Venezia, ultimo atto: trionfa il cinema del reale

di TBWA-admin

Ultimo giorno a Venezia, è tempo di bilanci: in cima alla lista c’e’ senz’altro un doveroso commento sui Leoni assegnati. A Philomena di Stephen Frears, che ha convinto stampa e pubblico ed era dato per superfavorito, finisce solo il premio di miglior sceneggiatura, mentre la protagonista Judi Dench è stata abbondantemente superata per la Coppa Volpi da Elena Cotta di Via Castellana Bandiera di Emma Dante. 82 anni di cui sessanta trascorsi a teatro: un riconoscimento alla carriera, oltre che alla performance nel film.

Bernardo Bertolucci, presidente di giuria, aveva poi annunciato che avrebbe premiato il film che lo avesse stupito per originalità, così se l’italiano L’Intrepido di Gianni Amelio è rimasto ignorato, a trionfare è stato invece Sacro Gra di Gianfranco Rosi, il documentario sul raccordo anulare che è cerchio di vita, incontro di esperienze. Un importante segno dei tempi, questo Leone, che segna una svolta nella storia dei festival italiani: non solo il documentario viene ufficialmente riconosciuto di pari dignità rispetto al film di finzione, tanto da poter gareggiare al suo pari, ma da oggi può addirittura vincere. E battere piccoli gioielli di finzione come il fantasmagorico The Zero Theorem di Terry Gilliam, escluso completamente dal Palmares, così come Hayao Miyazaki e il suo Si alza il vento.

Se il tedesco La moglie del poliziotto di Groening, lungo 175 minuti (e 59 capitoli), vince il Gran Premio Speciale della giuria, il greco Miss Violence di Alexandros Avranas, dramma familiare in cui pedofilia, prostituzione e incesto non sono celati allo spettatore, fa il bis di premi: Leone d’argento e Coppa Volpi al protagonista Themis Panou. Il giovanissimo Tye Sheridan di Joe riceve il premio Mastroianni, mentre a Jaoyou di Tsai Ming Liang va il Gran premio della giuria.

Dispiace non siano arrivati riconoscimenti al giovanissimo Xavier Dolan, regista e protagonista del thriller psicologico Tom a le ferme, trascurato dal Palmares come pure l’algerino  Les Terrasses di Merzak Allouache, La Jalouise del francese Philippe Garrel, amico fraterno di Bertolucci, con protagonista il figlio Luis Garrel.

E che dire del povero James Franco? Il suo film Child of God non ha trovato il favore della giuria, e quel che pesa è l’indifferenza verso una delle performance più estreme, carnali e viscerali della Mostra: così il povero Scott Daze, autore di una performance generosa e memorabile, resterà nel semi-anonimato, anche se la nostra Coppa Volpi ideale è tutta sua.

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Di Claudia Catalli e foto di Federica De Masi © Oggialcinema.net

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