Week end al cinema: brivido con i dinosauri di Jurassic World, tra gli italiani, Mastandrea lost nello spazio, Diva! e periferie.

di Laura Delli Colli

Tempo di lettura: 3 minuti

Non c’è dubbio, spopoleranno i dinosauri di Jurassic World Il regno distrutto questo week end in sala: corpo a corpo nei cinema con A Star Wars Story, campione d’incasso delle ultime due settimane si annunciano non solo re della grande sfida ma pericolosissimi anche per il ritorno in alcuni cinema di un classico di cinquant’anni fa (e di sempre) come 2001 Odissea nello spazio in versione restaurata. Il paragone con la fantascienza nel nuovo film, diretto stavolta dallo spagnolo Juan Antonio Bayona (il regista di The Orphanage e Sette minuti dopo la mezzanotte) è evidente ma tutta la saga di Jurassic Park – nata dal romanzo di Michael Crichton del 1990 – parla del resto di evoluzione. E nell’evoluzione la sterzata di quest’episodio è decisamente dark visto che vira anche sul cotè horror per stessa ammissione del regista che ha voluto esplorare luoghi in cui la saga non è mai stata prima mostrando insomma cose che noi (spettatori) umani…
Torna comunque nel cast Jeff Goldblum (nel piccolo ruolo del Dr. Ian Malcolm) dal primo film della serie. E rivediamo anche Bryce Dallas Howard, con Daniella Pineda, Justice Smith e una Geraldine Chaplin, non del tutto giurassica comunque tra molti velociraptor.

A proposito di grandi signore della scena, da segnalare (senza dinosauri) l’omaggio alla grande Valentina Cortese di Diva!. Docufilm premiato anche dai Giornalisti Cinematografici diretto da Francesco Patierno che grazie ad uno splendido cast femminile la racconta attraverso documenti e inediti. Cortese, nata a Milano nel ‘23, grande attrice e musa di Giorgio Strehler di cui è stata a lungo compagna, è tra le poche italiane hollywoodiane, dimenticata forse dal cinema ma felicemente consapevole e protagonista di una stagione di splendori e stravaganze dello star system, il più grande e crudele al mondo, vissuto da vicino solo tra poche attrici italiane. Lo fece con successo, alla fine degli anni Quaranta, sposando nel ’51 l’attore Richard Basehart, per poi tornare in Italia e, grazie al sodalizio con Giorgio Strehler, diventare una straordinaria icona del teatro.

Una sorpresa dal cinema italiano, come lo è questa settimana una bella ‘fetta’ delle uscite a cominciare dalla folgorante (così è stata definita) opera prima dei fratelli D’Innocenzo La terra dell’abbastanza, presentata a Berlino e ora finalmente in sala. Racconta le periferie e la violenza ma anche un caso singolare: la vita di Mirko e Manolo (Matteo Olivetti e Andrea Carpenzano), due ragazzi di una periferia desolante in cui l’unica risorsa è finire presto l’alberghiero per trovare qualche ‘lavoretto’. Quando una notte investono uccidendolo un uomo che non avevano visto, per loro però la vita cambia attraverso un’occasione che rovescia anche la trama del film. Per loro fortuna il morto è infatti un pentito della mafia locale ricercato dal boss della zona (che è Luca Zingaretti) dunque quell’incidente è un grosso favore ai clan.

Ancora Italia con una curiosa regia femminile (Paola Randi) per Tito e gli alieni favola metafisica nel deserto del Nevada, con Valerio Mastandrea, ai confini dell’ Area 51, dove si vive in cuffia collegati a una grande antenna puntata verso il cielo, con cui il protagonista, e qui entra l’elemento para-normal-fantasy, cerca di captare voci dall’universo. Mastandrea è uno scienziato un po’ eremita un po’ astronauta che cerca contatti con i suoi affetti, e non ‘spoileriamo’ il resto per non rovinare l’effetto anche molto umano della storia.

Decisamente meno poetico e più violento, in aperta concorrenza col Dogman di Matteo Garrone, è Rabbia Furiosa – Er canaro, di Sergio Stivaletti, mago degli effetti speciali e autore, che in 40 copie riprende lo stesso orrendo fatto di cronaca nera degli anni ’80 tra omicidio e molte torture, in un’atmosfera qui ancora più horror e forse ‘malata’ con Riccardo De Filippis, Romina Mondello e Virgilio Olivari, in un’ambientazione contemporanea.

Tra i titoli italiani Malati di sesso, esordio alla regia del 36enne Claudio Cicconetti dal libro di Marina Marchetti, con Francesco Apolloni, co-sceneggiatore anche del film nei panni di un autore comico per la tv che è anche seduttore seriale, con Gaia Bermani Amaral e Fabio Troiano. Per dire che anche in amore si vive di dipendenze. Quelle che per esempio in Respiri. con un grande Alessio Boni alle prese con gli incubi di un thriller dell’anima, diventano ossessioni pericolose.

Tra i debutti in sala di questi giorni anche L’atelier, su un laboratorio di scrittura creativa alla Ciotat che fa riemergere i trascorsi della piccola città operaia, e Ippocrate, film medico tragicomico, storia di Vincent Lacoste, giovane laureato di belle speranze e figlio di un professore affermato che inizia il suo tirocinio proprio nell’ospedale diretto dal padre, molto disinvolto e potente diversamente da Benjamin che combina disastri suo malgrado e trasforma così la commedia anche in dramma.

È anche una storia di potenti corrotti, ma in ben altro scenario, quella mitologica e insieme fantasy di Ulysses – A dark Odyssey exploit ambizioso e internazionale girato con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte. È una vicenda ambientata nel 2020 (così presto?!?) quando la radio trasmette un dispaccio che costringerà Ulisse a tornare verso casa e a vivere la sua Odissea post moderna, in un viaggio di incontri inquietanti e surreali anche nel ventre del capoluogo piemontese. Il regista è Federico Alotto, che con il protagonista Andrea Zirio ha scritto il soggetto – poi sceneggiato con James Coyne, certo appassionati di mitologia, ma anche di action movie.

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