Week end al cinema: se amate gli attori, con Daniel Day Lewis, James Franco, Helen Mirren e, da Berlino, Golino e Rohrwacher

di Laura Delli Colli

Tempo di lettura: 4 minuti

Week end di uscite attese, non solo con il debutto in sala del film di Laura Bispuri Figlia mia, in arrivo dalla Berlinale, interpretato da Valeria Golino e Alba Rohrwacher, ma per esempio con due titoli hollywoodiani per ragioni diverse certamente interessanti: Paul Thomas Anderson è il regista de Il filo nascosto, ambientato nel mondo glamour della Londra anni ‘50 (e lanciato già verso gli Oscar® con Daniel Day-Lewis), per chi ama invece la Hollywood indipendente, c’è The Disaster Artist, con James Franco nei panni di Tommy Wiseau, il regista e interprete come dice proprio il Franco, “del film più brutto mai realizzato”.

Cominciamo da Paul Thomas Anderson che porta al cinema Il filo nascosto. Come abbiamo detto, è interpretato da Daniel Day-Lewis ed è la storia di un’ossessione e di un grande amore tra due persone molto diverse tra loro che innamorandosi faranno saltare tutti gli equilibri della loro vita. È candidato a 6 Premi Oscar® e in America è già stato definito uno dei film più belli del 2018.

Daniel Day-Lewis è Reynold Woodcock un raffinato stilista che vive realizzando solo abiti per regine, superstar e gran dame ed è talmente concentrato su se stesso che non considera più di tanto le donne che animano la sua vita, finché non incontra Alma che sarà la sua musa è poi la sua amante, stravolgendogli completamente la vita programmata sui ritmi della sua straordinaria professionalità. Alma, nell’escalation anche sociale della sua ‘svolta’ entrerà con Reynold in un rapporto complesso, ossessivo, in cui entrambi saranno, a ruoli alternati, vittima e carnefice…

Atmosfera completamente diversa per il film diretto, prodotto e interpretato da James Franco, basato sul libro “The Disaster Artist: My Life Inside The Room”, con una candidatura agli Oscar® e un premio ai Golden Globes. “Il film più brutto di sempre” che era The Room, storia drammatica di una vicenda sentimentale con tanto di tradimento che circa quindici anni fa fu scritto, diretto, prodotto e interpretato da Tommy Wiseau che James Franco mette in scena. Il film risultò tanto ridicolo da diventare un cult con proiezioni di mezzanotte e pubblico capace di rivederlo più volte. Insomma un fallimento, ma di grande successo. James Franco rappresenta Tommy Wiseau come un outsider con un sogno, in un film decisamente originale.

È una perfetta ghost story per Helen Mirren La vedova Winchester, film di genere horror – thriller popolato di spiriti, demoni, e strane apparizioni.

Basato su una storia vera, racconta la vicenda di Sarah Winchester ereditiera della celebre industria dei fucili, convinta di essere perseguitata dalle anime uccise dalle armi dell’azienda di famiglia, dopo la morte improvvisa di suo marito e di suo figlio…

Direttamente da Berlino due attrici protagoniste in Figlia mia di Laura Bispuri, con Valeria Golino e Alba Rohrwacher, viaggio in cui tre figure femminili si alternano, si cercano, si avvicinano e si allontanano, si amano e si odiano. La piccola Sara Casu, appena 11 anni, di Alghero, è al suo esordio accanto alle due madri che ne contendono l’affetto in un film ricco di contrasti, non solo sul tema della maternità. Divisa tra le due donne, la piccola Vittoria, capelli rossi e pelle chiara molto lontana dall’iconografia dei colori della Sardegna in cui il film è ambientato, scopre a poco a poco la forza della propria identità e la trova alla fine in se stessa, senza dover rinunciare a nulla, pur in una situazione affettiva confusa e piena di contraddizioni. Proprio quello dell’identità personale è il tema che il film, molto applaudito dalla critica internazionale a Berlino, affronta dando voce ad un ‘femminile’ ricco di contrasti.

Italia, ma in commedia pop, anche in Sconnessi di Christian Marazziti, che aggiornando il tema della dipendenza dalla ‘scatola nera’ della nostra vita (sì, quello che aveva affrontato Paolo Genovese in Perfetti sconosciuti…) punta l’obiettivo su una famiglia disfunzionale complicata dalle sue contraddizioni, bloccata dal maltempo e senza connessione in uno chalet di montagna in un fine settimana nel ‘buio’ social. Risultato, riflessione (tragi)comica sulla “s-connessione” come esperimento sociale, in un film diventato anche uno #Sconnessiday, che ha richiesto tra l’altro agli studenti delle scuole italiane di rinunciare alla “rete” per 24 ore. Cast da commedia italiana con un ‘intruso’ eccellente come il capofamiglia intellettuale e provocatorio, Fabrizio Bentivoglio.

Tra gli altri titoli in sala prosegue, con il terzo capitolo, la saga avventurosa di Belle & Sebastien – Amici per sempre, condita di splendidi paesaggi alpini innevati che fanno da sfondo all’amicizia tra un dodicenne e il suo cane.

È il 1948. Sebastien ha dodici anni e lui e Belle, che ha avuto tre cuccioli, sono inseparabili. Il padre di Sebastien pensa ad un nuovo matrimonio che potrebbe cambiare profondamente anche la vita del ragazzino. E intanto un uomo minaccioso dice di essere il vero padrone di Belle e vuole riaverla insieme ai suoi pregiati cuccioli….

Ci sono anche tre documentari da segnalare: il primo è Last men in Aleppo, diretto dal regista siriano Feras Fayyad, arrestato e torturato durante il regime di Bashar Al-Assad nel 2011. Un film che documenta in presa diretta cosa accade ad Aleppo prima e dopo i bombardamenti e mostra l’operato dei Caschi Bianchi, che dal 2013 a oggi hanno salvato oltre 60mila vite. Gli altri due sono il film d’arte Caravaggio – L’anima e il sangue e il documentario musicale Eric Clapton – Life in 12 bars.

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