Week end al cinema: Loro 2 , l’Italia allo specchio di Paolo Sorrentino domina le uscite in sala

di Laura Delli Colli

Tempo di lettura: 3 minuti

Una piccola opera prima con la quale esordisce questa settimana sullo schermo, dal web, Il Terzo segreto di Satira doveva arrivare sullo schermo con un trailer dall’invito senza dubbio significativo: “Prima di andare a vedere Loro, venite a vedere noi”. Niente da fare alla fine i diabolici autori di quel film, ovviamente non solo politica tra grottesco e satira allo stato puro (ne parliamo qui di seguito) ci hanno ripensato. Si muore tutti democristiani, piccolo vascello pirata nei confronti della corazzata di Paolo Sorrentino, puntava dritto ovviamente su Loro 2 appunto, appena arrivato in sala e senza dubbio attesissimo soprattutto dopo il debutto del primo capitolo.

Ed è inevitabile segnalare tra le uscite, poche in questo week end distratto sui giornali dalle cronache cinematografiche di Cannes, soprattutto questo titolo. Con una domanda essenziale, quella che del resto incuriosisce gli spettatori, divisi, politicamente, tra il pro e il contro sul personaggio Berlusconi: che ritratto ne consegna al cinema Paolo Sorrentino? Durante tutta la lavorazione, blindatissima, sul set  questa è stata la grande domanda rispetto ad un film del quale poco si sapeva per scelta del regista. Ora però ciascuno può avere un’idea più precisa di un film che -oltre il ‘berlusconismo’ e la politica- guarda allo specchio l’Italia di oggi e la sua storia recente cercando una risposta alla crisi, non solo perché viviamo in un Paese alla difficile ricerca di un equilibrio istituzionale, ma perché il costume e il quotidiano di questo nostro Paese sono intrisi in un clima nel quale, tornando al film, forse Paolo Sorrentino per primo sceglie di raccontare, ripercorrendola nel suo stile, una storia pubblica e privata che tutti conosciamo, attraverso la quale però anche la politica assume un peso diverso nel racconto. Loro 2 più di Loro 1 mette a fuoco, insomma, un mondo di solitudini nel quale Palazzo Chigi e Montecitorio sono lontani perché la ricostruzione di cronaca non entra da protagonista in una narrazione che -non a caso- mostra, non solo simbolicamente, un’Italia dove molto è da ricostruire.

Con un grande Toni Servillo, autentico mattatore della prima mezz’ora del film, acquista ancora più protagonismo nel ruolo di Veronica Lario, qui all’atto finale della separazione, Elena Sofia Ricci. Ma tra gli attori è una vera gara a costruire un coro di personaggi in cui oltre le ‘maschere’ prevedibili circondano un personaggio che, come direbbe il protagonista de La grande bellezza Jep Gambardella, coltiva forse lo stesso gusto di far fallire la festa quando decide di abbandonarla. Tra gli altri Euridice Axen e, ancora come in Loro 1 Riccardo Scamarcio, una splendida Kasia Smutniak, poi, Roberto De Francesco e tra gli altri –tutti meritevoli di una citazione peraltro- Anna Bonaiuto e Dario Cantarelli. E Loro nei suoi due capitoli che sono alla fine due momenti di un unico film, alla fine, non è un film su Berlusconi, né forse solo un film sull’Italia, ma un racconto anche ricco di simbolismi sorrentiniani che parla molto delle paure. Paura di invecchiare, paura della morte, paura del fallimento, ma forse, più di tutte, la paura della solitudine?

Tra le altre uscite Il dubbio – Un caso di coscienza, dramma di Vahid Jalivand premiato a Venezia, Show Dogs – Entriamo in scena, popolato da simpatici cani parlanti, Le grida del silenzio, thriller italiano di Alessandra Carlesi, Benvenuto in Germania! di Simon Verhoeven sul tema dell’immigrazione, poi la black comedy con Frank Matano Tonno spiaggiato (e ovviamente il già citato Moriremo tutto democristiani). Citazioni dichiarate da L’esorcista e Psycho, ma anche uno sguardo cinefilo ai film dei Farrelly piuttosto che a  Buster Keaton e Helzapoppin’ e perfino ai Simpson nella black comedy italiana decisamente surreale e politicamente molto scorretta Tonno spiaggiato, opera prima di Matteo Martinez con Frank Matano protagonista che ha invaso i cinema in ben 300 copie. Nel cast anche una splendida novantenne (Lucia Guzzardi), arzilla e diabolica, poi Marika Costabile, Francesco Arienzo e Niccolò Senni. E nel film si scherza (pesante) su temi non facili, fino all’omofobia, e al razzismo. Matano interpreta Francesco, che riesce a far ridere il pubblico solo quando fa battute al vetriolo sulla fidanzata Francesca finché lei non gliela perdona e lo lascia. E lui non si rassegna. Cercando di riavvicinarla e consolarla al funerale della nonna, dove concepisce il piano delirante di uccidere un altro ‘caro’ dell’ex fidanzata, pur di avere un altro momento così con lei (la scelta cade sull’implacabile zia, la Guzzardi), fan sfegatata di Padre Pio e di Miss Italia ma farla fuori si rivela molto più difficile del previsto.

Chiudiamo tornando su Si muore tutti democristiani, il film del collettivo Terzo Segreto di Satira con Valentina Lodovini e Francesco Mandelli tra gli altri. La storia ruota intorno a un dubbio morale molto diffuso soprattutto in politica: Meglio fare cose pulite con i soldi sporchi, o cose sporche con i soldi puliti? Pensateci, magari, ancora una volta. Ma dopo aver visto il film…

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