Week end al cinema: tra Blade Runner e Campillo, gli irresistibili Manetti Bros.

di Laura Delli Colli

Previsioni a favore di Blade Runner 2049, attesissimo sequel del film cult di Ridley Scott, diretto stavolta da Denis Villeneuve, per il primato degli spettatori che (speriamo) andranno al cinema in questo weekend. Attenzione, però, ad insidiarlo c’è l’italianissimo musical dei Manetti Bros. Ammore e malavita, colorato e irresistibilmente contagioso, in sala, nella forza di un intrattenimento fatto di musica e ironia, canzoni e commedia in quel mix che ha conquistato anche il pubblico cinefilo della Mostra di Venezia ed è valso agli autori il titolo di ‘film della critica’ della stagione e all’intero cast – dai protagonisti ai musicisti, dai registi al paroliere autore delle liriche – una pioggia di premi dai giornalisti cinematografici.

Con Blade Runner 2049 Denis Villeneuve affida ai suoi protagonisti (stavolta Ryan Gosling, Jared Leto e Robin Wright, con apparizioni del ‘vecchio’ Harrison Ford) il sequel ideale di una storia ambientata trent’anni dopo i fatti raccontati nel primo Blade Runner da Ridley Scott, dal racconto di Philip K. Dick in cui nel 1982 era, appunto, Ford l’eroe che andava a caccia di replicanti in una Los Angeles futuribile. Un grande black out da allora ha distrutto quasi completamente i dati del pianeta e soprattutto i cambiamenti climatici hanno prodotto una lunga carestia alla quale il mondo è sopravvissuto solo grazie alle colture sintetiche di una multinazionale dominata dal misterioso Neander Wallace (Jared Leto) che – grazie a quei profitti – ha poi ha acquisito anche le tecnologie della ‘vecchia’ Tyrell, sviluppando così una nuova serie di replicanti completamente sottomessi all’uomo e di indefinita longevità. L’ordine apparente della Los Angeles del 2049 regna almeno fino quando l’Agente K (oggi è Ryan Gosling), uno dei Blade Runner incaricati di ritirare i vecchi modelli che ancora vivono in clandestinità, scopre un segreto che potrebbe produrre una catastrofe. La sua missione comincia qui e, come abbiamo appena segnalato, avrà anche alcune apparizioni nel film, di Rick Deckard (proprio lui, Harrison Ford), svanito nel nulla trent’anni prima senza lasciare alcuna traccia di sé… Un successo assicurato, senza dubbio.

Ed è coraggioso tra i titoli in uscita Ammore e malavita, con il quale i Manetti Bros. stavolta, grazie alla sintonia – per le musiche – con un’altra coppia, Pivio e Aldo De Scalzi, tentano la sfida del musical con un film d’azione napoletanissimo e capace di far cantare anche gli spettatori, com’è accaduto perfino in Sala Grande al Palazzo del Cinema di Venezia. Il film è un dichiarato omaggio alla sceneggiata napoletana, ma più in generale al cinema dei generi, affidati dai registi ad un cast corale – Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Raiz (voce leader degli Almamegretta) e un’inedita Claudia Gerini dark lady (una ‘Donna Imma’ musical…) in coppia con un bravissimo Carlo Buccirosso. Dopo Song’e Napule, insomma un musical che supera il “gomorrismo” in musica tra ironia e denuncia. Con una leggerezza, per stessa ammissione dei registi, in stile Grease.

Clima completamente diverso per un film da non perdere, non solo perché è il candidato della Francia ai prossimi Oscar® ma perché è il racconto della drammatica scoperta dell’AIDS in Francia. È 120 battiti al minuto di Robin Campillo. “Ho amato quel film dal primo minuto sino all’ultimo, non mi sarebbe potuto piacere di più” ha detto a Cannes Pedro Almodóvar presidente della Giuria che lo ha premiato al Festival, “Campillo ha raccontato storie di eroi veri che hanno salvato molte vite”. Il film in Francia ha conquistato oltre 150mila spettatori già nel primo weekend. 120 battiti al minuto racconta una stagione drammatica e allo stesso tempo entusiasmante, protagonisti dei giovani francesi nella Parigi degli anni Novanta, quando l’AIDS cominciava a mietere vittime in una società disinformata rispetto all’hiv, alle sue modalità di diffusione, alla prevenzione. Ma il film è soprattutto la storia d’amore tra Nathan e Sean, uno dei militanti più radicali del movimento. Accanto a loro, Sophie, militante del movimento e anche una madre con il figlio contagiato in seguito a una trasfusione, c’è chi è sieropositivo ma non malato e infine chi si è avvicinato ad Act Up, l’associazione militante che fa scattare denunce e mobilitazioni, per attivismo solidale.

Restano da segnalare un action e una commedia: Renegades – Commando d’assalto e Come ti ammazzo il Bodyguard con Ryan Reynolds e Samuel L. Jackson.

Per chi ama la letteratura ma anche il caso letterario degli ultimi anni da non perdere il film-documento Ferrante Fever, sulla scrittrice anonima che sta conquistando tutto il mondo. Tra i documentari anche il film su Koudelka, in cui la macchina da presa pedina uno dei maggiori fotografi del mondo lungo il Muro che separa Israele dalla Palestina.

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