Week end al cinema: buon anno in sala con Ozpetek, Cortellesi/Albanese e Coco

di Laura Delli Colli

Ancora un ultimo giro di debutti nelle sale delle Feste: è appena uscito Napoli velata, con Giovanna Mezzogiorno e Alessandro Borghi e per tutta la famiglia l’anno nuovo in arrivo s’inaugura comunque con una serie di appuntamenti da non perdere.

Non c’è dubbio che il film d’autore da consigliare sia il nuovo Ferzan Ozpetek scritto con Gianni Romoli e Valia Santella, noir e insieme affascinante viaggio dell’anima in una Napoli ‘femmina’, come dice il regista, sospesa tra sensualità e misteri.

Una Napoli Velata, che insieme ai suoi interpreti Anna Bonaiuto, Peppe Barra, Biagio Forestieri, Luisa Ranieri, Maria Pia Calzone e Carmine Recano, con una bella canzone di Gragnaniello reinterpretata da Arisa, svela in realtà, con il ‘giallo’ che dà spunto al racconto, anche la sensibilità e il mistero di una storia personale complessa come quella di una donna, Giovanna Mezzogiorno nel film, che cerca una risposta alla sua solitudine sia nel bisogno di lasciarsi amare, come nel film accade, da uno sconosciuto, in una notte di passione assoluta, sia di chiudersi nel mondo visionario che riempie la sua solitudine di fantasmi lontani… Della trama è bene non raccontare di più. Come dice Ferzan Ozpetek, del resto, “Il velo cui fa riferimento il titolo non occulta ma svela in un inno all’ambiguità che sembra la sintesi perfetta di una città come Napoli in cui convivono religione e scienza, paganesimo e cristianesimo, superstizione e razionalità”.

È una storia d’amore e lotta di classe dove si ride molto Come un gatto in tangenziale, la nuova commedia di Riccardo Milani appena uscita in 500 copie con Vision. Lui, Giovanni (Antonio Albanese), è un analista esperto nello sviluppo di progetti europei per l’integrazione economica e sociale, vive separato da una moglie snob che coltiva lavanda in Provenza (Sonia Bergamasco) ed è padre di una figlia tredicenne Agnese. Lei, Monica (una Paola Cortellesi in gran forma), lavora nella mensa di una casa di riposo e ha a sua volta un figlio tredicenne, Alessio, avuto con un parrucchiere ‘maestro de tajo’ finito in galera (Claudio Amendola, con mèches platinate…). E se Giovanni abita con la figlia in un elegante appartamento nel cuore di Roma, Monica e il figlio sono a Roma Ovest in un complesso degradato e multietnico come l’ex Bastogi, dove vivono anche le due sorelle gemelle cleptomani (sono le strepitose Alessandra e Valentina Giudicessa). Il fidanzamento dei due ragazzi fa esplodere come un detonatore contrasti e spunti comici e, in una commedia che dice molto anche sui pregiudizi sociali, si scontrano e poi, pian piano, si incontrano, due mondi apparentemente inconciliabili. Tra Giovanni e Monica, per esempio, il primo impatto è violento (visto che lei in un diverbio automobilistico gli sfonda il parabrezza con la mazza da baseball), poi però cominciano a confrontarsi e a capirsi fino a condividere anche qualche gita per tenere sotto controllo i figli (e qui il contrasto diventa irresistibile quando a Coccia di Morto, dopo Fregene, si contrappone lo snobismo radical chic di Capalbio). Ciliegine irresistibili sulla torta della comicità le due gemelle compulsive e soprattutto l’apparizione di un’icona televisiva come Franca Leosini, una vera star tra i non protagonisti del film.

Ancora? Come tradizione l’anno si apre con un cartone della Pixar distribuito da Walt Disney: Coco è diretto da Lee Unkrich e Adrian Molina e ci trasporta nella cultura messicana con le vicende del piccolo Miguel che ama la musica e, contro il divieto familiare di viverla come vorrebbe, ruba una chitarra che come in un incantesimo lo trasporta nel regno delle anime. È un Disney diverso, ricco di spunti più attuali, non solo sudamericani ma per riflettere anche sul tema della convivenza e dell’integrazione.

Torna infine in sala Jumanji, il film di Joe Johnston del 1995 interpretato da un Robin Williams ancora in stato di grazia. E Jumanji – Benvenuti nella giungla, che arriva in sala con Warner il 1° gennaio, è una sorta di sequel nel quale i meccanismi rimandano al film di un tempo. Il gioco da tavolo che risucchiava i ragazzi qui diventa un videogame in cui si gioca con tutti i parametri di un film avventuroso, ma anche con i meccanismi di chi frequenta la Playstation. Un film che rimanda anche al clima anni Ottanta tanto che nella versione italiana, c’è un personaggio che si lascia sfuggire spesso che ‘libidine’, che Jerry Calà usava quando era testimonial della console più frequentata dai ragazzi di allora.

Buon anno, al cinema, comunque… E a presto con Il ritorno del Ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores e soprattutto con il nuovo film di Carlo Verdone che apre alla grande le uscite di gennaio.

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