Venezia73: Mostra mirabilis tra generi e (molte) superstar

di Laura Delli Colli

Un musical per aprire, il remake di un western classico per chiudere, un documentario affascinante tra estetica e mistero tra i film in concorso: ci siamo, tra il 31 Agosto e il 10 Settembre una pioggia di film – 55 in selezione più 16 corti e 20 restauri dei ‘classici’ – cade sugli schermi di Venezia 73. E la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica si prepara ad offrire al pubblico degli appassionati un’edizione che già si annuncia di autentica novità. Venezia mirabilis, potremmo dire rubando in qualche modo il titolo proprio al documentario – entrato in selezione ‘in corner’, realizzato a quattro mani da una coppia di autori, insieme anche nella vita, con il quale il Direttore della Mostra Alberto Barbera immagina, forse di replicare un effetto Sacro Gra, qualche anno dopo, già responsabile comunque di offrire visibilità a qualcosa che non è solo cinema nel senso tradizionale del termine.

Non solo il cinema d’autore (quello di invenzione e di tradizionalissima ‘fiction’ insomma) fa parte, del resto, di una selezione che sembra improvvisamente voler rischiare qualcosa di più: ricca, eclettica, in una formula complessivamente ‘ringiovanita’ che apre gli occhi sul nuovo, ben sapendo che il nuovo nel cinema è sperimentazione, contaminazione, e appunto anche capacità di rischiare in un cinema, soprattutto italiano, che invece sembra –proprio a giudizio di Barbera- troppo ancorato alla formula di commedie non sempre ‘alte’ ma, piuttosto, “commediole, quando non commediacce” solo popolari. È stato particolarmente critico, in questo senso il Direttore della Mostra presentando la selezione. A chi ha chiesto qual è la sua visione del cinema italiano ha risposto senza mezzi termini che non è certo lo specchio di un cinema che sembra “ancorato all’ovvietà di formule non sempre vincenti ma, anzi, ripetitive quando non scontate”.

Non lo sono affatto le scelte della Mostra in arrivo, un Festival di proposte che guarda prioritariamente all’autore ma si apre, come poche altre volte, ad una realtà cinematografica che non dimentica né il documentario (appunto Spira mirabilis di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti) né la grande fiction (il Papa impossibile e provocatorio di Jude Law nelle mani e nella fantastica invenzione di Paolo Sorrentino), né le novità più fresche (in concorso c’è Piuma di Roan Johnson), né tantomeno la memoria (i 20 restauri), i grandi autori (il primo omaggio a Michael Cimino e Abbas Kiarostami era inevitabile), le vecchie glorie (Jean Paul Belmondo, Marina Vlady nel documentario di Parenti e D’Anolfi), fino a cedere alla tentazione glam di un red carpet già affollato.

Se gli italiani oltre ai tre titoli in concorso (con Spira Mirabilis e Piuma, Questi giorni, ritorno al cinema di Giuseppe Piccioni) saranno protagonisti di una vetrina che non dimentica i generi, le sale del Lido (compresa l’ultima, in giardino, che ha chiuso la ferita dell’annoso, squallido ‘buco’ lasciato aperto da un cantiere incompiuto…) si apriranno per Cate Blanchett, Michael Fassbender, Mel Gibson, Paolo Sorrentino,Emma Stone Ryan Gosling, Jake Gyllenhall, Jude Law, Natalie Portman, Denzel Washington, Jeremy Renner e ancora per Wenders, Larraìn, Malick, Kusturica, Ozon, Tom Ford in una passerella che non dimentica tra i giurati il fascino dei ‘nostri’ Chiara Mastroianni, Valentina Lodovini, Kim Rossi Stuart e vedrà sfilare davanti al Palazzo del Cinema anche Monica Bellucci Margherita Buy, Gabriele Muccino che torma finalmente al cinema italiano. Venezia mirabilis: sì, sulla carta, davvero un’ottima partenza…

Tags

, , , , , , , , , , ,

Condividi quest'articolo

Commenti

Per poter lasciare il tuo commento devi essere registrato

CLICCA QUI PER
REGISTRARTI

Segui welovecinema

We Love Cinema