua arma difettosa e il pronto intervento dei tre ragazzi (uno studente e due marine in licenza) in viaggio su quel treno – Spencer Stone, Alek Skarlatos e Anthony Sadler,  che nel film interpretano se stessi – bloccarono eroicamente il suo piano, salvando oltre 500 persone. Nel film che racconta le loro storie fin dall’amicizia da ragazzi (anche con qualche cartolina dai loro viaggi turistici a Roma e Venezia…) le biografie finiscono per sovrastare il piano narrativo decisamente più congeniale allo stile Eastwood, ovviamente quello dell’action, ma, come ha spiegato commentando il suo lavoro, il regista gira solo le storie che gli interessano e dice convinto: “Questi tre ragazzi hanno davvero fatto un lavoro unico, e le loro azioni hanno avuto un grande effetto su molte persone”.

In The Final Portrait Stanley Tucci ha scelto sorprendentemente di raccontare gli ultimi mesi di vita del pittore e scultore Alberto Giacometti, interpretato da Geoffrey Rush che lo rappresenta come un uomo infaticabile, inquieto a tratti infantile e infedele, ma decisamente spiritoso e tormentato da molti dubbi non solo d’autore…

Giacometti era un pittore e scultore svizzero del cantone italiano scomparso nel 1966, raccontato (nel libro che ha dato spunto al film) da James Lord , il giornalista americano appassionato d’arte (nel film è Armie Hammer, coprotagonista del film di Luca Guadagnino ora in sala), che accettò di posare per lui in una delle sue ultime opere. Stanley Tucci, figlio di un artista e insegnante d’arte con il quale da adolescente ha girato l’Italia, racconta l’incontro tra Giacometti e Lord fin da quando si conobbero a Parigi nel 1964.

Il film mette a fuoco però tutto il mondo dell’artista a cominciare dalla schizofrenia del suo privato diviso tra l’amore per la moglie e per la prostituta che agitava i suoi desideri. Un personaggio inedito raccontato con la spudorata sincerità di un biopic che diventa anche autobiografia: come dice al suo amico giornalista nel film,  ”In 35 anni sono stato sempre disonesto, non ho mai portato a termine nulla”. Ma come dice Stanley Tucci, l’obiettivo di ogni artista alla fin fine, è essere onesto.

Cambiamo marcia per parlare di animazione e satira con I primitivi, un vero e proprio kolossal in stop-motion il nuovo lavoro firmato da un premio Oscar® come Nick Park (Galline in fuga, Shaun vita da pecora, Wallace & Gromit), che stavolta si misura con la più grande produzione finora realizzata dalla premiata ditta dello studio Aardman: tre anni di sceneggiatura e altri due e mezzo per la realizzazione. A doppiare in Italia i personaggi preistorici Riccardo Scamarcio, che doppia il protagonista, il centrocampista Alessandro Florenzi, Paola Cortellesi, Greg, Chef Rubio e Salvatore Esposito (il Genny Savastano di Gomorra, qui alla sua prima esperienza da doppiatore) e infine Corrado Guzzanti.

Tra gli altri titoli appena usciti, il ritorno di Cinquanta sfumature di rosso con Anastasia Steele (Dakota Johnson) e Christian Grey (Jamie Dornan), nell’ultimo capitolo della saga iniziata nel 2015 (i due sono ormai una coppia sposata e devono affrontare la quotidianità…). Dopo l’esordio di Grigio e l’erotismo sfrenato di NeroRosso cerca stavolta di aggiungere al romanticismo un pizzico di brivido: l’ex capo di Ana, Jack Hyde, che l’azienda ha licenziato perché era proprio il suo stalker, ha infatti intenzione di vendicarsi e ricatta la coppia. Ma non è il solo spunto thrilling.

È un film dal sapore acido e insieme una commedia grottesca decisamente interessante The Party di Sally Potter che ha conquistato dopo Berlino anche il pubblico della Festa di Roma, alternando commedia e tragedia un po’ come alterna due soli colori, il bianco e il nero, nella scelta narrativa. Protagonista del film, in un cast comunque all’altezza, Kristin Scott Thomas (Janet), neo nominata ministro della Salute, con Patricia Clarkson, Bruno Ganz e un piccolo ‘coro’ di coprotagonisti in una serata che prelude a una cena destinata a sfumare in un finale all’insegna della cattiveria e dell’imprevedibilità. Il film da vedere tutto d’un fiato come una commedia in un atto, dura appena 71 minuti.

Nuovi in sala anche Dancer di Steven Cantor, ritratto del ballerino Sergei Polunin, il ‘James Dean del palcoscenico’,  che debuttò appena diciannovenne sul palco del Royal Ballet di Londra e il racconto adrenalinico di un’avventura durante una grande tempesta invernale tra le montagne della Sierra Nevada nel thriller L’ultima discesa.

Tags

, , , ,

Condividi quest'articolo

Commenti

Per poter lasciare il tuo commento devi essere registrato

CLICCA QUI PER
REGISTRARTI

Segui welovecinema

We Love Cinema