Week end al cinema: Dogman, da Cannes in sala come un western – Il pugile e il ‘canaro’ di Garrone, tra commedie leggere e Deadpool 2

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Poche nuove uscite questa settimana dominata però da un titolo molto atteso, in particolare dopo il debutto accolto a Cannes con grande successo: ovviamente Dogman di Matteo Garrone, ispirato al fattaccio di cronaca nera del ‘canaro”, che il regista rilegge dopo L’Imbalsamatore, questa volta però con un taglio che racconta soprattutto la ribellione finale di un piccolo grande personaggio, toelettatore di cani, in un universo degradato che assomiglia ad una scenografia da western, ad una lunga violenza soprattutto psicologica.

In un gioco in cui le parti vittima-carnefice sono destinate a ribaltarsi fin dal primo momento Garrone mette in scena due personaggi estremi che restano dentro, una storia fatta di violenza psicologica, una periferia primordiale dove la violenza è la regola e anche il paesaggio assume il senso di un ‘non luogo’ dove ogni scontro sembra consumarsi senza mai, però, l’arrivo di uno sceriffo. Personaggi che restano impressi nell’anima: il primo è Marcello (Marcello Fonte) che ha la delicatezza e insieme lo sguardo surreale di un Buster Keaton di oggi, un ‘canaro’ dall’animo gentile che gestisce il negozio di toeletta per cani). Un padre separato che ama teneramente la figlia e per lei vive anche di espedienti occasionali, sognando di trovare i soldi per pagarle una vacanza fatta di esotismo e immersioni subacquee. L’altro, Simoncino (Edoardo Pesce) è un pugile strafatto e violento che tiene in scacco con i suoi comportamenti fino al redde rationem finale tutte le anime perse e dannate di un borgo girato in realtà non alla Magliana ma a Castelvolturno.

“Chi non ne sa nulla, chi arriva candido alla visione, senza conoscere la vera cronaca dei fatti e aver letto le cronache di quell’episodio è il mio spettatore ideale” dice il regista. E il suo film vietato comunque ai minori di 14 anni è non solo importante per il cinema italiano in questa stagione ma insieme inquietante, in cui si respira una violenza che aleggia sulla storia e sulle immagini come il cielo di Castelvolturno, capace di cambiare colore nell’arco di un attimo.

Tra le altre uscite della settimana: il thriller noir Il codice del babbuino, Abracadabra di Pablo Berger, Giù le mani dalle nostre figlie e Famiglia allargata, commedie leggere per famiglie, e ancora il documentario Le meraviglie del mare con la voce di Arnold Schwarzenegger, e dalla Francia, con leggerezza, Parigi a piedi nudi.

Svetta su tutti in alternativa al ‘canaro’ Deadpool 2, storia di un supereore ‘diverso’ – dai fumetti al cinema, si intende – che punta a replicare un successo dopo il suo primo film, uscito nel 2016, con oltre 750 milioni di dollari in tutto il mondo. È anche stato il primo film live-action di supereroi ad aver ricevuto una nomination ai Golden Globe come Miglior Film di genere comico o musical, e il protagonista Ryan Reynolds è stato nominato come Miglior Attore. Il personaggio, decisamente un po’ sbruffone, è nato da una strip di Rob Liefeld negli anni Novanta in stile Marvel, e gioca su se stesso come un ninja ma conta su una un fattore rigenerante che lo rende praticamente immortale: ha infatti il potere di rompere la quarta parete e diventare un’invenzione di finzione. Reynolds ha collaborato alla scrittura di questo Deadpool 2, è per primo un fan del suo personaggio, un uomo gravemente ustionato che quando mette il costume di Deadpool cambia faccia e anche umore.

Il regista è David Leitch, (Atomica Bionda) che gira molto action offrendo a Deadpool anche un contorno di gruppo nello stile degli Avengers. Ryan gioca comunque sul suo talento comico personalizzando il personaggio al punto giusto per gli appassionati del genere.

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